L’è spompo…

 Posted by on 4 settembre 2013  Add comments
Set 042013
 

 Pier Luigi Bersani

Non ci aveva pensato nemmeno Maurizio Crozza nella sua parodia. Come stai Bersani? Un po’ spompo…Dai, ragazzi, è proprio lui. A Renzi è uscito dalla miscela di stati d’animo che il toscano è capace di restituirci così bene, con una sintesi perfetta. Spompo è quasi onomatopeico se pensi al Bersani di qualche mese fa, che lo stesso Bersani a forza cerca di dimenticare, di cancellare.

Quando si è presentato per ammettere di non aver vinto le elezioni, come lo avreste definito… E quando è andato a parlare con i Cinque stelle in diretta streaming…?? Quando ha scelto, certamente ben consigliato, di chiudere la campagna elettorale all’Ambra Jovinelli, una volta il tempio della rivista e degli spogliarelli mentre Beppe Grillo dilagava in piazza san Giovanni… E quando ha ingoiato i 101 franchi tiratori sulla candidatura di Romano Prodi alla Presidenza della Repubblica, la sua tomba politica… E quando in campagna elettorale bonariamente e svagatamente parlava di patrimoniale come chiacchiera da bar indefinita, quasi non fossero cazzi suoi…

A Roma si sarebbe detto spompato, ma spompo è senza dubbio meglio, calzante, più corretto. Sgonfio, sfinito, quasi ebbro. Perché l’altra faccia dell’autosufficienza, di quel presunto senso di superiorità di una certa sinistra, di quell’arroganza lontana da tutti, è proprio lì, nel ritrovarsi improvvisamente spompo, vuoto, stordito… Corri, corri, non guardando mai a destra e a sinistra, con un apparato presissimo dalla tonitruanza e non dalla realtà, mai con gli occhi verso il basso, sempre verso l’obiettivo scritto. Vai così. Ma poi è arrivata l’infrociata, e stavolta il romano è calzante più di ogni altra lingua.

Ma spompo ha fatto spallucce. Come se nulla fosse stato, poco informato sull’irritazione dilagante dentro la sua base, a parte la claque, ha risposto tornando a dare lezioni. Ci sono pochi esempi, anche nel Pd, di chi, dopo aver quasi trascinato il partito nella sciagura politica senza ritorno, reagisce impartendo prescrizioni a destra e a manca. Veltroni e Prodi hanno avuto un’eleganza ignota a tutti gli altri, e più che aver perso sono stati sconfitti dai loro stessi amici…??

Quelli che oggi decidono per Renzi non avrebbero contenuti. Lui, quello che sorridendo ha ridotto un partito ad una ditta, bella prova e qui il romano sorregge la dialettica, organizza la rivincita. Rispetto a cosa non è chiaro. Incoronato alle primarie si è presentato spompo alle politiche, senza accorgersene però. Coccolato dall’apparato, incarnazione della storia, della tradizione, della sinistra, delle feste, del popolo democratico, della nostra gente, l’ha persa tutta per strada senza mai chiedersi perché. Ancora oggi ha declamato la vittoria alle amministrative, poco o nulla farina del suo sacco, ma come è noto si fa presto a dimenticare.

Così, spompo, ma sorridente e abbronzato.

(Fonte: GlobalistEssere spompo e non sentirlo“)

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