set 102013
 

È apprezzabile che ci sia ancora qualcuno che abbia a cuore la Costituzione italiana. Per questo è sempre bello vedere giovani dalle belle speranze indignarsi quando la Carta Fondamentale viene calpestata. Ma quando a farlo, come liceali che occupano la propria scuola, sono i parlamentari di questa Repubblica sorge qualche perplessità. È capitato venerdì scorso, quando un manipolo di parlamentari 5 stelle è salito sulla torre di Montecitorio, srotolando uno striscione.

L’indignazione dei 5 Stelle fa sorridere perché è genuina, ma anche molto ingenua. Nella mattina di venerdì il blog filo grillino ByoBlu ospita un’invettiva del famigerato Paolo Becchi, professore di filosofia del Diritto che troppe volte si erge a costituzionalista affermato senza averne i titoli. Il professore parla esplicitamente di “articolo 138 della Costituzione calpestato”. Il motivo riguarderebbe la decisione della Commissione per gli affari costituzionali di affidarsi ad alcuni “saggi” per la realizzazione di una legge costituzionale. “Una procedura non prevista dalla Costituzione”, dice. Vero, verissimo, ma niente di scandaloso. Infatti, si tratta di far produrre una bozza che poi verrà discussa prima in commissione e poi in Parlamento, senza per questo violare la sovranità del Parlamento e del popolo italiano.

Nulla di strano, nulla di scandaloso. Ma si invoca la Resistenza. Per questo e solo per questo si è organizzata tutta questa baraonda. Ma, nessuna azione eclatante da parte del parlamentari 5 stelle si è vista per sensibilizzare l’opinione pubblica e fare pressione sul governo contro il precariato e la disoccupazione giovanili. Certo, non che i 5 stelle abbiano colpe per la situazione attuale, ma il M5S è stato votato da un giovane su tre al di sotto dei 25 anni che chiede un cambiamento.Proprio questi giovani si aspettano da loro ben altro. La speranza di un futuro e un lavoro stabile. Non le autogestioni da liceali che giocano a fare i rivoluzionari.

(fonte: Diritto di Critica)

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