Mag 302013
 

Divorzio all'italiana di Pietro Germi. 1962

Sono sempre più numerosi i coniugi italiani che decidono di mettere la parola fine al proprio matrimonio. Secondo un’indagine dell’Istat, rispetto al 1995, le separazioni sono aumentate di oltre il 68% mentre i divorzi sono praticamente raddoppiati. I tempi per sciogliere il vincolo matrimoniale, però, sono ancora troppo lunghi.

Aumentano le separazioni. Nel 2011 le separazioni sono state 88.797 e i divorzi 53.806. Un dato in costante aumento dagli anni novanta ad oggi. I matrimoni, inoltre, durano sempre di meno: la separazione arriva in media dopo 15 anni di unione, il divorzio, invece, dopo 18 anni. La crisi coniugale colpisce soprattutto i quarantenni: al momento della separazione i mariti hanno in media 46 anni e le mogli 43. Nella maggior parte dei casi le coppie sposate decidono di lasciarsi di comune accordo: l’84,8% delle separazioni e il 69,4% dei divorzi sono infatti consensuali. Ma soprattutto al Sud – e nei casi in cui marito e moglie abbiano un basso livello di istruzione – le separazioni finiscono davanti al giudice (il 15,2% dei casi), con tempi molto più lunghi e costi più onerosi per le famiglie.

Il crollo dei matrimoni. Se le coppie che decidono di separarsi sono in aumento, quelle che pronunciano il fatidico Sì sono invece sempre di meno. Secondo l’Istat, nel 2011 i matrimoni nel nostro Paese sono stati 204.830: quasi 13 mila in meno rispetto al 2010 (mentre sono in aumento le unioni di fatto). Troppo lunghi i tempi necessari per la formazione professionale e per l’ingresso nel mondo del lavoro: così sempre più giovani continuano a vivere con i genitori anche dopo i trent’anni. Una tendenza aggravata dalla crisi economica: la precarietà spesso non consente un guadagno sufficiente per far fronte alle spese di un’intera famiglia, mentre ottenere un mutuo per acquistare una casa è ormai sempre più difficile.

Un costume che cambia. Gli italiani, dunque, sembrano meno legati all’istituto del matrimonio rispetto al passato. I tempi per chi vuole mettere fine a un’unione che non funziona più, però, sono ancora troppo lunghi: occorrono, infatti, quattro anni per il divorzio consensuale e oltre dieci anni per quello giudiziale. In Italia, infatti, contrariamente a quanto avviene nel resto d’Europa, bisogna essere separati da almeno tre anni per poter chiedere il divorzio. Così le cause di divorzio ingolfano i tribunali civili facendo aumentare i costi per le famiglie e lo Stato.

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