nov 142012
 

I santi, è ben noto, come ogni prodotto del capriccio umano sono soggetti alle mode. Come le gonne che si alzano e si abbassano a seconda del periodo storico, così i protettori mutano con lo scorrere degli eventi. Se oggigiorno i buoni Sebastiano e Rocco, santi invocati nei periodi di pestilenza, sembrano aver subito una battuta d’arresto nella loro popolarità, altri invece resistono ai secoli, come ad esempio il vecchio san Gennaro, e altri vengono coniati di sana pianta per rimanere al passo con le mutate esigenze sociali.O politiche.

Già: perché anche il centrosinistra ha i suoi protettori. E naturalmente, come per ogni altro argomento, sembra che non si riesca a trovare un accordo nemmeno sul soprannaturale. Apprendiamo infatti dal grande dibattito fra i contendenti all’ambito trono di re delle primarie del centrosinistra, tenutosi ieri al milanese Teatro della Luna e rilanciato in diretta su Sky, che Bersani, Vendola, Tabacci, Puppato e Renzi sono ben lungi dal pensarla allo stesso modo riguardo il pantheon sinistrorso. Che a ben vedere non dovrebbe nemmeno esserci, un pantheon sinistrorso: almeno non laddove l’intento dei candidati alle primarie sia, com’è auspicabile, circonfuso di un alone di laicità. Invece, tanto per non scontentare nessuno, l’empireo del Pd è affollato di santi e beati di tutti i tipi, a testimonio palese della ben nota circostanza che vuole una certa sinistra sempre irrimediabilmente frammentata, e sempre irrimediabilmente cattocomunista.

Che l'”anziano” Bersani e il “giovane” Renzi subiscano, anche nella mistica, le conseguenze del generation gap che li separa, c’è da aspettarselo: ma che il primo evochi come figura di riferimento papa Giovanni XXIII, questo sì che è un autentico mistero della fede. Poco distante Tabacci, che evoca il cattolicissimo fondatore della Democrazia cristiana: quel De Gasperi sulla cui testa pende un processo di beatificazione. Odore d’incenso anche per Vendola, la cui devozione è declinata in direzione di un più attuale cardinal Martini, il nuovo santo gay-friendly. Che invece non interessa a Renzi: il bel sindaco di Firenze, infatti, dimentico del passato ciellino che gli si attribuisce nonché delle proprie perplessità in materia di diritti civili, tira in ballo addirittura Nelson Mandela.

Ma per fortuna ci sono le donne: o meglio, la donna. La Puppato. Che sorprendentemente, forse per rimediare ai recenti scivoloni in materia di aborto, si lascia guidare da Nilde Iotti e da Tina Anselmi. Un colpo basso ai colleghi maschi in odore di atea devozione? C’è da sperarlo. Ma c’è anche da sperare che si possa trovare una risposta alla legittima questione di cosa c’entri la comunista Iotti con il pio De Gasperi. Per non dire della mistica presenza di un papa e di un cardinale a fungere da faro ai candidati alle primarie di un partito nato dalle ceneri del Pci. Ma tant’è. Meglio affidarsi, come i nostri politici Pd, al mistero della fede. Perché quello del centrosinistra è davvero insolubile.

Belinda Malaspina – Cronache Laiche

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