gen 312013
 

Non c’è solo il Concordato che privilegia gli interessi della Chiesa Cattlica in Italia. Ci sono anche delle leggi – le cosiddette Intese – che regolano i rapporti fra le singole confessioni religiose e lo Stato.

Nel 2012, dopo una lunga negoziazione docuta anche all’ostruzionismo più o meno palese dei parlamentari più legati alle gerarchie cattoliche, sono state approvate cinque nuove intese con altrettante confessioni religiose presenti nel nostro paese anche se in misura nettamente minoritaria.

A beneficiarne sono state la Chiesa Apostolica in Italia, un gruppo pentecostale con un seguito di fedeli nell’ordine di qualche migliaio. La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni (ovvero i Mormoni) che hanno scelto però di non accedere al meccanismo dell’8×1000. La Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa meridionale. E infine le due Intese (decorreranno da domani  1° febbraio) con l’Unione Induista Italiana e con l’Unione Buddhista Italiana (UBI). Per la prima volta in Italia due confessioni religiose non appartenenti alla tradizione giudaico-cristiana hanno raggiunto un accordo con lo Stato.

Si è quindi consolidato quel multiconfessionalismo che da tempo cresce in Italia unitamente all’ateismo e all’agnosticismo. Ma tutto ciò non scalfisce i granitici priviliegi che la Chiesa cattolica, blindata grazie al Concordato, mantiene unitamente a un’influenza politica senza pari nell’Europa occidentale.

Le Intese ancora non toccano ai Testimoni di Geova – una prima bozza d’intesa risale al 2000 ma non si è mai tradotta in legge –  e i Musulmani . Quest’ultimi scontano anche il fatto – oltre alla netta avversione di alcune forze politiche – di non avere un unico interlocutore che possa rappresentare l’intera comunità islamica di fronte allo Stato italiano. Due comunità queste, non fosse altro per il numero dei loro adepti, che sono le vere e pericolose concorrenti per la Chiesa cattolica sul fronte dell’8×1000.

Tutto questo mentre anche questa legislatura è passata senza che si sia giunti l’approvazione di una nuova legge sulla libertà religiosa. Perchè, non dimentichiamolo, la parità religiosa è tutt’ora regolata dalla legge sui “culti ammessi”. Legge voluta da Mussolini nel 1929 unitamente al Concordato con il Vaticano.

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