Nov 292013
 

Selfie vintage

È “selfie” la parola inglese del 2013. Almeno secondo l’autorità assoluta in materia linguistica, l’Oxford Dictionaries, che l’ha scelta fra molte altre. Una Selfie è, secondo definizione, “una fotografia fatta a se stessi, scattata di solito con uno smartphone o una webcam e caricata su un social forum”. In poche parole, la versione moderna del vecchio autoscatto.

La parola selfie, spiegano gli editor alla Oxford Dictionaries, ha rapidamente fatto il salto dal gergo degli smanettoni da tastiera dei social media, al linguaggio quotidiano e ai mainstream media. E di autoscatti, o selfie che dir si voglia, il web e i social straripano davvero. E non si tratta solo di giovanissimi che sperimentano pose innocenti o ammiccanti, con le piastrelle del bagno sullo sfondo. Indimenticabili gli autoscatti delle spalle (e altre rotondità) di Scarlett Johansson, destinati al marito e finiti, chissà come, in pasto al grande pubblico del web. O le gallerie di scatti hot che Martina Colombari, sguardo torbido rivolto alla sua immagine riflessa nello specchio, ha voluto regalare ai suoi follower di Twitter. Insomma, labbra socchiuse o musetto imbronciato, sorriso a trentadue denti o risata sguaiata, da soli, in coppia o arditamente affollati nell’inquadratura, di fronte, di profilo o di tre quarti, Facebook e Twitter sono ormai tutto un fiorire di selfie.

E tutte spontanee come i complimenti alla nuova fiamma del tuo ex. La consacrazione del gesto, è proprio il caso di dirlo, è avvenuta proprio quest’anno, quando addirittura papa Francesco si è lasciato immortalare con tre teen-agers nella selfie più famosa del web, che in men che non si dica ha fatto il giro del mondo. Dopo un avallo così definitivo, la selfie non poteva più avere rivali. La parola, fanno sapere dall’Oxford Dictionaries, è stata usata per la prima volta nel 2002 su un forum online australiano. Qualcuno raccontava di essersi ubriacato al compleanno di un amico, di essere rovinosamente crollato, faccia in giù, su dei gradini, spaccandosi il labbro inferiore. A corredo di tutto, una foto. “E scusate per la messa a fuoco, è una selfie”.

Da allora il neologismo ha continuato ad essere usato sui social media, e già nel 2004 sul sito per condividere foto, Flickr, c’era l’hashtag #selfie. Ma è stato solo nel 2012 che la parola ha iniziato a circolare anche sui media tradizionali. Dall’anno scorso, l’uso del termine – hanno calcolato – è cresciuto del 17mila per cento, un dato ricavato grazie a un programma di ricerca che raccoglie ogni mese circa 150 milioni di parole inglesi di uso corrente nel web. Sbaragliata la concorrenza delle altre parole “finaliste” che erano twerk (una specie di mossa tribale lanciata da Miley Cyrus), binge-watch (guardare di seguito diversi episodi di una serie televisiva) e showrooming (esaminare qualcosa nei negozi per poi comprarlo, a prezzo inferiore, online). Ma vuoi mettere con il piacere dell’autoscatto?

(Beatrice Mauri, “Selfie, da moda social all’Oxford Dictionaties” )

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