dic 112013
 

Il divorzio tra Silvio Berlusconi e il suo delfino, Angelino Alfano, è stato preparato all’ombra della cupola di San Pietro. La Chiesa italiana ed il Vaticano hanno influito sulla nascita del Nuovo Centrodestra (NC), il gruppo parlamentare guidato da Alfano con il quale questi vorrebbe occupare il vuoto politico che lascerà Il Cavaliere nel giorno del suo ritiro. I 77 anni d’età del magnate ed il prevedibile risultato del voto del 27 novembre in Parlamento, col quale verrà interdetto dai pubblici uffici a causa della sua condanna per evasione fiscale nel caso Mediaset, fanno sì che questo momento sia oggi più vicino che mai.

Prima che giunga la fine di colui che per 20 anni ha riunito buona parte dei consensi dell’elettorato cattolico prima del crollo di Mario Monti, cattolico praticante in cui confidava la gerarchia ecclesiastica nelle ultime elezioni, la Chiesa deve muoversi subito per non perdere la sua influenza nel prossimo scenario politico.

L’ideatore di questa operazione non è altro che il potente cardinale Camillo Ruini, per molti anni a capo dell’episcopato italiano. Ruini, uomo intelligente e astuto, ha messo a lavoro uno dei suoi discepoli per facilitare la nascita della nuova formazione di Alfano, la quale potrebbe trasformarsi in una riedizione dell’antica e potente Democrazia Cristiana, polverizzatasi in seguito allo scandalo di Tangentopoli.
La spaccatura del Popolo della Libertà (PDL), il vecchio partito di Berlusconi, non solo divide gli acerrimi seguaci del magnate da coloro che pensano di dover mantenere in vita il Governo di coalizione con la sinistra, ma divide anche le due anime che convivevano all’interno del PDL. Ora la destra laica si ritrova in Forza Italia, il marchio recuperato dal Cavaliere, mentre i cattolici hanno serrato le linee nella formazione capeggiata da Alfano. Anche buona parte dei dirigenti di Scelta Civica, la coalizione centrista capeggiata da Monti nelle elezioni dello scorso febbraio e ormai giunta al capolinea, si sta aggregando al Nuovo Centrodestra.

Tra gli ex seguaci di Monti che potrebbero unirsi ad Alfano per cercare di riunire l’elettorato cattolico, troviamo Mario Mauro, ministro della Difesa e membro del movimento Comunione e Liberazione. Secondo il quotidiano La Repubblica, Mauro avrebbe partecipato a diverse riunioni finalizzate alla rinascita della nuova Democrazia Cristiana insieme a Maurizio Lupi e Gaetano Quagliariello, rispettivamente ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture e ministro per le Riforme Istituzionali. Entrambi militavano nel PDL e ora sono colleghi all’interno del NC di Alfano, il quale avrebbe partecipato ad almeno uno di questi incontri.

Le manovre di Fisichella contro le nuove correnti del Vaticano

Il luogo in cui si sono svolti è molto significativo: un appartamento a Piazza Pio XII, il piazzale che si apre prima di arrivare a Piazza San Pietro. La convocazione è stata fatta dal ruiniano Rino Fisichella, il dirigente della Santa Sede che più di altri si è sporcato le mani nella politica italiana. Oratore eloquente, diplomatico e presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, Fisichella è stato cappellano della Camera dei Deputati, all’interno della quale ha tessuto una rete di contatti con il mondo politico che continua a mantenere attiva ancora oggi. Di fatto, è stato egli stesso a confermare che avvenissero queste riunioni. “Non è una novità che mi incontri con i miei amici” ha commentato, riconoscendo che tra loro vi fossero dei politici. “Se qualcuno desidera vedermi, lo incontro”.

Le manovre di Fisichella sono in contrasto con l’aria nuova che tira in Vaticano dopo l’elezione di Jorge Mario Bergoglio a vescovo di Roma. “Non assisteremo più a lotte estenuanti tra i vertici ecclesiastici per aggiudicarsi il rapporto diretto con le istituzioni italiane, come se fosse una questione di vitale importanza per la missione della Chiesa. Con Papa Francesco finisce il tempo dell’ingerenza diretta nella politica, che deve tornare ad essere il terreno dei fedeli laici, adulti e maturi nella fede, fedeli al Vangelo e alla dottrina sociale della Chiesa”, assicura dichiara a El Confidencial Antonio Sciortini, dirrettore della rivista Famiglia Cristiana. Secondo lui, non si deve tornare a tessere “trame sotterranee” che generano alla fine un “effetto boomerang” nell’annunciazione del Vangelo.

L’appoggio di Ruini e Fisichella alla nascita della formazione di Alfano perché riunisca l’elettorato cattolico e difenda gli interessi della Chiesa nel Parlamento si scontra con la dispersione e l’alta astensione registrata questa parte dell’ elettorato. Secondo il sociologo Giuseppe De Rita, sondaggista del Corriere della Sera, i cittadini di fede cattolica “mal sopportano” la personalizzazione della politica e lo dimostrano nel momento di recarsi alle urne.
“I cattolici hanno sempre visto personalità forti al potere, ma mai leader soli al comando. Dovevano tenere conto delle correnti e degli altri leader”, segnala. Secondo De Rita, il cattolicesimo “più autentico”, quello che riempie le parrocchie e le messe la domenica, “non fa militanza al vertice, ma alla base”.

(“La operación secreta de la Iglesia italiana para alejar a los católicos de Berlusconi”, El Confidencial)

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