Lug 262012
 

 

Più volte abbiamo affrontato le contraddizioni che animano il Partito Democratico.  Contraddizioni che rasentano il grottesco.

Referendum interni.

Il gruppo del PD Prossima Italia – formato da coloro, come Pippo Civati, che tentano una riforma laica e moderna del PD – ha lanciato l’iniziativa, prevista dallo statuto (art.27), di svolgere dei referendum sui quali la base del PD si dovrà pronuciare. Gli argomenti materia di consultazione saranno: diritti civili, riduzione delle spese militari, cittadinanza, riforma della politica, patrimoniale, e “NO” all’alleanza con l’UDC. Iniziativa lodevole e , soprattutto, occasione forse unica e irripetibile per riformare seriamente il PD strappandolo dalle mani delle vetero oligarchie ex comuniste ed ex democristiane.

Ma il fatto è che l’art. 27 prevede che i referendum interni siano svolti secondo uno specifico regolamento attuativo. Regolamento che non è mai stato scritto.

Limite mandati parlamentari.

Esiste, per statuto, un limite a tre mandati parlamentari ma, sempre per statuto, esistono delle deroghe. Ne abbiamo già parlato qua.

Primarie e candidato premier.

Lo Statuto prevede che il candidato premier sia segretario del partito. Quindi, per ovvietà, non sarebbero necessarie le consultazioni primarie (che noi peraltro vorremmo svolte da tutti i partiti) che comunque si terranno. Ma non si sa di che tipo esse saranno: se aperte a tutti o solo agli iscritti; se di partito o di coalizione. Già, di coalizione. Con chi farla l’alleanza e su quali programmi? Con l’UDC? In teoria allora anche Gabriella Carlucci, Paola Binetti potrebbero correre per diventare candidato premier sfidando Matteo Renzi, Nichi Vendola e lo stesso Pieluigi Bersani.

Ionesco e gli altri esponenti del Teatro dell’Assurdo non avrebbero potuto architettare qualcosa di meglio.

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