Statalismo bocconiano

 Posted by on 18 Gennaio 2013  Add comments
Gen 182013
 

Partiamo da qua::

«Il mio pensiero è che la famiglia sia costituita da un uomo e una donna, credo che sia fondata sul matrimonio e ritengo necessario che i figli crescano con un padre e una madre. Il Parlamento può certamente trovare delle soluzioni convincenti per regolare altre forme di unioni e convivenze». Mario Monti

Monti dovrebbe spiegarci come considera tutti gli altri nuclei che non rientrano nel canone di famiglia da lui concepito. Parliamo dei conviventi con dei figli, dei separati e divorziati anch’essi con figli a carico, dei vedovi e delle vedove con prole. Perchè tutte queste realtà esistono e sono piuttosto diffuse.

Perchè c’è una cosa che il vero liberale persegue – e Monti non perde occasione per sottolineare il suo (supposto) liberalismo – è quella di avere uno Stato poco invasivo in campo economico ma anche assolutamente neutro nella sfera del privato.  Un liberale potrà non essere d’accordo con una certo modo di agire o pensare, ma non impedirà – anzi faciliterà – il fatto che tu lo persegua. Si potrà essere d’accordo o meno sul pensiero liberale, ma questo è.

Monti, e qui arriviamo al punto, è invece un liberalista (non liberale) in economia e un illiberale per tutto il resto. Il suo è solo un travestimento e nemmeno ben riuscito. Dichiarare, infatti, la sua contrarietà ai matrimoni gay  – e imporre la sua idea di famiglia in maniera pesante tanto da stabilire di che sesso debba essere la persona con la quale un individuo intende condividere l’esistenza – lo qualifica per quello che è: uno statalista. Anzi un catto-statalista visto che fa da sponda politica alle gerarchie ecclesiastiche cattoliche e agli interessi economici ad esse legate. Uomo perfetto per la CEI in ansia per la continua perdità di credibilità e potere e da tempo alla ricerca di un affidabile interlocutore dopo la disatrosa allenza col suo indecente predecessore.

Mario Monti “il liberale” dovrebbe guardare un po’ di più ai veri liberali del passato. Gli esempi non mancano, uno su tutti Antonio Baslini. Quel Baslini che fu strenuo propugnatore della laicità dello stato e firmatario – col socialista Fortuna – della legge sul divorzio, legge madre di tutti i diritti civili in Italia. Quello stesso Antonio Baslini che nella sua vita parlamentare presentò, tra i vari progetti, due disegni di legge: quello sull’abrogazione dell’immunità parlamentare e quello sulla riforma elettorale in senso maggioritario a doppio turno. Così, tanto per comprendere di quale pasta fosse fatto un liberale laico e che era stato partigiano.

E giusto per confrontare i liberali di ieri ai supposti – e supponenti – liberali di oggi.

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