gen 022013
 

Dopo il plauso dell’Osservatore romano, che ha ufficialmente benedetto la «salita in politica» di Mario Monti, inizia a chiarirsi meglio l’orizzonte cui si rivolge il premier dimissionario per le prossime elezioni. Il centro, d’accordo. Ma con quali confini? Monti sta dimostrando di saper riunire attorno alla sua figura una vasta pletora di personaggi e movimenti, accomunati da un unico fattore: la fede. E così mentre Angelo Bagnasco, presidente della Cei, dichiara che «sull’onestà e la capacità di Monti penso ci sia un riconoscimento comune, poi ognuno può avere opinioni diverse ma credo che su questo piano sia in Italia, sia all’estero ci siano stati riconoscimenti», si viene a sapere che il maxiemendamento alla legge di Stabilità prevede lo stanziamento di cinque milioni di euro per l’Istituto Gaslini di Genova (il cui presidente è proprio Angelo Bagnasco) e di altri 12 per il Bambin Gesù di Roma. Il tutto mentre la Sanità pubblica, quella veramente pubblica, agonizza strozzata da tagli e risparmi.

E passiamo al consenso politico. Mario Mauro, capogruppo del Pdl al parlamento europeo, ciellino doc, uno dei difensori a spada tratta della “vita” di Eluana Englaro e degli oppositori alla regolamentazione delle coppie omosessuali (un inneggiamento alla «distruzione dei valori»), si è apertamente schierato con il Professore, aprendo le danze all’adesione della compagine politica che ruota intorno (o dentro) a Comunione e liberazione e ai suoi “derivati”, come la Compagnia delle Opere. Ma la diaspora riguarda anche il centrosinistra. Dopo che il senatore Pietro Ichino, coautore dell’Agenda Monti, ha lasciato il Pd, iniziano ad affluire verso il Professore altri parlamentari in quota Pd: Lucio D’Ubaldo, Benedetto Adragna, Flavio Pertoldi e Giampaolo Fogliardi. Tutti della componente cattolica del partito. Per il centro l’adesione è scontata, da Casini a Luca Cordero di Montemolo ai ministri Corrado Passera e Andrea Riccardi. E anche il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, manifesta il suo apprezzamento anche se ancora non si sa se ne uscirà una candidatura.
Sul fronte dei movimenti, si schierano con il professore l’Azione cattolica, le Acli, la Comunità di sant’Egidio e Rinnovamento dello Spirito. Proseguono le trattative con il Movimento cristiano dei lavoratori mentre sarebbero già della partita la Confartigianato e la Confcooperative.

Il grande centro si allarga, strappa parlamentari al centrodestra e al centrosinistra e insieme alle gerarchie cattoliche converge verso Monti. Suscitando la rabbia di ciò che rimane del Pdl e di Berlusconi, il cui quotidiano di famiglia, il Giornale, ieri titolava: «Vendono il Papa a Monti per 17 milioni». Come se ai tempi del Caimano la vendita fosse stata da meno.

(Cecilia Calamani per Cronache Laiche)

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