Mag 242012
 

Saperlo non è di conforto, ma almeno fa riflettere. Oltre 3 milioni di italiani vivono in zone ad elevato rischio di terremoto, solo una casa su sei è costruita secondo criteri anti-sismici.  A voler essere pignoli, tutta Italia può mettersi a tremare all’improvviso, come il Giappone: ma a differenza dei giapponesi, l’80% delle nostre case non dispone di tecnologie anti-sisma.

”Ben 3 milioni di persone abitano in zone ad alto rischio sismico, 21 milioni quelle che abitano in zone a rischio medio”. Ce lo ricordano le cassandre d’Italia, gli esperti del Consiglio Nazionale dei Geologi, che continuano a ripetere il mantra del rischio terremoto da quarant’anni. Per rimanere all’ultimo quinquennio, previdero l’Aquila (se si può dire “previsione” un allarme circostanziato da sei mesi di sciame sismico d’intensità crescente) e non furono ascoltati. Nemmeno nella ricostruzione, tuttora inattuata.

Vale però la pena ricordare, con il presidente del Cng Gian Vito Graziano, la situazione reale, quella che non vogliamo ancora accettare: 725 comuni sull’orlo del terremoto (il 10% circa), altri 2.344 sono a medio rischio. Le case “ballerine” sono 12 milioni. In un anno, collezioniamo almeno duemila terremoti, ognuno composto in media da decine di scosse. Sicilia, Calabria, Toscana e Campania sono le regioni messe peggio: eppure il numero maggiore di vittime le hanno registrate l’Abruzzo e l’Emilia Romagna – tettonicamente attiva – ma considerata nel complesso a rischio medio-basso.

I terremoti sono pericolosi per la mancata prevenzione. I danni (e le vittime) dipendono da dove sono costruite le case e come. Non soltanto abbiamo costruito sui “punti caldi”, ma abbiamo lasciato tutto così com’era da secoli, ignorando gli allarmi e le scoperte della tecnologia. Il 60% delle case italiane (circa sette milioni e mezzo) e’ stato realizzato prima del 1971, prima della  legge antisismica del 1974. E le nuove costruzioni sono abusive (non rispettano i parametri di legge) in due casi su tre.

Se continueremo ad avere 8 case su 10 inadatte a resistere ai terremoti (anche quelli di terzo o quarto grado), continueremo a contare le vittime. Innocenti, come tutte le vittime delle catastrofi, e inconsapevoli.

fonte: Diritto di Critica

 Leave a Reply

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Vai alla barra degli strumenti