Mag 032013
 

Alfonso XIII of Spain, and J. Walker. Vanity fair1932

Ci sarebbero state le condizioni  per poter fare alcuni leggi che avrebbero inciso fortemente sul ricambio auspicato della società italiana: quella sul conflitto d’interessi e il falso in bilancio; la legge sulla corruzione, quella sulle unioni civili  e sull’omofobia; l’introduzione dello ius soli, una legge per fare della green economy il volano per rilanciare l’economia insieme ad una legge sugli investimenti in piccole – ma fondamentali – opere. Una legge seria sulla ricerca e l’istruzione pubblica. Forse anche qualche taglio ad alcuni assurdi privilegi di cui gode la chiesa cattolica.

Tutto questo, ovviamente, non lo farà certo il governo Letta. Di chi allora la colpa per aver perso questa, passateci il termine, storica occasione? Del PD – l’ondivago Bersani in testa – che non ha mai voluto essere seriamente alternativo al centrodestra berlusconiano. Ma anche del Movimento 5 Stelle che arroccato sulle sue posizioni intransigenti ha impedito che questo avvenisse perchè più interessato a distruggere l’unico strutturato partito rimasto e di catturarne l’elettorato, piuttosto che fare Politica.

E adesso teniamoci questo governo “democristiano”. Grillo potrà così gridare all’inciucio non capendo che, prima o poi, arriverà qualcuno più puro di lui che l’epurerà e il Partito Democratico, preda oramai di schizofreniche tendenze suicide, indirizzato verso un inevitabile declino.

Dalle parti di Arcore, nel frattempo, si ringrazia brindando a champagne.

(immagine: Miguel Conarrubias for Vanity Fair, 1932)

 

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