Lug 202012
 

Dicono che il nuovo dg della Rai, Luigi Gubitosi, guadagnerà tre volte lo stipendio che prende Barack Obama. Ma a differenza del presidente degli Stati Uniti, potrà contare su un contratto a tempo indeterminato e una poltrona sicura. Alla faccia della noia che – secondo il premier Monti – provocherebbe il famoso “posto fisso”.

In Rai, però, per uno che si annoierà ce ne sono migliaia che vivono di contratti precari e lavorano per cifre irrisorie (anche 70 euro lordi a puntata con scadenze di contratto continuamente ricontrattate e che durano il tempo di una produzione), ben diverse da quelle che guadagnerà Gubitosi: un cachet da 650 mila euro l’anno.

E l’Usigrai.il Sindacato giornalisti Rai, cosa fa? Nicchia: non contesta la cifra ma solo la durata. ”Mi piacerebbe che un nuovo corso non cominciasse con polemiche. Credo che il curriculum di Luigi Gubitosi sia tale da poter permettere al diretto interessato di rinunciare alla garanzia del tempo indeterminato. Tocca al neo direttore generale scegliere come accompagnare i suoi primi passi in azienda”, scrive in una nota il segretario Usigrai Carlo Verna.

Ma se proprio si vuole chiudere un occhio sullo stipendio – in Itaila di dg superpagati ce ne sono molti – la questione più spinosa riguarda proprio la durata: “indeterminato”. Anche quando gli equilibri politici cambieranno e subentrerà un nuovo dg, infatti, la cifra e lo stipendio resteranno immutati, foss’anche per fare le fotocopie. Il tutto a fronte di sedi estere e nazionali chiuse, di contratti non rinnovati e di concorsi bloccati. E di un tetto agli stipendi dei manager che dovrebbe essere pari a quello del primo presidente della Corte di Cassazione: 294mila euro l’anno. Bruscolini per un dg Rai.

(fonte:Diritto di Critica)

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