Caro Enrico Letta,

 Posted by on 30 settembre 2013  Add comments
Set 302013
 

bonelli editore

Adesso ci viene a dire che le dimissioni dei ministri del PdL sono un folle gesto dai motivi personali di Berlusconi. Trovo questa sua affermazione opportunista o stupida, dipende da come vuole guardarla.

Sa benissimo che il Silvio Berlusconi di oggi è lo stesso dell’aprile scorso. E’ lo stesso uomo che ha sempre disprezzato le Istituzioni e la Costituzione e che delle regole se ne è sempre beffato bellamente, piegandole ai suoi interessi personali. L’unica – aggravante – differenza è che adesso è un pregiudicato conclamato. Cinque mesi fa lo era “solo” al secondo grado di giudizio.

Nonostante questo, e in nome di un fumoso senso di responsabilità al servizio di un “Monarca della Repubblica” lei ha scelto di governarci insieme. Oddio, “governare” è un termine improprio visti i risultati. Il solo esito confortante è stato la sospensione dell’IMU. Cioè il cavallo di battaglia della campagna elettorale di Berlusconi. Altre iniziative quali – in primis – la riforma della legge elettorale, i costi della politica, le politiche sul lavoro e sull’occupazione giovanile non risultano nemmeno essere state affrontate seriamente.

Sapeva benissimo, cinque mesi fa, che sarebbe finita così. Che Berlusconi  avrebbe condotto il gioco tenendola sotto ricatto e lasciandola bollire insieme agli altri (ir)responsabili dirigenti – passati e attuali – del PD.

Sapendo tutto questo, valeva la pena di governare sei mesi con i sodali di un pregiudicato? Direi di si, se l’obiettivo era quello giocare, in nome e per conto di una dirigenza del PD decotta, l’ultimo giro di poltrone.

Lo stesso obiettivo che ora la porterà a cercare una nuova scilipotesca maggioranza. Pur di sopravvivere, politicamente parlando.

Con profonda, profondissima disistima.

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