nov 122012
 

Marco Travaglio nell’ultima puntata di Servizio Pubblico ha commentato le reazioni di Federica Salsi – consigliere comunale del Movimento 5 Stelle – che, a seguito della reprimenda di Beppe Grillo a lei indirizzata per aver partecipato a Ballarò, aveva definito Grillo «maschilista come altri» e «vittima della cultura berlusconiana di questi anni».

Travaglio precisa che in qualsiasi gruppo organizzato vigono codici di comportamento e che, se non piacciono, non è obbligatorio appartenervi, Movimento 5 Stelle incluso. Chi non condivide il regolamento, eviti semplicemente di parteciparvi. Dunque, a suo dire, appare logico e anche opportuno che Federica Salsi dovrebbe smetterla di tenere il broncio al sommo coordinatore che latra reprimende su codici comportamentali da lei stessa accettati e poi traditi.

Ci permettiamo di integrare il commento di Travaglio «o mangi questa minestra o salti dalla finestra», suggerendo un’analisi del problema più articolata. E’ necessario ricordare i molti elettori ancora indecisi che con attenzione, talvolta con simpatia, osservano il Movimento 5 Stelle, ma che al decimo attacco isterico-autocratico del coordinatore, stanno considerando di declinare l’attenzione insieme all’ipotesi di votarlo.

Sappiamo che nei gruppi organizzati di lavoro – politici inclusi – è operazione complessa conciliare il raggiungimento di scopi comuni alla sovranità e autonomia di pensiero di ogni singolo appartenente al gruppo. Questa è la sfida di ogni leadership. Capi, preti e burocrati propongono stili di leadership tra i più impacciati, incapaci di favorire relazioni, partecipazione e autonomia nei partecipanti al gruppo. Ancor più in difficoltà la leadership autocratica.

W.E. Halal, in Human Relations, scrive: «L’autocrazia viene considerata come la forma più primitiva di leadership e si caratterizza per l’utilizzo di metodi autoritari […]. Si ritiene che questa forma di leadership si dimostri adeguata soltanto in situazioni caratterizzate da forme primitive di tecnologia, quali la guerra, la caccia e l’agricoltura».

Halal, nell’elencare le situazioni tipo per lo sviluppo di leadership autocratiche, aveva ignorato il web. Era il 1974, di più non poteva pensare: Internet non era una realtà pubblica e Beppe Grillo faceva ancora il comico.

Bruno Vergani

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