Dic 022013
 

Alfano

Ci ha provato Fini a dar vita a una destra laica, che avesse il senso dell’autonomia dello Stato e fosse rispettosa dei diritti civili degli italiani, sui quali, in verità, neppure il centro-sinistra sta dimostrando molta fermezza. Gli è andata malissimo. Adesso il nuovo centro-destra di Alfano neppure ci prova e si capisce perché. Ha imbarcato i politici di Comunione e Liberazione (vedi Formigoni e Lupi) e i neoconvertiti integralisti Sacconi e Roccella.

Non c’è niente da fare, in Italia la destra non può che essere cattolica e perfino bigotta, se vuole racimolare voti da ceti sociali che praticano un cattolicesimo di facciata, un cattolicesimo rassicurante e conformista. Vero è che il nuovo papa rischia di mettere in pericolo un simile cattolicesimo, ma già la Curia e certi cardinali sono passati alla controffensiva e cercano di riportarlo sui vecchi binari. Vedremo come andrà a finire, ma le manovre clericali fra Alfano e Casini non lasciano presagire nulla di buono. L’unica destra laica in Italia è stata quella immediatamente post-risorgimentale, la cosiddetta destra storica allieva di Cavour che dovette fronteggiare la questione romana.

Ma, da quando c’è il regime concordatario, l’unica possibilità che una forza politica di destra ha di trovare un ampio bacino elettorale è quello di mettersi sotto la protezione ideologica della Chiesa. Quando si parla del nuovo centro-destra di Alfano come di una destra europea, che garantirebbe finalmente, anche da quella parte dello schieramento politico, la fedeltà a certi valori repubblicani, si dimentica che la repubblica dei cosiddetti moderati italiani continua ad essere una repubblica ben diversa da quella prevista dalla costituzione europea. La repubblica di questi signori distingue ancora fra cittadini di prima e di seconda categoria, cittadini di pieno diritto e cittadini che possono, bene che vada, essere benevolmente tollerati nei loro valori e modi di vita.

In compenso il nuovo centro-destra ammette anch’esso, come Forza Italia, l’esistenza di supercittadini come Silvio Berlusconi, che sono comunque al di sopra delle leggi, anche dopo che sono stati definitivamente condannati in regolari e liberi processi. Con questa destra, con buona pace di Napolitano e di Scalfari, non ci possono essere intese né larghe né strette.

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