Giu 162012
 

Domani in Grecia si terranno le elezioni politiche. Le seconde nell’arco di quaranta giorni.

Per molti analisti si tratta di una consultazione elettorale cruciale dalla quale potrebbe scaturire, nell’ipotesi peggiore, l’uscita della Grecia dall’euro. Questo con  tutte le gravi conseguenze per l’intero “sistema Europa”.

Ma la Grecia è il male che affligge l’Europa? O piuttosto la crisi ellenica è solo un sintomo di una malattia ben più profonda?

E’ certo che la Grecia ha fallito gli obiettivi di risanamento. Ma ha fallito perchè la cura impostale – durissima e concentrata in un breve spazio di tempo – ha sortito l’effetto opposto. Se l’Europa avesse gestito meglio la crisi greca non avremmo assistito alla folle deriva della speculazione finanziaria che ha già preso di mira la Spagna e Italia. Perchè, è arcinoto, che la speculazione si getta sempre famelicamente sul soggetto più debole e, una volta prosciugato, si rivolge al soggetto debole successivo. La speculazione può essere solo arginata se trova davanti a se un’ entità politica capace di dettare norme ferree – e farle rispettare con rigore – a tutela della propria economia.

Quindi il problema, oggi, non è tanto la Grecia. Il problema risiede nell’inadeguatezza politica dell’Unione Europea. Un’Europa che dovrebbe esprime un  potere politico decisionale forte tale da primeggiare sulla finanza e la speculazione.

Auguri Grecia. Ne avete – ne abbiamo – tutti bisogno.

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