Ago 192012
 

Se un tempo Milano, metropoli da bere e da vivere con stile, era la indiscussa capitale della moda, oggi può essere definita senza indugi la capitale dei single.

Già: perché il numero di chi dichiara all’anagrafe meneghina di vivere in solitudine è aumentato, negli ultimi anni, in maniera vistosa: i single erano 276 mila nel 2001, 311 mila nel 2004 e, inarrestabili, a dicembre del 2011 erano già 368 mila. Il che significa il 51% del totale dei nuclei residenti a Milano: la maggioranza assoluta.

Ma l’Italia, si sa, non è tanto il Paese dei single quanto quello degli struzzi; politici ed eminenze grigie – pardon, eminenze porpora – che vi si nascondono dietro sono infatti, qui da noi, ostinatamente restii ad accettare la realtà per quello che è.

E siccome sull’italico tradizionalistico suolo è l’intramontabile famiglia, e non l’ormai superato pilo, a tirare più del famoso carro di buoi, ecco che essa viene servita in tutte le salse: incluse quelle che, come testimonia il caso di Milano, sono davvero le più improbabili. Guai a parlare di single, omosessuali, unioni di fatto che probabilmente si celano dietro i dati della metropoli lombarda: tutto ciò, nel magico mondo sotterraneo dove è piacevole infilare il cranio e dove politici, vescovi ed elettorato ascoltano solo il rimbombo dei loro stessi pensieri, non esiste.

Peccato: l’occasione di rivedere le proprie politiche sociali è sempre la benvenuta. Ma quando i grossi uccelli piumati si saranno degnati di tirare fuori la testa da sotto la sabbia, la realtà – c’è da scommetterlo – sarà nuovamente cambiata.

(fonte: Cronache Laiche)

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