giu 062013
 

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La discesa delle vendite dei quotidiani continua ormai costantemente dal 2001, fatta eccezione per il +0,9% del 2006, e il 2012 non ha fatto eccezione, facendo registrare una flessione del 6,6% (da 4,272 milioni a 3,990 milioni di copie), una percentuale analoga a quella dell’anno precedente. In cinque anni, dunque, i quotidiani hanno perso oltre 1,150 milioni di copie vendute, con una riduzione percentuale di oltre 22 punti.

Lo si legge nel rapporto “La stampa italiana 2010-2012“‘ presentato nella sede della Federazione Italiana degli Editoria di Giornali. ( Analizzando la distribuzione territoriale delle vendite, si nota che il Mezzogiorno e’ la zona con la quota piu’ bassa di vendita (45 copie ogni mille abitanti), mentre e’ al Nord che si vende di piu’ (86 copie). In particolare, e’ il Friuli Venezia Giulia la regione col maggior numero di copie vendute (121), seguita da Liguria (120), Trentino Alto Adige (114) e Sardegna (110).

Fanalini di coda la Campania (33 copie vendute ogni mille abitanti), Basilicata (35) e Puglia e Sicilia con 39 copie.

Anche sul fronte dei periodici, tanto i settimanali quanto i mensili hanno visto diminuire le vendite, rispettivamente -6,4% e -8,9%. I settimanali registrano una contrazione delle tirature del 5,2%, della diffusione del 6,9%, degli abbonamenti del 13% e delle copie vendute del 6,4%. Il calo piu’ evidente si e’ evidenziato tra le riviste rivolte ai giovani (-29,9%), tra quelle di economia-affari-finanza (-14,8%) e per i fumetti (-13,7%).

Per i mensili, le tirature sono scese del 6%, la diffusione dell’8,2%, gli abbonamenti del 10,8% e le copie vendute dell’8,9%. La performance peggiore ha riguardato i mensili maschili (-22,5%), seguiti da quelli di spettacolo e cinema (-14,9%), di informatica (-12,9%), per l’infanzia (-12,7%) e di arredamento (-12,4%). (AGI) Rm9/Gav .

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