giu 172013
 

Ormai l’estate è alle porte, sebbene continui a piovere frequentemente. Anzi la combinazione di acqua e alte temperature, sebbene sotto le medie stagionali, può avere effetti anche peggiori. Si crea infatti un clima caldo umido assolutamente favorevole alla proliferazione delle zanzare. Zanzare che con la comparsa della zanzara tigre, ormai a partire dagli anni novanta, non disturba più solo i nostri sonni, ma è attiva anche di giorno. Questa fastidiosa specie è un effetto della globalizzazione, definita “aliena” dai biologi in quanto arrivata dal sud-est asiatico insieme a merci e mezzi di trasporto, è ormai talmente diffusa anche da noi che si è rinunciato a eliminarla. Per cercare comunque di ridurre la sua presenza, e delle sue sorelle notturne, ogni anno quasi tutti i comuni italiani emanano un’ordinanza di lotta obbligatoria per il loro contenimento.

Mentre gli interventi negli spazi pubblici sono lasciati ai servizi dei comuni, per le aree private è indispensabile la collaborazione dei cittadini. Ma nonostante in queste ordinanza si spieghi abbastanza nel dettaglio, chi più chi meno, come combatterla con metodi semplici, economici e non nocivi per ambiente e salute, sempre più spesso si continua a sbagliare.

Ma andiamo con ordine. L’unico modo sicuro di controllare questi insetti è limitarne la riproduzione. Ora le zanzare depongono le uova in acqua stagnante, queste si schiudono e liberano l’insetto allo stadio di larva. Per evitare quindi che l’insetto venga a riprodursi dalle nostre parti è quindi indispensabile evitare ristagni d’acqua (sottovasi, tombini, contenitori di ogni tipo). Contrariamente a quanto spesso si sente dire non c’è nessun nesso tra la presenza di aree verdi in sé e la presenza delle zanzare (se prive di ristagni d’acqua). In secondo luogo si possono colpire le larve, trattando i luoghi del ristagno con prodotti di facile e sicuro utilizzo. Le larve vengono uccise facilmente e si impedisce così che si sviluppi l’insetto adulto.

Le ordinanze danno il compito per lo più agli amministratori dei condomini, i quali in genere si rivolgono a ditte spesso improvvisate, che eseguono azioni di disinfestazione degli adulti. Ossia spruzzano insetticidi per adulti su tutta l’area in questione. Tradotto significa che utilizzano sostanze altamente tossiche (tanto che per utilizzarle è richiesto uno specifico patentino), in quanto avvelenare l’insetto adulto è più impegnativo, e in grande quantità, in quanto la presenza dell’insetto non è concentrata in un unico focolaio.

Inoltre i principi attivi tossici, che ricoprono tutte le superfici esposte, sono miscelati con sostanze che ne prolungano la permanenza sulle suddette superfici, in pratica ci veniamo a contatto ogni volta che le tocchiamo per almeno 2-3 settimane dall’irrorazione. Queste sostanze inoltre, oltre a essere appunto tossiche per l’uomo, non sono selettive, ossia uccidono ogni tipo di insetto, anche quelli utili, nonché dilavate prima o poi dall’acqua piovana, possono inquinare le falde acquifere o comunque finire a mare.

I costi di questi interventi sono poi piuttosto alti, anche perché per avere comunque qualche effetto devono essere ripetuti più volte durante l’estate.

Eppure ci potremmo pensare da soli. Oltre all’eliminazione di ogni possibile ristagno d’acqua è possibile seguire altri vari consigli facilmente reperibili in rete (vedi ad il sito del Comune di Bologna o della Regione Emilia-Romagna), oppure reperire sul mercato prodotti larvicidi biologici. Prodotti che utilizzano principi attivi tossici solo per il loro obbiettivo specifico, le larve di zanzare, restando innocui per ogni altra forma di vita e non inquinanti per l’ambiente. I principi attivi più utilizzati sono il diflubenzuron (nomi commerciali Device TB, Tab 20 e Diflox) e il Bacillus Thuringiensis (nome commerciale Vectobac DT), che purtroppo non si trovano facilmente nel negozio sotto casa, ma reperibili facilmente su internet o in negozi specializzati. In particolare il Bacillus Thuringiensis è un batterio che una volta ingerito colpisce il tratto digerente della larva, utilizzato in una varietà scoperta dagli israeliani nel 1979, detta appuntoisraelensis, forse sottoprodotto di qualche altra ricerca biologica. Una confezione costa circa 8 € e basta immettere il prodotto nelle eventuali acque stagnanti, per esempio i tombini, eliminando così per almeno 10 giorni tutte le larve. Quindi perché pagare per avvelenarci?

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