Gen 182014
 

Fatemi-andare-realtime

Venerdì scorso la consorte mi ha costretto a guardare in televisione “Il boss delle cerimonie” su Real Time, un’orgia di un substrato culturale fatto da tamarri che portano avanti unicamente il culto di sé stessi (e che culto), nella più totale vanagloria generalizzata, con la speranza di apparire importante o d’esempio per qualcuno (e persino riuscendoci) almeno per 5 minuti, in eterno inseguimento della previsione wharloriana dei nostri tempi. Ma come “Il boss delle cerimonie” ci sono tanti altri programmi all’opposto della decenza nella televisione di oggi e conoscendoli li si evita e ci si dedica ad altro. Il programma è invece diventato un vero e proprio caso, con mezza Campania in subbuglio.

Durante la trasmissione dello show, l’altra sera facebook e twitter sono “esplosi”. Nell’arco delle due ore della messa in onda sono nati e cresciuti velocemente gruppi a chiedere a gran voce la chiusura del programma (qualcuno era nato anche prima), colpevole di voler rappresentare la cultura napoletana attraverso una serie di tamarri e di kitscherie; il giorno dopo diversi giornali del capoluogo campano titolavano disgustati al vilipendio mentre membri dell’amministrazione comunale chiedevano formalmente la sospensione della messa in onda.

Eppure “Il boss delle cerimonie” non mostra, purtroppo, nulla di nuovo. Già la stessa rete aveva messo in programmazione questo autunno un format del tutto identico basato sui matrimoni gitani e nessuno per questo si è stracciato pubblicamente le vesti, ancorché fioccasse gente ben più “bizzarra”. Per la serie, puoi far di tutto, basta che non lo fai a casa mia. ?”Il boss delle cerimonie” può essere veramente un “case history” da manuale di sociologia, ma non, come vorrebbero i suoi detrattori, per lo spettacolo evidenziato, ma per le reazioni che ha generato in un’Italia ipocrita, bacchettona e che pensa ancora che tutto quello che viene mostrato in tv sia vero, rappresentante della totalità e che voglia rappresentare la totalità. Perchè il problema maggiore che sta crucciando decine di napoletani in questi giorni è il tentativo di distinguo di far passare il messaggio che “non tutti i matrimoni a Napoli vengono celebrati in questo modo e non tutti i napoletani sono così”

“Il boss delle cerimonie” è un programma che non va chiuso perchè capace di ironizzare in maniera grottesca, più o meno volutamente, sulla cultura meridionale di oggi, è a suo modo una lezione di cultura da non imparare, rappresentando il decalogo del cattivo gusto.

“Il boss delle cerimonie” sarebbe un programma da chiudere per ben altro; perchè utilizza la parola “boss”(“Il boss di questo”, “Il boss di quello” inizia a essere pesante) in una terra piena di cadaveri generati da “boss” (bacchettoni anche qua), ma soprattutto perchè arricchisce gente che ha evaso le tasse e costruito una villa in stile Las Vegas abuso edilizio dopo abuso edilizio. Condanna di cui Real Time è a conoscenza, difendendosi con la semplice motivazione che “ai proprietari per ora è stato concesso l’uso dei locali incriminati”. Ma di tutte le lamentele che si sentono, nessuna riguarda questi due punti, quindi, la scaletta dell’imbarco da che parte sta?

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