Lug 262013
 

Enrico Letta, Piero Grasso, Giorgio Napolitano, Laura Boldrini

C’è qualcosa che in questa estate 2013 che non ci va giù. Per la verità non è che le ultime estati siano state migliori dell’attuale ma, politicamente parlando, questa puzza. E molto.

Il motivo è dato dalle dichiarazioni, quasi in simultanea, fornite dalle tre più alte cariche dello stato. Napolitano quando dice che: «le elezioni anticipate sono una patologia». Il presidente del senato Grasso quando si accoda con un: «bisogna garantire la stabilità quale che sia la sentenza su Berlusconi». E il presidente del Consiglio che punta il dito al suo stesso partito dicendo: «a me non ci sono alternative, nemmeno le elezioni». Poi, siccome dei tre è il più giovane e vuol sembrare trendy, etichetta con un «fighetti» tutti coloro che criticano l’attuale maggioranza da lui capeggiata.

Ci pare che tutto ciò non sia frutto del caso, ma figlio di una studiata regia alla quale non è sicuramente estranea l’anima berlusconiana. E, fateci caso, queste esternazioni – pericolosamente eccedenti dai propri ruoli istituzionali – sono tutte indirizzate al mantenimento di uno status quo presidenzialmente imposto, complice l’ignavia del PdL e del PD e la cecità del M5S.

Ecco l’odore che non ci piace, quello di una repubblica parlamentare esautorata, di fatto, da una repubblica semipresidenziale sconosciuta al nostro ordinamento.

Fighetti permettendo, naturalmente.

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