Mar 072013
 

L'ammiraglio Horty e Adlf Hitler, 1942

Viktor Orbàn premier dell’Ungheria ha realizzato un vero e proprio golpe costituzionale. Questo gli è stato possibile attraverso la maggioranza dei due terzi che dispone il suo partito, il Fidesz (partito aderente ai Popolari Europei insieme a PdL, CDU tedesca, UMP francese). Le misure prese attraverso degli emendamenti che modificano in senso profondamente  antidemocratico la Costituzione ungherese, sono:

Possibilità da parte del governo di limitare la libertà d’espressione per difendere la “dignità della nazione, dello Stato e della persona”; la Corte Costituzionale non potrà più fare obiezioni di sostanza ma solo di forma sugli emendamenti alla Costituzione e tutte le sentenze precedenti al gennaio 2012 decadono; l’unica famiglia riconosciuta dallo stato è solo l’unione ufficializzata da matrimonio di una coppia eterosessuale che si sposa al fine di fare figli; non tutte le religioni saranno riconosciute come tali a pari dignità ma bensì solo quelle definite come tali dalle recenti leggi del governo; saranno possibili processi politici a carico degli aderenti al vecchio partito comunista diventato nel 1988 Partito Socialista (e aderente al gruppo dei socialisti europei insieme al PS francese, alla SPD tedesca, al New Labour) in quanto per legge giudicato in  “associazione criminale”.

Con questi provvedimenti l’Ungheria viene a perdere quei requisiti fondamentali che le furono richiesti nel 2003 per essere ammessa all’Unione Europea.

L’Unione ha il dovere di far sentire fortissima la pressione di tutti gli europei a difesa delle libertà democratiche. Perchè un diritto negato a un cittadino ungherese è un diritto negato a un cittadino dell’Unione.

Gli ungheresi, noi italiani, tutti i cittadini dell’Unione hanno bisogno, ora come non mai, di più Europa politica, sociale e meno di quella finanziaria.

 Leave a Reply

 

Vai alla barra degli strumenti