Giu 282012
 

Se l’euro crolla, la Germania verrà travolta dalle macerie: crollo dell’export, boom di disoccupati e -10% del Pil entro l’anno successivo. L’ovvia considerazione stupisce, perché arriva dal Governo tedesco, che da mesi bombarda Atene e noialtri Piigs con ultimatum e aut-aut. Allora la minaccia continua della Merkel – “se i Paesi Canaglia vanno contro la linea dura, l’euro crolla” –  era falsa?

Se dovesse disintegrarsi la moneta unica, la Locomotiva d’Europa rischierebbe di deragliare. E di brutto. Lo rivela uno studio del ministero delle Finanze tedesco, di cui il settimanale Der Spiegel dà un’anticipazione ufficiosa. Secondo gli esperti del Ministero, la fine dell’euro farebbe uscire dai binari l’economia di Berlino: il marco si rivaluterebbe eccessivamente, e le esportazioni tedesche crollerebbero. E la Germania vive per il 65% del Pil di export, a sua volta concentrato nell’area Euro.

Il numero dei disoccupati raddoppierebbe, toccando i 5 milioni di tedeschi. E nel complesso, il prodotto interno lordo cadrebbe del 10%. Significa che in un anno andrebbero persi i progressi economici fatti dal 1995 in poi. Secondo il “soffione” anonimo del Ministero delle Finanze, questi dati dimostrano che il salvataggio della moneta unica è il male minore rispetto a quanto costerebbe il ritorno alle valute nazionali, soprattutto per la Germania. La parola d’ordine per Berlino, è salvare l’euro a tutti i costi.

Ma perché dirlo solo ora, dopo aver minacciato la Grecia e gli altri paesi Canaglia di abbandonarli alla valuta nazionale – dando l’impressione di non preoccuparsene? Perché lasciare che la speculazione sul mercato si accanisse sugli anelli deboli dell’area Euro, invece che assicurare a tutto il mondo che un prestatore d’ultima istanza c’è ed è il più autorevole d’Europa? Va bene far prendere una forte “strizza” ai greci, ma le speranze di crescita per la stessa Germania ne sono uscite massacrate.

Il Governo Merkel ha voluto tutto insieme: un euro stabile e allo stesso tempo forte. Se invece avesse accettato gli eurobond, la svalutazione dell’Euro e una maggior flessibilità con i Piigs, Bruxelles avrebbe avuto la chanche di un boom dell’Export per tornare a correre. Salvando tutti, senza perdere nessuno. Non si è fatto, e la crisi attuale ne è l’effetto.

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