Ago 022012
 

Alla fine l’hanno spuntata. Le lobby delle industrie farmaceutiche sono riuscite a bloccare una delle norme che avrebbe fatto risparmiare un sacco di soldi al sistema sanitario nazionale. Così l’obbligo di prescrizione da parte dei medici del solo principio attivo, obbligando il farmacista a dare al paziente il farmaco meno costoso, o almeno lasciando a quest’ultimo la scelta, è saltato. I medici potranno indicare sulle ricette il farmaco specifico, motivando la scelta per iscritto.

Cambiare tutto per non cambiare niente. L’accordo raggiunto è frutto di una mediazione che rischia di non cambiare nulla. Viene introdotto, infatti, per il medico di famiglia l’obbligo di indicare sulla ricetta il principio attivo. Ma il medico può indicare sulla ricetta il nome del farmaco al posto del principio, giustificando la scelta con una sintetica motivazione scritta. In questo caso, la decisione del medico è vincolante per il farmacista che non può in alcun modo vendere farmaci sostitutivi.

Guerra tra lobby. “Dal punto di vista produttivo la combinazione delle misure ipotizzate inserite nel decreto della spending review determina un danno irreparabile in termini di investimenti e occupazione con gravi effetti sull’economia del Paese”, commentava Farmindustria all’eventualità di un obbligo senza deroghe da parte del medico di indicare esclusivamente il principio attivo. “Bisogna avvicinarsi al resto d’Europa e a agli Stati Uniti. È falso asserire che gli equivalenti sono diversi dagli originali», dice Michele Uda, di Assogenerici. “Il mercato italiano è indietro rispetto all’Europa. Solo il 15% delle medicine consumate sono generiche”, conclude. Insomma, da questa lotta tra lobby si è giunti ad un compromesso che potrebbe non portare a nulla.

Risparmi, forse. Secondo le previsioni, con questa riforma lo Stato dovrebbe risparmiare più di 4 miliardi nel 2012 e a 10 miliardi nel 2013. Queste risorse dovrebbero consentire al governo Monti di rinviare al secondo semestre del prossimo anno, quindi post elezioni, l’aumento delle aliquote Iva altrimenti previsto per il mese di ottobre. Inoltre permetterà il pensionamento anticipato ad altri 55 mila esodati e dovrebbe garantire copertura economica anche all’avvio della ricostruzione in Emilia.

Nuove tasse in arrivo. Oltre alla nuova normativa sulle ricette mediche, tra le modifiche di rilievo c’è anche la facoltà delle Regioni di raddoppiare già dal 2013 all’1,1% dall’attuale 0,5% l’addizionale Irpef e la possibilità per le università di raddoppiare le tasse per gli studenti i fuoricorso.

(fonte: Diritto di Critica) “Vittoria a metà delle lobby”)

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