Femminicidio e Cuore di Mamma

 Posted by on 22 ottobre 2012  Add comments
Ott 222012
 

“E’ un bravo ragazzo!” !!!  In queste ore la mamma lo sta strillando ai quattro venti.

La mamma grida, strepita, si affanna per convincerci, si strappa i capelli in un pianto disperato. E io le credo senza dubbio alcuno: Samuele è di certo un bravo ragazzo!
Samuele è bravo: è uno che è stato ben educato, e non manca mai di dire Buon Giorno e Buona Sera. Di sicuro è uno che non si sognerebbe mai di spaccare un lampione a sassate o di commettere triviali atti vandalici. Di sicuro, se incontra una vecchietta in difficoltà, Samuele l’aiuta a attraversare. Samuele è uno che è stato educato all’antica, nel rispetto dei santi, della patria e della famiglia.
Samuele è un ragazzo che adesso è al centro dell’attenzione mediatica solo perché ha perso la testa per un istante. Una sfortunata occasione in cui ha ceduto all’istinto “naturale”: si sentiva ferito, offeso a morte, addolorato. Si sentiva defraudato di quel rispetto che, per cultura e educazione, gli era stato promesso come sacro. Se – allora — in un breve momento di follia ha preso un coltello e fatto a fette due ragazzine….cosa vuoi fargli, crocifiggerlo per sempre?

Allora, ricapitoliamo: ottobre 2012. Samuele, 23 anni, esce di casa col coltello deciso a punire Lucia, 18 anni, “colpevole” di averlo lasciato. La ragazza se la cava per un soffio, finisce all’ospedale dove a fatica la rappezzano con 100 punti di sutura. Non se la cava invece la sorellina di lei, diciasettenne, che passava di li al momento sbagliato e si è messa nel mezzo.
Dal Corriere della Sera apprendo che per l’anno 2012 questa è la vittima numero 101. Sul web impazza il dibattito sul Femminicidio – termine recentemente coniato per sottolineare una emergenza da macelleria: viene giustificato come “passionale” ogni delitto ai danni di ogni femmina colpevole di avere disatteso le aspettative dell’Italico Maschio Sovrano.
Nel caso specifico, la vittima Lucia e la ancor più vittima Carmela sono colpevoli (e per questo punite con la condanna a morte) di aver disatteso le aspettative culturali del Bravo Ragazzo Samuele che semplicemente non si aspettava che la femmina-da-lui-prescelta potesse esercitare una autonoma capacità di giudizio, e abbandonarlo a suo piacimento.

In questa triste serata di inizio autunno, col bollettino di guerra davanti agli occhi, io non posso fare a meno di interrogarmi dolorosamente sulla responsabilità delle Mamme. Se è vero che esistono maschi che “per cultura “si sentono legittimati a uccidere ogni femmina li contraddica: chi ha educato questi figli maschi? Da dove provengono i maschi colpevoli di Femminicidio? Sono stati teletrasportati qui da pianeti alieni e inesplorati? O sono figli di questa terra, figli di donne che continuano a giustificare (e assecondare) i maschi da loro partoriti?

Ce li facevano studiare al liceo, i miti greci. Era tutta una sfilarella di donne col fardello sulle spalle, piegate in due dal figlio maschio che –giovane e aitante – andava a combinare guai con la sua furia da adolescente focoso. E le femmine li a raccogliere i cocci – madri e schiave per sempre.  Non impareremo mai? Continueremo per sempre ad accusare gli Uomini – dimenticando che gli Uomini li abbiamo partoriti noi?

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