Elezioni canaglia

 Posted by on 24 agosto 2012  Add comments
Ago 242012
 

Tre raffinati politici nostrani – Denis Verdini (PdL), Maurizio Migliavacca (PD) e Lorenzo Cesa (UDC) – sono al lavoro per superare, in maniera condivisa, il Porcellum. Loro si dicono fiduciosi in un varo in tempi brevi di una nuova legge elettorale.

Tutto questo avviene senza un briciolo di trasparenza. Perchè non è cosa buona e giusta che il popolo debba sapere, prima del tempo, con quale meccanismo elettorale potrà esercitare in futuro il suo diritto-dovere democratico.

Però qualcosa trapela. E non è un bello spettacolo quello che si va prospettando.

La rappresentanza. Una corposa quota di parlamentari (da un terzo alla metà) continuerà a essere eletta con le liste bloccate. Potranno dire, tecnicamente, di avere abolito il Porcellum quando, in realtà, ciascun partito continuerà a poter disporre di un tesoretto di posti da dare ai soliti noti, ai soliti meno noti ma comunque ai fedeli alla linea. I restanti parlamentari invece dovrebbero essere eletti con i collegi uninominali, dove i candidati nel collegio saranno imposti dai partiti anzichè scelti attraverso primarie di partito.

Premio di maggioranza. Si parla di un 10-15 %  che verrà assegnato al partito che arriva primo. Non si sa come verranno scelti i parlamentari eletti attraverso il premio: se con una lista bloccata, oppure attraverso il ripescaggio di coloro che sono stati sconfitti nell’uninominale. Quest’ultima ipotesi potrebbe portare alla situazione surreale data dall’ingresso in parlamento, in alcuni collegi, sia il vincitore che dello sconfitto.

Ma non è tutto. Il vero devastante meccanismo sarà dato dalla possibilità per ogni partito di allearsi con chi riterrà opportuno anche dopo le elezioni: rompere e ricostruire a proprio piacimento le coalizioni sarà a questo punto previsto per legge. Quelle stesse coalizioni che gli elettori, in buona fede, credevano di aver scelto con il loro voto per poi vedersele trasformate in altro. Un meccanismo pensato dai partiti per garantirsi una totale autonomia di trattativa e di mercanteggiamento una volta passate le elezioni.

E così, ad esempio, uno potrà votare la coalizione formata da PD e SeL che si presenta come centrosinistra duro e puro per trovarsi poi, ad elezioni passate, alleati con la Carlucci, con la Binetti o con Fini.

E, visto quanto va prospettandosi, hanno mille e un motivo per essere fiduciosi e ottimisti.

 

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