Finchè morte non ci separi

 Posted by on 29 maggio 2013  Add comments
Mag 292013
 

All’inizio di maggio in Italia si contavano già 35 donne uccise. Poi la cronaca ha riportato almeno altri tre omicidi, l’ultimo ha impressionato il Paese: una ragazzina di 15 anni accoltellata e bruciata viva per non aver acconsentito alle richieste del fidanzato. Lui l’avrebbe prima accoltellata e poi – mentre lei lo supplicava di fermarsi – l’avrebbe cosparsa di benzina e dato fuoco.

Nel 2012 le donne uccise sono state 124, secondo i dati forniti dal Telefono Rosa, un dato che racconta un Paese dove i vigliacchi sono almeno tanti quante le vittime. E non si tratta solo degli omicidi ma anche delle percosse, delle liti che finiscono con i lividi, degli abusi. Secondo le ultime statistiche disponibili, infatti, nel 48% dei casi a esercitare violenza su una donna è il marito, nel 12% il convivente nel 12%, mentre nel 23% delle denunce si tratta dell’ex. E non tutte queste vicende – anzi, quasi nessuna – finisce sui giornali. Spesso si tratta di drammi privati, chiusi tra le mura familiari, coperti da un assurdo senso di vergogna per cui “i panni sporchi si lavano in casa”. Ed è il nostro il Paese dove per scherzo si va ripetendo il detto: “picchia tua moglie, lei sa perché”.

C’è poi l’illusione che certi comportamenti violenti siano frutto di amore o sentimenti forti, quindi “da perdonare”. Nulla di tutto ciò: quando un uomo picchia una donna, in nessun caso è amore. E’ un uomo che si accanisce su una donna, nulla più. Un vigliacco come ce ne sono molti, troppi. Essere uomini è tutt’altra questione.

(“L’Italia dei vigliacchi che ammazzano le donne” su Diritto di Critica)

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