Feb 212013
 

Peta

Occhio agli indumenti con pelliccia, che sono ritornati di gran moda, soprattutto se dovete usarli per i vostri figli. Un test commissionato dalla Lega antivivisezione (Lav) ha infatti scoperto che ci sono tracce di sostanze chimiche, potenzialmente pericolose e comunque superiori ai limiti stabiliti dalla legislazione europea. Il test è stato svolto dal laboratorio di Prato Buzzi “tra i più accreditati nel settore tessile”, assicura la Lav.

Cinque le marche sotto osservazione: Miss Blumarine, Brums, Gucci, Fix Design e il Gufo. Sei i capi analizzati comprati in diversi negozi del paese, Milano, Monza, Roma ma anche via web.

Le sostanze pericolose. I risultati non sono rassicuranti: nelle pellicce che decorano questi vestiti, a volte solo pochi grammi, sono state rivenute formaldeide, Nonilfenolo Etossilato, il PCP Pentaclorofenolo, idrocuarburi, metalli pesanti e altre sostanze chimiche tossiche, alcune delle quali sno normalmente utilizzate nella lavorazione di pelli e pellicce, ma in questo caso sono stati superati i livelli di guardia.

Anzi, uno dei capi – marca Brums – non potrebbe neanche essere venduto in Italia: è stato infatti rilevata una contaminazione di Nonilfenolo Etossilato 2,5 volte superiore allo standard REACH (Reg. 2006/1907/CE), ovvero la legislazione europea che stabilisce i limiti delle sostanze chimiche.

Ma quali sono gli effetti di queste sostanze? Si può arrivare fino al cancro, ma è evidente che non bastano le concentrazioni rilevate per avere effetti così devastanti. Comunque, sempre meglio saperlo e poter scegliere in libertà.

Dalla formaldeide all’alluminio.Qualche esempio: la formaldeide è un battericida, e per questo viene utilizzata nel trattamento di pelli e pellicce. Se inalata in determinate quantità, però, si possono avere alcune reazioni che vanno dalla irritazione degli occhi, alla diarrea, fino alla depressione e problemi comportamentali. L’Istituto federale tedesco per le valutazioni del rischio l’ha inserita tra gli allergeni da contatto. Nell’indumento sottoposto al test tossicologico di marca “Il Gufo” la presenza di formaldeide supera di cinque volte quella stabilita dalla legge sui giocattoli dell’Ue (Direttiva 2009/48/CE) e 10 volte gli standard industriali (Oeko-tex®).

Un’altra sostanza potenzialmente pericolosa, e che è rilevata in tutti e sei i capi di abbigliamento, si chiama Pentaclorofenolo. E’ brutta quanto il nome se è vero che il suo uso è vietato nell’Unione europea in quanto genotossico ed è classificato dall’OMS come possibile cancerogeno per l’uomo. E’ uno dei pesticidi più pericolosi al mondo, classificato al terzo posto in una lista di oltre 1.200 sostanze chimiche. Lo standard industriale Oeko-Tex® indica in 0,05 mg/kg il contenuto massimo tollerabile di PCP nei prodotti tessili. I campioni esaminati risultano avere residui decisamente maggiori.

Superiore ai limiti in tutti i capi anche al presenza dell’alluminio, che viene utilizzato come mordente nei tessuti, facilitando l’adesione dei coloranti. E’ una sostanza corrosiva che può dare problemi alle mucose.

La Lav: ritirare i prodotti pericolosi dal mercato. Le aziende devono essere responsabili di ciò che immettono sul mercato – dice Simone Pavesi, responsabile della campagna pellicce della Lav – i consumatori possono difendersi evitando, prima di tutto, di comprare indumenti che contengono anche piccole parti di pelliccia animale: la lavorazione delle pelli prevede il maggiore impiego di sostanze chimiche classificate come potenzialmente tossiche e cancerogene“.

Intanto la Lav chiede al ministero della Salute sia di ritirare dal mercato i prodotti segnalati, che diramare un’allerta RAPEX (Rapid Exchange of Information System of the EU), per avvertire gli altri Paesi Membri della presenza sul mercato UE di capi d’abbigliamento contaminati. Ma soprattutto chiede di vietare l’uso di pellicce animali. qui potete trovare tutte le analisi e il comunicato della Lav.

fonte: Globalist

 Leave a Reply

 

Vai alla barra degli strumenti