Niente cambia

 Posted by on 15 luglio 2012  Add comments
Lug 152012
 

E’ finita con la ventiduesima puntata dell’ottava stagione e un fittizio funerale di saluto la saga di Dr. House, una delle serie, dei personaggi, più penetranti della storia delle serie televisive, nonostante la serie stessa non si sia sempre caratterizzata per un livello di qualità eguale al proprio protagonista. D’altronde, come dice il titolo stesso, House M.D. è una serie monocentrica, impostata tutta sul suo protagonista, al punto tale che l’attenzione per lo sviluppo narrativo molte volte può venir tralasciato senza destare troppo interesse nello spettatore; la narrazione, in House, necessita di una brusca accelerata per avanzare al passo successivo (es: la soluzione dei casi, a cui si arriva sempre nello stesso identico modo, casualmente).

Cominciata come una serie dove molti attori hanno potuto trovare un riciclo alle proprie carriere, sponsorizzata dal nome di Bryan Singer che fin da subito ne intuì le potenzialità, la grandezza maggiore di Dr. House è stata forse quella di essere a tutt’oggi una delle poche serie televisiva non serializzata del panorama televisivo (eccezion fatta per le sit-com), in pieno vecchio stile produttivo, in omaggio ad uno dei tanti dogmi del protagonista “le persone non cambiano” (un’altra è CSI). Vedere la terza puntata della prima stagione e a ruota la quindicesima non inficia la comprensione della visione. I pochi elementi di serializzazione (le love story, i conflitti con i superiori e i subalterni) vengono risolti nel giro di uno o due episodi, o, qualora interessassero tutta l’intera stagione, non maturano nel succedersi delle puntate: nella prima stagione sappiamo che Cameron è innamorata di House, ma questo non produce nessuno sviluppo significativo; nella seconda, stesso discorso per il rapporto fra House e l’ex compagna e o più avanti fra House e la Cuddy. L’unico vero sconvolgimento viene portato dall’abbandono degli attori e dalla loro sostituzione, ma anche questo cambiamento viene “assimilato” nel giro di poche puntate (es. House in terapia psichiatrica; House in galera; Chase abbandonato da Cameron; la morte di Kutner): il team di lavoro cambia quattro volte, eppure cambia qualcosa all’interno della serie ? House causa la morte di Amber, come reagisce Wilson?

L’unico vero cambiamento in House, il cambiamento di ogni vita umana, viene negato allo spettatore. House è un bambino che deve crescere, senza mai crescere veramente. Ostile all’autorità paterna (ogni tipo di autorità, compreso il padre, quello vero e quello fittizio), affettivamente legato e innamorato della madre (Cuddy), oppressore con i più giovani, conquista una posizione all’interno della società, esce ovvero dalla sfera protettiva parentale, solamente quando viene abbandonato dai propri genitori metaforici (Cuddy e Wilson), subendo egli stesso il loro identico destino a confronto con i propri figli Foreman e Chase. Sarà solo quest’ultimo, in realtà, a portare avanti il discorso del padre, dopo aver passato anni a tentare di primeggiare e a duellare con lui in vari campi.

House non cambierà la storia televisiva, non produrrà serie “figlie” (tutti i tentativi sono stati abortiti sul nascere), ma lascerà un solco nel mondo del piccolo schermo.

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