Dic 032012
 

In quanto a rispetto dello Stato di Diritto, l’Italia è messa malissimo: al 27esimo posto, dietro alla Slovenia, alla Repubblica Ceca, alla Repubblica di Corea e all’Estonia, tanto per citare qualche paese che fa meglio di noi. E’ questo il quadro – impietoso – che esce dal “Rule of Law Index“, una ricerca condotta dal World Justice Project sull’accesso alla consulenza legale nelle cause civili e il grado di eguaglianza sotto il diritto penale.

Lo studio misura appunto l’indice di stato di diritto o supremazia della legge. A realizzarlo è un’organizzazione indipendente, multinazionale e multidisciplinare, nata con la missione di rafforzare lo stato di diritto per lo sviluppo delle opportunità e dell’eguaglianza. L’indice è misurato su 97 paesi; tra i paesi industrializzati, siamo ai livelli minimi.

Al top della calssifica, almeno per quanto riguarda l’accesso alla giustizia civile, ci sono la Norvegia, i Paesi Bassi, la Germania e Singapore; seguono a ruota Finlandia, Danimarca e Svezia. Tutti paesi in cui l’assistenza legale è fornita fondamentalmente a tutti, al di là del proprio reddito.

A livello internazionale, gli autori della ricerca sottolineano la bassa posizione degli Stati Uniti (comunque superiore a quella italiana di 8 gradini) e il persistere di discriminazioni da parte della polizia ai danni delle minoranze in diversi paesi.

Nelle nazioni del Medio Oriente – scrivono – ancora si combatte per diritti fondamentali, anche se ci sono stati miglioramenti significativi in Marocco e in Tunisia“.

La Cina continua a essere messa molto male, con un indice negativo su tutta la linea, dalla libertà di parola e quella di assemblea, passando per l’affidabilità del governo e la corruzione. I cinque paesi che fanno peggio di tutti sui diritti fondamentali sono Pakistan, Cina, Uzbekistan, Zimbabwe e Iran.

(fonte: HuffPost)

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