Set 022013
 

Cicerone

Una bellissima serata allo Juventus StEdium per i tifosi juventini che nel giro di due settimane hanno rifilato altri quattro gol alla Lazio. E anche bruttissima serata, allo Juventus StEdium per i laziali, usciti con le pive nel sacco.

Stedium e non stadium. Eh, già. StEdium fa tanto “smart” oppure fa tanto “cool”. O più banalmente il telecronista di Sky in questione, Riccardo Trevisani, ignora che “stadium” è una parola latina e non inglese.

Davvero? Davvero. Stadium è parola latina a sua volta derivata dal greco stadion. Lo stadion, in origine, era un’unità di misura che determinava la lunghezza di un solco dell’aratro (circa 200 metri); poi fu usata per descrivere le piste di terra battuta dove si facevano le corse e più avanti il luogo dove si svolgevano i giochi atletici. Da stadion a stadium. Che si pronuncia stadium. Come super – altra parola latina – si pronuncia super e non siupar (con erre ciancicata) e media si pronuncia media e non mIdia.

Quindi, per cortesia, date a Cesare quel che è di Cesare e al latino quel che è latino. Stadium cominciate a dirlo come si deve dire. Non c’è biogno di conoscere Cicerone e la sua famosa frase “Qui stadium currit eniti et contendere debet quam maxime possit ut vincat“. Dite stadium e siamo tutti più felici.

Altrimenti chi vuole fare il fico sfoggiando inglesismi a raffica rischia di fare la figura di Arrio. Ossia il protagonista di un carme di Catullo il quale, per farsi bello, aggiungeva una H alle parole, pensando che il tono aspirato fosse più nobile. Chommoda e non commoda;hinsidias e non insidias. Lui, Arrio, un progenitore di Pippo Pippo non lo sa (che quando passa ride tutta la città). Da Arrio a Pippo a Riccardo Trevisani. Da ora in poi Riccardo Arrio Trevisani, telecronista nello StEdium.

(fonte: Globalist)

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