Ott 272012
 

Ci sono film talmente brutti da risultare veramente belli. Non so quali sia il meccanismo che si inneschi. Vedendo le scene sbagliate, forzate o sopra le righe non puoi fare a meno di ridere. E’ un riso di derisione, ma sembra quasi trasformare il film in un perfetto “comico”. Il già citato Driven rientra per definizione in questa (mica tanto) stretta cerchia di eletti, con le sue auto che letteralmente volano ad ogni curva sfidando qualsiasi legge fisica possibile. A proposito di fisica, oggi però mi interessa parlare di Flash Gordon, film del 1980, prodotto da Dino de Laurentis. Dalle mie parti lo si definirebbe una bella “tamarrata” e in tutto questo stride la colonna sonora dei Queen, tamarra, ma di alto livello rispetto al resto della produzione. E totalmente di culto, tanto da far diventare anche il film stesso un vero e proprio oggetto cultuale.

Eppure, il film parte male fin dalla sua preparazione. Nel ruolo dell’ “eroe dei due mondi” viene scelto l’ex marine Sam J. Jones, nella speranza di creare la nuova star dell’action movie. Peccato l’attore si riveli un vero e proprio “cane” e, al contrario di altre star dell’action movie, tenti persino di recitare, rendendosi ridicolo inquadratura dopo inqudratura tanto da far pensare ad un effetto voluto. Non va meglio con le due pulzelle che dovrebbero dar vita al triangolo amoroso con Gordon. Come direbbe un mio amico, Ornella Muti è tanto gnagna quanto cagna e nel ridoppiarsi autonomamente riesce ad essere ancora più cagna (fra lei e Belen, nel nuovo film dell’ideatore delle WinX, sarà una gara dura). Di fronte però a cotanta bellezza, Melody Anderson, nel ruolo della terrestre Dale, amata da Flash e da Ming, fa la figura di un’acciuga, tendendo ad assomigliare sempre di più alla sorella di Ricky Cunningham. I continui apprezzamenti da sex symbol non fanno altro che sganasciare dal ridere, soprattutto pensando che dall’altra parte c’è Ornella Muti costantemente strizzata in una tutina di lattice iper aderente.

La sceneggiatura è totalmente campata in aria. Firmata da Lorenzo Semple Jr., già autore delle serie televisive di Batman e di Green Hornet, oltre che dei copioni di James Bond, King Kong o I tre giorni del Condor, la storia è piena di omissis strampalati, al punto tale da non riuscire a capire se ci siano scene tagliate (con tagli decisi un po’ così, alla boia di un Giuda) o se volutamente il film faccia continui riferimenti narrativi all’originario fumetto di Flash Gordon, relegando nel limbo dell’incomprensione tutti gli ignoranti del mestiere.

Poi però c’è Flash che schizza sul suo motoscooter volante (Flash! Ahaaaaahh! Saviour of the universe!), battute tipo “Applaudite! O sarete giustiziati”, gli uomini falco e il principe Vultano, la partita a football, i costumi, Zarkov che più che pazzo sembra scemo, il ritmo costante dei bassi di John Deacon; ti gasi sempre di più e un po’ ti rimane l’amaro in bocca per quei tagli fatti dal macellaio di turno.

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