Dic 062012
 

Il matrimonio in Italia è stato oggetto di una recente indagine dell’Istat. Lo studio mostra come ormai vi sia una decisa crescita delle nozze civili rispetto a quelle religiose.

Infatti il differenziale fra matrimoni religiosi e civili si va sempre più riducendo. Se nel 2008 venivano celebrati oltre 155.000 matrimoni religiosi a fronte dei circa contro 90.000 civili, nel 2011 si arriva – rispettivamente – a 124.000 e 80.000. I matrimoni civili rappresentano quindi il 39,2% delle unioni. Basti pensare che solo quindici anni fa i matrimoni civili erano circa la metà circa di quelli attuali: il 20%.

Se il numero totale di matrimoni è in calo, quelli civili hanno una flessione più contenuta anche perché aumenta sensibilmente (dal 18,8% al 24%) la quota delle prime nozze non celebrate in chiesa, che in valore assoluto superano i secondi matrimoni con rito civile, in linea con la tendenza all’allontanamento dalla dottrina cattolica soprattutto nelle generazioni più giovani. Ma il rito civile viene scelto anche perché sono in aumento i matrimoni successivi al primo, non consentiti in chiesa a meno che il primo non venga dichiarato nullo dai tribunali ecclesiastici. E anche perché aumentano le nozze tra italiani e coniugi di origine straniera.

Analizzando i dati statistici si nota come nel Nord Italia i matrimoni civili hanno per la prima volta  sorpassato quelli religiosi arrivando al  52%. Al Centro sono attestati al 47%, mentre al Sud solo al 23%. Le province maggiormente laiche dal punto di vista matrimonioale risultano essere Livorno e Trieste (62,5%), Massa-Carrara (56,5%), Bolzano (56%), Genova e Ferrara (55,7%), Grosseto (55,3%) e Udine (55,1%).

Significativo il fatto  che la crescita del matrimonio civile riguarda tutte le fasce della popolazione. Se venti anni fa era prerogativa delle coppie con un alto livello d’istruzione, nel 2011 il fenomeno risulta diffuso anche fra gli sposi con un titolo di studio inferiore. anche tra gli sposi con un titolo di studio inferiore.

Altro fenomeno interessante è la crescita delle convivenze, il cui numero è raddoppiato pur in un paese quale l’Italia che, unico nell’Europa occidentale, ancora non ha provveduto a riconoscere le unioni di fatto.

Tutto ciò evidenzia come il modello matrimoniale cattolico abbia sempre meno presa nella popolazione italiana.

 Leave a Reply

 

Vai alla barra degli strumenti