Mag 222012
 

In queste elezioni amministrative il PD ha vinto. Si, certo. Ma con tanti, tantissimi distinguo.

Prendiamo le tre città dove erano appuntati gli occhi della politica nazionale: Genova, Palermo e Parma. Nella prima ha vinto Doria candidato indipendente di SeL che aveva sconfitto alle primarie di coalizione i due candidati del PD. A Palermo ha vinto Leoluca Orlando dell’IdV contro Ferrandelli che, a sua volta, aveva sconfitto nelle primarie Rita Borsellino voluta da Bersani. A Parma il nuovo sindaco è Federico Pizzarotti del M5S che ha avuto il 60% (19% al primo turno) sconfiggendo il candidato del PD Bernazzoli rimasto fermo al 39%.

Insomma là dove il PD non vince non è che viene sconfitto dal PdL (boccheggiante) o dalla Lega (sconfitta persino nelle sue roccaforti), ma da personaggi alternativi che sono visti come un soggetti politici nuovi e non legati a vecchie dinamiche. Del resto era già successo a Firenze con Matteo Renzi che aveva sconfitto alle primarie i due candidati ufficiali del PD. E lo scorso anno Milano con Pisapia (SeL) e a Napoli con De Magistris (IdV). Quella di Genova, Palermo e Parma (ma anche a Belluno ha vinto un fuoriuscito dal PD) è stata solo la riprova. Un segnale forte e chiaro, non c’è che dire.

Se il prossimo anno il PD intende vincere le elezioni politiche e governare, ha una sola strada. Quella del ricambio rapido e senza indugi della sua geriatrica classe dirigente, facendo emergere ciò che d’innovativo sale dal basso – e da fuori – il partito. E tutto questo completato con le primarie per la scelta del candidato premier e dei deputati.

Un’ultima chiamata al rinnovamento per non seguire, nel 2013, le sorti di PdL e Lega. Questo è il segnale proveniente dalle urne in un giorno, checchè ne pensi Bersani, di apparente vittoria.

 Leave a Reply

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Vai alla barra degli strumenti