Morire come un cane

 Posted by on 13 Luglio 2012  Add comments
Lug 132012
 

Alla fine Lennox è stato assassinato. La sua storia, colpevolmente non ripresa fino a questo momento da questo blog, ha fatto il giro del mondo e ci sono innumerevoli siti ad essa dedicati (ad esempio leggete qui ). Riassumendo brevemente, Lennox era il cane di una famiglia di Belfast che lo amava e ne aveva particolare cura. Era anche il miglior amico e compagno più assiduo e fedele della bambina di casa, Brooke, un’undicenne con problemi di disabilità.
Un giorno di due anni fa Lennox viene portato via da alcuni incaricati del Belfast City Council Dog Wardens in quanto “assomiglia a un Pit Bull” – razza dichiarata pericolosa dalla Breed Specific Legislation; alla famiglia, che non lo vedrà mai più, viene detto che dovrà essere soppresso.

Verrà assassinato ufficialmente l’11 luglio 2012, dopo due anni di battaglie legali, dopo che centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo avevano firmato appelli per la sua liberazione, dopo che l’esame del DNA effettuato sul povero cane aveva dimostrato che Lennox non era un Pit Bull ma aveva soltanto la sfortuna di assomigliargli, dopo che era stato dichiarato aggressivo e pericoloso per l’incolumità delle persone nonostante non avesse mai aggredito anima viva – era anzi un cane particolarmente dolce e affettuoso – e nonostante una delle addette alla sorveglianza di Lennox abbia dichiarato sotto giuramento che Lennox era aggressivo e ne aveva molta paura, ma fossero circolate foto che la ritraevano mentre abbracciava Lennox che le leccava dolcemente il viso, dopo che alcuni referti medici avevano mostrato i segni di un grave stress post traumatico occorso a Brooke da quando le era stato portato via il cane, dopo che c’erano state proposte di adozione da parte di più persone in diverse parti del mondo, insomma dopo che la ragione, il buonsenso, l’umanità avevano ampiamente dimostrato che Lennox poteva e anzi doveva essere salvato.

Perché qui l’essere “animalisti” non c’entra niente. Qui si sta parlando di logica e di conoscenza del comportamento animale, perché non occorre essere etologi o comportamentalisti animali per sapere che non esistono razze pericolose ma solo padroni (e, aggiungo, allevatori) pericolosi e incompetenti. Perché fare delle leggi che dichiarano che alcuni cani sono pericolosi e vanno abbattuti è un atto criminale. Perché uccidere un innocente – animale umano o non umano che sia – è un atto criminale che ci fa precipitare nella barbarie.

La Municipalità di Belfast ha commesso un atto di incredibile ferocia e ottusità. Non fosse abbastanza, ha condito questa storia con troppi particolari poco chiari – perché, ad esempio, alla famiglia non è mai stato permesso di vedere Lennox durante i suoi due anni di prigionia? Perché non le è stato concesso di vederlo per un’ultima volta prima dell’esecuzione? Perché le pochissime fotografie trapelate mostravano un cane con varie escoriazioni e aree prive di pelo, con lo sguardo smarrito in una specie di cella di cemento senza neanche un giaciglio o una ciotola dell’acqua, in mezzo ai suoi escrementi? Perché ostinarsi a sostenere che Lennox era aggressivo quando non lo era affatto? Perché continuare a dire che si trattava di un Pit Bull quando non lo era? Perché Alexandra Lightfoot, una degli addetti alla sua custodia, lo coccolava e si faceva fotografare mentre lo abbracciava salvo poi dichiarare sotto giuramento che era un cane aggressivo e pericoloso? Troppi punti oscuri, che portano molti a ritenere che Lennox sia stato ucciso diverso tempo fa o comunque fosse in condizioni talmente precarie da non poter essere mostrato al mondo o alla sua famiglia senza rischiare denunce di maltrattamento.

Forse la verità su questa triste storia non si saprà mai. Non paga di aver aggiunto ulteriore strazio alla famiglia di Lennox comunicando che manderà “un po’ di ceneri via posta”, e dopo aver detto no alla richiesta di Brooke di poter riavere almeno il collare di Lennox come ultimo ricordo, la Municipalità di Belfast prova anche ad atteggiarsi a vittima dichiarando di aver ricevuto email dal tono minaccioso.

Cari signori, sappiate che l’unica vittima è stato un cane che voi, per ottusità, ferocia, orgoglio o chissà cos’altro, avete ucciso. Un cane che non aveva mai fatto del male a nessuno e che era la gioia della sua famiglia. Chiedetevi qual è veramente la razza più pericolosa sul pianeta, se ne avete l’onestà.

Altro che Pit Bull.

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