Recessione e alimentazione

 Posted by on 21 giugno 2012  Add comments
Giu 212012
 

Crisi economica: ieri abbiamo parlato di salute, oggi vediamo qual’è il comportantemento degli italiani in campo alimentare.

A fornirci dei dati attendibili è un’analisi realizzata da Coldiretti-Swg sulla base della ricerca realizzata dalla Fondazione per la sussidiarietà e dal Politecnico di Milano in collaborazione con Nielsen sulle eccedenze alimentare. Lo studio evidenzia che lo spreco di cibo in Italia è pari a 6 milioni di tonnellate per un valore di circa 13 miliardi annui. In pratica le famiglie italiane gettano nella spazzatura, ogn anno, l’equivalente di un intero mese di spesa alimentare.

Questo in tempo di vacche grasse. Ma, morsi dalla crisi economica, sembra che gli italiani abbiano cambiato atteggiamento adottando una sorta “spending review” alimentare  riducendo in maniera considerevole gli sprechi.

Tra coloro che hanno ridotto gli sprechi, quasi la metà lo mette in pratica facendo una spesa maggiormente oculata servensosi, magari, direttamente dal produttore con l’acquisto di cibi più freschi. Mentre il 31% riduce le dosi acquistate, il 24% utilizza ciò che avanza per il pasto successivo e un 18% guarda con più attenzione alla data di scadenza.

Le esperienze del passato portano gli anziani ad essere più oculati rispetto ai più giovani, così come le famiglie rispetto ai single. Single che, peraltro, sono spesso costretti ad acquistare maggiori quantità di cibo per la mancanza di formati adeguati alla loro condizione.

Pare, dunque, che la crisi economica – perlomeno in questo caso – abbia convertito l’italiano a uno stile alimentare eticamente ed economicamente più virtuoso.

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