Le elegie spagnole di Dioscoride

 Posted by on 12 Settembre 2012  Add comments
Set 122012
 

L’Assessorato alla cultura e il Centro Arti visive di Pietrasanta  ospitano dal 4 al 30 settembre uno spazio espositivo  dedicato all’opera del maestro Dioscoride Dal Monte. Il titolo della mostra, Elegie spagnole, racchiude alcuni elementi utili alla comprensione delle opere.

Il genere elegiaco è  uno stile poetico alto in grado di snodare un pensiero complesso e che esprime bene l’impegno del maestro che in queste trentaquattro tele presenta l’evoluzione di una ricerca che si approfondisce nell’arco di 40 anni di lavoro creativo, nutrito di profonde letture filosofiche, letterarie e poetiche, che hanno scolpito dall’interno il suo spirito immerso in un costante e a volte doloroso sforzo meditativo.Trentaquattro  tele che immergono il fruitore in una dimensione di vibrante energia e che rappresentano altrettanti adombramenti di un unico corpus poetico-pittorico.

I titoli delle opere richiamano l’amato poeta tedesco R.M.Rilke che nelle sue Elegie duinesi scrive “E sono io colui cui è lecito dare alle Elegie la spiegazione giusta? Le ritengo un’elaborazione ulteriore di quelle premesse essenziali che erano già date…”  Anche Dioscoride apre con queste opere una nuova visione che emerge dalla sua decennale interrogazione su quella che Merleau-Ponty definirebbe la “chair”, “la carne del mondo”, luogo del dialogo incessante tra io ed esteriorità, dimensione profonda ancora indistinta, luogo della formazione del senso. Possiamo richiamare a questo proposito il  paesaggio  faentino, dove vive e lavora Dioscoride, paesaggio che – scrive Bellasi nell’introduzione al catalogo della mostra –   “ dietro  l’illusione scenografica e i suoi inganni trompe-l’oeil, rivela d’un tratto la verità aspra, incolta, magmatica delle sue strutture caotiche della profondità…affioranti lacerazioni, crolli, frantumazioni, scoscendimenti …”  Le Elegie spagnole aprono lo sguardo a questa dimensione dell’oltre,  del farsi del senso, dimensione che oltrepassa il visibile e che apre alla vibrazione creativa. Per questo entrando nelle sale di Palazzo Panichi  siamo attraversati da un  fremito, da un’emozione che è  riconoscimento emotivo del turbinio incessante del farsi delle cose e del tempo. L’apparenza  diventa profondità, Dioscoride,  scava nelle cose per scoprirne l’essenza, coglie le loro  metamorfosi e il loro riemergere trasformate. Così la forza vibrante dell’artista si fa tutt’uno con la forza dell’essere e dell’esperienza del mondo.

Le Elegie sono “spagnole”, un omaggio alla pinturas negras di Goya, al suo “inquietante dinamismo denso d’ombra”, come scrive Bruno Corà, curatore della mostra assieme a Pietro Bellasi. Forse rimandano anche al soggiorno di R. M. Rilke che durante la stesura delle Elegie duinesi vive un intenso ciclo creativo in Spagna, prima a Toledo città che egli scrive “ha l’intensità di ciò che, comunemente e quotidianamente non è visibile” e a Ronda: “città che sale e che cade, a tratti così aperta sull’abisso che neanche una finestra osa affacciarsi là”. Il tema dell’abisso – scrive Bellasi – è “sprofondamento  vertiginoso …mondo eccessivo dove nasce e vive l’opera”. La forza dell’arte di Dioscoride è l’ispirazione che lo conduce alla ricerca incessante e sofferta di questa dimensione abissale, egli come in uno spasmo corporeo incide un segno che rompe lo spazio della tela che diventa vibrazione, tempo, ombra, essere e carne.

Nel percorso delle splendide Elegie spagnole  si snodano alcuni temi che aprono alla dimensione  dialettica tra visibile e invisibile, tra materia ed energia, spazio e tempo, essere e non essere, vita e morte. L’irrequietezza esistenziale è trasmutata in gesto rivelatore di una dimensione originaria che comprende insieme l’Io creativo e il Mondo  in un legame scambievole, senza dominio. Dioscoride, nel suo lavoro, in queste tele, mostra come arte e vita siano inscindibili.

(Il servizio televisivo sulla mostra può essere visto qua).

  One Response to “Le elegie spagnole di Dioscoride”

  1. Un argomento complesso, che presuppone una cultura ricercata in ambiti assai diversi,viene qui espresso in una chiave di lettura completa, appassionante ma sopratutto accessibile a tutti. L’utilizzo di aggettivi così espressivi e ricercati a parer mio completano e esplicitano ancor meglio il profondissimo significato che l’artista Dioscoride ha cercato di trasmettere con le sue opere.

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