Ago 112012
 

Il Galliera è un ospedale pubblico un po’ particolare: non solo l’ente che lo gestisce è autonomo, ma il suo presidente è l’arcivescovo pro-tempore di Genova. Attualmente, quindi, è il cardinale Angelo Bagnasco, il capo dei vescovi italiani. E si vede.

Lo si vede dall’acquiescenza della Regione Liguria, che è poi quella che nell’ospedale ci mette i soldi. Di tutti, anche dei contribuenti non cattolici. La giunta regionale, amministrata dal centrosinistra, qualche tempo fa aveva autorizzato il trasferimento delle interruzioni di gravidanza all’Ospedale evangelico internazionale. Ora il bis: il nosocomio protestante accoglierà anche il servizio dedicato alla fecondazione artificiale: che sua eminenza non gradisce, nonostante l’alto livello professionale di cui è accreditato. I costi del trasferimento? Anche quelli a carico di tutti i cittadini.

Proprio questa mattina il cardinal Bagnasco ha chiesto che i cattolici siano sempre più presenti nella vita politica: “sui principi di fondo non si può mercanteggiare”. In realtà è già difficile individuare politici che mercanteggiano, sui temi laici: l’impressione è che vi sia soltanto una subitanea accettazione di ogni richiesta ecclesiastica.

La vicenda mostra per l’ennesima volta quanto sia bene che lo Stato, nelle sue articolazioni, sia ben separato dalle organizzazioni religiose. E quanto la sussidiarietà che tanto piace ai politici nostrani, qualunque colore abbiano, si traduca regolarmente in maggiori costi per i contribuenti e in maggiori disservizi per i cittadini. Che non potranno più chiedere a un ospedale pubblico un servizio che un ospedale pubblico è, per legge, tenuto a dare.

(fonte: Uaar)

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