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Uccidere le favole

 Posted by on 24 ottobre 2013  No Responses »
Ott 242013
 

max-papeschi bamby

Tutti siamo stati bambini. Tutti siamo stati sognatori. Tutti abbiamo sognato a bocca aperta ascoltando o vedendo una favola. Qualcuno di noi diventando adulto è rimasto un sognatore, qualcun altro invece ha imbracciato un fucile e ha iniziato ad uccidere chi era a bocca aperta. A Ravenna la Provincia ha deciso di uccidere i daini della Pineta di Classe. Uomini che sparano a Bamby. E così come la scrivo può anche far sorridere, ma pensate alla crudeltà alla quale siamo dinnanzi.

Questa vicenda inizia due anni fa quando arriva sui giornali la soffiata che presso la Pineta verranno abbattuti i daini e che qualcuno ha già l’appuntamento con la macellaia per consegnargli gli animali da poi rivendere ai ristoranti per il periodo natalizio. Essendo una “soffiata” ed essendo oramai esplosa senza alcun iter autorizzativo la cosa si concluse con la sola volontà di fare un monitoraggio per capire se veramente erano troppi per quella zona. Questo non è un particolare da poco, significa che erano già pronti per abbatterli prima di sapere il loro numero, pertanto la motivazione era solo una scusante.

Eccoci ad oggi, si avvicina il Natale e la Provincia “cala dall’alto” l’autorizzazione per fare tutto in regola. Le motivazioni sono le stesse: numero troppo alto di daini che diventano un pericolo per la viabilità causando incidenti stradali ed interruzioni ferroviarie. In realtà, se si visita la Pineta è molto difficile vedere un daino, non ci sono più nemmeno le loro tracce; ed è anche arrivata la smentita del 118 di Ravenna al quale non risultano loro interventi per incidenti causati da daini. E’ probabile che i daini siano già stati uccisi, ma forse in qualche modo nel percorso cacciatore-macellaia-ristorante qualcuno vuole essere più tranquillo e quindi, autorizzato. Essere autorizzati e quindi legali non significa essere moralmente innocenti, anzi, forse si è ancora più sporchi. Il 2 novembre (già la data…) inizia la mattanza nella Pineta di Ravenna, per tre mesi ci daranno dentro. Insomma è la favola riscritta nei giorni moderni, dove ci sono gli animaletti carini da salvare e gli orchi che se li vogliono mangiare. Peccato che questa è la realtà.

Oramai di questa vicenda se ne parla in tutta Italia, dai giornali ai Tg nazionali. C’è chi manda mail (ne sono arrivate centinaia) ai giornali locali e alla Provincia per protestare, chi raccoglie firme e chi si presenterà in Pineta quando inizieranno per mettersi davanti ai daini e fare da scudo umano. Perchè? Beh, perchè se la realtà è la favola che non esiste più, allora non abbiamo più nulla da raccontare, se non l’orrore.
I nostri bambini all’orrore ci arriveranno piano piano, così come ci siamo arrivati noi, ma non possiamo essere complici dell’orco. Allora, orrore per orrore, il 2 novembre forse spareranno a qualcuno che si è messo davanti alla favola per salvarla, non per fare l’eroe, ma perchè è cresciuto rimanendo sognatore, che crede nei diritti di tutti gli esseri viventi e perchè non chiuderà la bocca fino a quando la favola non avrà lieto fine.

Mag 212012
 

In più parti nel nostro Paese si stanno verificando fenomeni di repressione al pensiero e alla parola, in barba all’Art. 21 della Costituzione.

Manifestare non è più un diritto da tempo perchè deve essere concesso dalla Questura, e com’è noto non si dovrebbe chiedere per i propri diritti perché sono, appunto, diritti. Ora, avviene che in nome dell’”ordine pubblico” le manifestazioni vengono vietate. Le persone che manifestano ugualmente il proprio pensiero, vengono perseguite con  denunce come “manifestazione non autorizzata” quando il provvedimento è all’acqua di rose, peggio invece quando arrivano provvedimenti sproporzionati o addirittura manganellate in faccia.

A Napoli si è avuta un performance delle Forze dell’Ordine indimenticabile: manganellate sui cittadini che protestavano davanti ad una sede di Equitalia. A Ravenna, a seguito di un corteo antifascista di pochi ragazzi, ne sono seguiti fogli di via e “avvisi orali”. L’avviso orale è un provvedimento che avvisa il malcapitato dell’intenzione di porlo a “sorveglianza speciale”, come i mafiosi.

Nel resto d’Europa, non se la passano meglio, le immagini degli Blockupy di Francoforte parlano da sole. Chissà se per quanto riguarda il nostro Paese, coloro che impediscono al Popolo di manifestare il proprio pensiero si sono dimenticati dell’Art. 21 della Costituzione, dell’Art. 19 della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea.

Forse bisognerebbe ricordargli che sono perseguibili ai sensi dell’Art. 13 della Costituzione Italiana, denunciandoli.

Certo, potrebbe intimorire denunciare qualche Questore. Eppure, in Italia qualcuno sta già denunciando i più alti vertici dello Stato. Normali cittadini o associazioni, stanno depositando denunce contro il Presidente Napolitano e il Presidente Monti per aver violato la Costituzione e aver, di fatto, tolto la sovranità al Popolo consegnando il nostro Paese in mano alla BCE. La denuncia è partita dall’Avv. Musu e dal giornalista Paolo Barnard. Centinaia di cittadini stanno facendo altrettanto.

Non è Davide contro Golia, che trovo estremamente fuorviante poiché pone alcuni più piccoli di altri davanti alla Giustizia. E’ piuttosto un “armi pari”: se tu puoi denunciare me perché manifesto il mio pensiero in base a mio diritto, io posso denunciarti perché mi hai impedito di esercitare tale diritto. Diritto ottenuto nella storia con il sangue di chi ha lottato.

Il fascismo passato non deve far annebbiare la vista di quello attuale.

Il Mostro

 Posted by on 5 marzo 2012  No Responses »
Mar 052012
 

Alcuni giorni fa, dal 24 al 26 febbraio, più di duemila persone si sono riunite al 105 stadium di Rimini per il summit dell’MMT (Modern Money Theory) organizzato da Paolo Barnard. E’ stato l’evento economico europeo più rivoluzionario dei nostri tempi: cinque economisti internazionali hanno fatto lezione dal mattino alla sera per tre giorni, e per tutto questo tempo le duemila persone sono rimaste lì sostenendo sacrifici di tempo ed economici. Non era presente nemmeno un media. Il summit era dedicato a Mariarca Terracciano.

Eravamo lì per salvare le nostre vite, la nostra terra, il nostro Paese dal “mostro” che viene chiamato Euro. E’ impossibile raccontare tutto ciò che l’MMT e i circuitisti hanno raccontato in tre giorni, quindi chi sarà interessato potrà leggere ed ascoltare dal materiale che verrà reso pubblico nel sito www.democraziammt.info. Cerco però, in questo breve articolo, di spiegare perché tutto ciò era così importante.

Tutto ciò che si trova nei libri di testo d’economia è falso, i dati sono falsi, per anni c’è stata raccontata una realtà parallela costruita sulle menzogne. La verità economica è più facilmente riscontrabile nei romanzi o nelle poesie, nella stessa frase di Baudleare “la miglior arma del diavolo è far credere che il diavolo non esiste”.

Il Professor Parguez (Francia) fa una ricostruzione storica del progetto assassino dell’euro:

“L’euro è stata pianificata fra la prima e la seconda guerra mondiale, il piano viene definito poi, da Mitterand con il Trattato di Mastricht. L’obiettivo era distruggere tutta l’economia che fosse al di fuori di Francia e Germania. La commissione europea è totalmente controllata dall’Opus Dei. Le armi per portarci all’obbiettivo sono: morte del mercato del lavoro con disoccupazione, precariato ed esportazione delle imprese. Come realizzare tutto ciò? E’ stato semplice, c’hanno tolto la moneta e costretti ad essere dominati da loro con una loro moneta, l’euro. Qualcuno dice che se non fossimo entrati nell’Euro saremmo al livello di uno Stato africano come lo Zimbawe, il problema è che noi siamo già a livello economico come lo Zimbawe. Nonostante ciò, non andremo in default.

Non vogliono che l’Italia vada in default, vogliono solo impoverirci economicamente e controllarci totalmente, ovviamente tutto ciò si basa sulla totale mancanza di democrazia. L’Euro è un nuovo ordine totalitaristico che fa apparire Hitler e Mussolini dei moderati. I nazifascisti che hanno pianificato ciò (Francia e Germania) non c’hanno messo molto a convincere i nostri rappresentanti politici a “sottostare” a questo assassinio di guerra finanziaria, li hanno pagati. Politici che avevano in mano le nostre vite, già vicini a loro per corrente politica, hanno semplicemente venduto il nostro Paese, le nostre vite. Ecco chi ha preso i soldi: Monti, Draghi, Prodi, Ciampi e chi ha preso soldi più di tutti, Massimo D’Alema.”

Dichiarazioni fatte dal Professor Parguez.

“Non abbiamo nessuna possibilità di salvezza se staremo dentro all’euro, dobbiamo uscirne subito, avere una nostra moneta e dire: “dobbiamo ripagarvi il debito? Lo ripaghiamo con la nostra moneta (svalutandolo) e se non vi sta bene denunciateci, e se non vi sta bene, l’Italia uscirà anche dalla NATO”. Ovviamente, pensate alla nostra classe politica che usa le parole “guerra sociale” e non “guerra finanziaria”, pensate ai nostri sindacati che non sanno fare i conti o costruire un piano di garanzia occupazione; non porteranno mai come bandiera il bene del nostro Paese, dei lavoratori, del Popolo. Quindi, sta a noi. Siamo soli. Ma quei tre giorni sono stati l’inizio.

L’Europa è un mostro che va contro a tutte le regole della Teoria Monetaria Moderna, contro la democrazia, contro la vita.”

Gen 122012
 

Circa tre anni fa Beppe Grillo portava migliaia di persone in piazza per la raccolta firme contro i finanziamenti pubblici all’editoria. Molte persone stanche della vecchia politica muovevano i primi passi nel mondo dell’attivismo nei meetup. Nel corso d’opera però qualcuno si è posto, giustamente, delle domande e si è messo in discussione, mettendo di conseguenza in discussione il “Guru dell’anticasta”. Nella formazione del Movimento sono emerse le conflittualità nel metodo e nei suoi scopi. Metodi che venivano contestati alla vecchia politica, erano applicati anche nella “nuova” professata da Grillo. Pur di salvare i propri ideali alcuni abbandonarono il movimento, altri furono semplicemente espulsi o censurati. Niente del percorso di Grillo è stato a caso.

Anche se Grillo rifiuta il confronto e qualsiasi domanda di meetuppari ed espulsi, qualche rispostina nel corso degli anni inizia a saltar fuori. I meetup non erano solo un forum di discussione, ma il primo passo ben congeniato di uno strumento politico a fini economici. Nei suoi “compagni” fondatori ci sono sempre stati nomi come: Douglas Atkin (autore del libro The Culting of Brands, una ricerca sul modo in cui le organizzazioni creano fedeltà), il Senatore Bradley (candidato nel 2000 per i democratici alla Presidenza degli Stati Uniti), Richard Rowe (psicologo ed educatore, direttore dell’internet team per le Presidenziali americane). Nel consiglio d’amministrazione persone come Brad Burnham, socio fondatore di Union Venture Square, una macchina micidiale dove si investe in servizi web che hanno il potenziale di cambiare i mercati più importanti. E tutto ciò è pubblicato sul sito meetup da sempre.

Il primo Vday è stata l’adunata, il secondo è stata la prova che pur facendo una raccolta firme da mandare al macero senza alcun motivo, la folla avrebbe lo stesso per “fede” seguito il suo Guru. Oggi Beppe Grillo dichiara che “ Monti è una brava persona”, e se anche non lo dichiarava esplicitamente, era palese che lo appoggiasse. Questa è la sua politica, costruita ad hoc per impoverirci prima con uno svuotamento ideologico, poi con lo svuotamento del portafoglio. L’obbiettivo di Grillo: tutelare le lobby finanziarie che stanno dietro al Movimento costruito dalla Casaleggio Associati, la società formata da Sasson, Gianroberto Casaleggio e Davide Casaleggio. “Casaleggio Associati, strategia di rete”. Politica via internet, e-commerce. In pratica, dietro la Movimento 5 stelle c’è un’azienda che fa e-commerce. Ovviamente il mercato è libero e uno usa i mezzi che desidera per far lavorare i propri clienti…

Nemmeno i giovani eletti sono lì per caso. Scelti, indottrinati e fatti capitare “per caso” pochi mesi prima delle elezioni nei gruppi già esistenti dei meetup. Chi contestava o aveva spirito critico, fuori dalla porta, anche chiamando i Carabinieri. Un mare di menzogne pubblicate sul blog e dichiarate per anni. Il danno che Grillo sta facendo è enorme. Ha usato e convogliato forza di giovani attivisti che potrebbero veramente far traballare questo paese, invece in questo modo, non spostano e non sposteranno una virgola. In questo momento moltissimi circoli politici son messi a soqquadro dalle forze dell’ordine e molte persone sono ritenute “sovversive”, ovviamente in tutto questo mondo Grillo non c’è. Non c’è mai stato nelle manifestazioni di piazza dove si prendevano le manganellate e nemmeno a sostegno di grandi battaglie legali che potevano essere incisive. Ha preso un fumogeno in faccia in Valsusa per mezz’ora che è rimasto lì è gli è parsa una roba strana, quando ci sono persone che stanno pagando sulla pelle quotidianamente da anni.

Grillo si  dichiara per la “libera informazione” e poi si raccolgono le firme contro l’editoria. Dichiara che ci si muove contro gli sprechi di denaro pubblico, ma non si convoca mai un Vday contro le spese belliche dell’Italia (che ammontano a 100 volte di più di quelle dell’editoria). In questi giorni ha ventilato il prossimo Vday: raccolta firme per modificare la Costituzione. Oltre ad essere un punto del programma politico della P2, oltre ad essere incommentabile, è anche inutile: la nostra Costituzione è stata esautorata dal Trattato di Lisbona edito dalla comunità Europea (gli amici di Grillo). Per anni la politica di Grillo/Casaleggio associati ha mandato messaggi filo esraeliani dal suo blog. Un paese che ha minato la democrazia dell’intero pianeta sperimentando il dominio sulla Palestina.

Gli obiettivi di Grillo/Casaleggio si stanno definendo agli occhi di più persone se 2 + 2 fa 4. Questo è il movimento dove “uno conta uno” (frase copiata dai socialisti) e tutti gli altri son nessuno…

 

Io sono lo Stato

 Posted by on 9 agosto 2011  No Responses »
Ago 092011
 

Io sono lo Stato, io sono il mio Sindaco, io sono il mio Presidente della Repubblica.

Un cittadino si mette al centro dopo un lungo lavoro con se stesso e si riprende il potere che ha, sulla sua vita, sulla sua terra, sui suoi soldi. Si smette di chiedere per i propri diritti e si esercitano, purtroppo pagandone le conseguenze, ma senza pensare al prezzo che si paga.

La libertà non ha prezzo. E’ così che dalla Valsusa a Napoli i cittadini ritornano alla Resistenza. Lo abbiamo visto con Mariarca Terracciano, che ha perso la vita nella sua protesta, lo vediamo con Turi Vaccaro arrampicato a 20 mt d’altezza su un cedro, lo vediamo con il diritto negato alla manifestazione a Ravenna, anche a Milano con Piero Ricca.

L’Art. 21 della Costituzione è gestito dalle Forze dell’Ordine che oramai sono a servizio delle lobby politiche-finanziarie-mafiose-massoniche. Le stesse Forze dell’Ordine che perdono la vita per la democrazia e la legalità si trovano a difendere interessi privati e fare guerra con i cittadini. La rivoluzione è iniziata, abbiamo sopportato troppo grazie a generazioni vittime del lavaggio di cervello dei potenti.

C’hanno tolto tutto con uno svuotamento ideologico. Ora dobbiamo riempire quel vuoto e possiamo metterci solo noi stessi.

Allo Zoo!

 Posted by on 18 luglio 2011  No Responses »
Lug 182011
 

Questa è una storia italiana che ha inizio nel 1999 fino ad arrivare ai giorni nostri. Nel 1999 c’è la prima delibera del Consiglio Comunale di Ravenna per espletare un’asta pubblica per la realizzazione, su concessione dei terreni, di un parco turistico (divertimentificio) di 400 mila mq. Meglio individuato come “comparto G in zona Standiana”. E qui inizia il calvario dell’etica perduta di una città che aspira pure a diventare Capitale della Cultura.

Il giorno dell’asta arriva una sola offerta della Società Parco della Standiana srl (Mirabilandia) con la presentazione del progetto Mare d’inverno, un comprensorio di piscine e attrezzature sportive. Il progetto corrispondeva nelle caratteristiche al bando: apertura annuale, struttura ricettiva, parcheggi. Nulla di strano in questo Paese già devastato dalla cementificazione. Invece, nel 2002, davanti al Notaio al momento del rogito, si presentano due società: Società Parco della Standiana srl, che aveva appunto acquisito la concessione in luogo d’asta pubblica, e Società Mirabilandia Investimenti srl (poi divenuta Alfa 3000). Quest’ultima non aveva fatto comparsata al momento dell’asta, eppure si presenta al rogito e stravolge interamente il progetto. Sparite le piscine di Mare d’inverno. Costruiamo uno ZOO!

Ecco, da qui inizia la lotta di associazioni, cittadini, gruppi politici. Nel mentre, in Comune a Ravenna inizia la procedura di VIA tramite conferenza di servizi, naturalmente tutto in casa, senza alcun supervisore al di sopra delle parti (Regione o Stato). Non eseguono neppure la VINCA (valutazione d’incidenza ambientale) vista la vicinanza del terreno con zone SIC-ZPS.

Iniziano le manifestazioni di piazza, anche a livello nazionale. Al Comune di Ravenna arrivano più di mille osservazioni “contro”. Tutte le osservazioni riguardanti l’etica e la diseducatività vengono catalogate come “non pertinenti, perché l’etica non è affare del Comune”. Nulla li ferma: vogliono imprigionare gli animali e metterli in bella mostra per i più piccini. Si paga il biglietto e chissenefrega, i bambini dovranno pur imparare che ci sono i più forti che imprigionano i più deboli e gli dicono quando mangiare, quando correre, quando scopare.

Dopo anni di burocrazia e manifestazioni si arriva al 2009, il Consiglio Comunale di Ravenna approva il progetto definitivo, nonostante le diffide delle associazioni mandate a tutti i consiglieri comunali. Diverse associazioni animaliste, ambientaliste e per il rispetto delle regole; presentano un ricorso straordinario direttamente al Presidente Napolitano. Le parti, però chiedono la trasposizione al TAR dell’Emilia Romagna. E lì giace tutt’ora in attesa di discussione. Siamo nel 2010 quando Società Parco della Standiana sfila in Tribunale per indagini partite dalla GDF in merito alla società affiliata Travelmix (società incaricata della pubblicità di Mirabilandia). Ne segue dapprima il sequestro del capitale per un milione di euro, che verrà poi dissequestrato.

Coincidenze del fato, dissequestrato il milione di euro iniziano i lavori per realizzare lo zoo, dapprima rinviati per problemi economici. E corrono con i lavori, fino ad arrivare a pochi giorni fa, con l’annuncio che lo zoo aprirà entro l’estate 2011. Sono riprese le manifestazioni, stavolta anche davanti a Mirabilandia. Nel mondo del web gira un video di un blitz in Consiglio Comunale ad opera di pochi attivisti che si sono sdraiati sul pavimento del Comune e sono rimasti lì fino all’intervento delle forze del’ordine. Sul petto un foglio A4 con scritto ancora una volta “NO allo ZOO”.

Un storia di scatole cinesi che per il profitto distruggono l’etica, fanno soffrire gli animali, tentano di schiacciare i cittadini. Speriamo che in questo Paese esista ancora una sorta di giustizia che funzioni grazie proprio ai cittadini. Speriamo di non vedere più cose come questa. Speriamo che i turisti non vadano più a Ravenna a spendere i loro soldi. Speriamo che una città che fa una scelta del genere non sia mai “capitale della cultura”. La galera non è uno spettacolo, peggio ancora se è con esseri innocenti.

Le navi dell’umanità

 Posted by on 22 giugno 2011  No Responses »
Giu 222011
 

Ci siamo: la “Freedom Flotilla II Stay Uman” salperà per Gaza a fine giugno. La spedizione questa volta vede parecchi navi cariche di medicinali, beni di prima necessità, pacifisti, umanità.

E’ passato un anno da quando Israele attaccò le navi dei pacifisti e uccise 19 volontari, a sangue freddo, facendoli inginocchiare e sparandogli in testa. Pochi mesi dalla morte di Arrigoni. Israele è sempre accogliente con chi porta aiuti umanitari alla Palestina: se come pacifista decidi di andare in Palestina e di fare da “scudo umano” (quello che faceva Vittorio Arrigoni) passando dalla via “ufficiale” cioè da Israele, ti aspetta il carcere. Vieni fermato all’aeroporto, arrestato e trascinato in catene in prigione. Nella maggior parte dei casi non ti è permesso telefonare, vieni picchiato, se sei una donna violentata.

Tutto questo accade a meno che non accetti di risalire sul primo aereo, quando vieni fermato, per abbandonare subito la zona. Queste navi rappresentano noi, rappresentano Vittorio, rappresentano la resistenza. Ma più che la rappresentanza, sono indispensabili per il popolo palestinese. Israele ha già detto che userà ogni mezzo per fermare le navi, la Turchia che dapprima appoggiava la spedizione, ora ha abbassato la testa ai soliti sionisti. In cambio dello stop la Turchia avrà un summit israelo-palestinese proposto da Washington.

Alla FF2 parteciperà anche la nave italiana “Stefano Chiarini”, poi greci, spagnoli, americani, svedesi. A fine giugno si salpa e la FF2 lancia un appello al Presidente Napolitano affinchè garantisca la loro incolumità. Ma il nostro Presidente ha già espresso da che parte sta.

E’ difficile restare umani davanti ad una pulizia etnica che dura da più di 50 anni, ma è l’unica via che abbiamo. E’ la via che non ci fa diventare come loro: prima vittime e poi carnefici.

Restiamo umani.

Giu 092011
 

Nel Maggio 2010 il Regno Unito ha messo al bando (divieto di importazione) le banconote da 500 euro su allarme della SOCA (Serious Organised Crime Agency). Questa banconota è, infatti, il mezzo più usato per il riciclo del denaro dalla criminalità organizzata. Tale decisione è stata successivamente  adottata anche dal Canada.

In seguito le nostre Forze dell’Ordine, nell’ambito di alcune indagini, rilevavano che un pacchetto di sigarette può contenere banconote da 500 euro fino ad arrivare a 20.ooo euro. Un mezzo fin troppo comodo per la criminalità organizzata. Le indagini in questione riguardavano metodi di pagamento dell’ndrangheta al narcotraffico. Nonostante le decisioni di Regno Unito e Canada, una interrogazione presentata all’Unione Europea ha avuto solo il risultato di risate in faccia a chi ha chiesto di interrompere l’emissione della banconota alla BCE.

Il Procuratore Aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, ha nuovamente ribadito l’importanza del ritiro delle banconote, ma la BCE fa orecchie da mercante e non fornisce nemmeno risposte.  L’Italia ha un ruolo fondamentale per queste banconote e per il riciclaggio, perché? Grazie a San Marino e alla Svizzera. Facile portare dal nostro paese in questi due Stati confinanti, grosse somme per il riciclaggio. Grazie alla banconota in discussione, una valigetta può contenere dai 5 ai 6 milioni di euro. Da qui l’inchiesta di due procuratori di Forlì (Fabio di Vizio e Marco Forte) che con la collaborazione della Guardia di Finanza hanno monitorato questo traffico.

La Banca D’Italia ha reso noto che sono state emesse più banconote da 500 rispetto a quelle da 50 euro. Eppure fra i comuni mortali non sono banconote che girano… Ma allora dove sono? E perché la BCE non vuole ritirale, né dare motivazione della scelta?

Un Paese in vendita

 Posted by on 7 giugno 2011  2 Responses »
Giu 072011
 

In Messico per la festa dell’equinozio, lungo la via che porta a Teotihuacan i contadini messicani vendono dei grossi sassi per permettere poi ai turisti di avere una seduta nei pressi della piramide Maya. In Messico vendono proprio tutto, sono alla disperazione.

In Italia, invece, i nostri Sindaci si limitano a vendere la terra, la nostra terra. In Emilia-Romagna due anni fa ben tre Comuni, nel medesimo giorno, “cedettero” le reti del gas (pubbliche) ad Hera, senza nemmeno fare un’ asta. Solo una piccola conseguenza di questo gesto folle: lo scorso inverno una mamma di due bambine che alloggiava in una casa popolare e che non aveva i soldi per pagare le bollette del riscaldamento, si è vista chiudere il gas. Ha così posto una stufetta per riscaldare la sua famiglia, l’apparecchio ha perso monossido di carbonio e la donna è morta. Le due bimbe sono ora orfane.

Anche noi siamo orfani, hanno svenduto le nostre radici, la terra che i nostri nonni hanno conquistato  e lavorato. Ed è notizia di oggi che Pisapia ha trovato un Comune pieno di debiti (non lo sapeva prima?) e quindi si inizia a “svendere” per risanare le casse comunali. Nulla di diverso rispetto al resto del Paese, ma una domanda davanti a queste operazioni sorge spontanea: ma a chi vendono? Chi diventa padrone della nostra terra?

Forse, anche i nostri contadini fra un paio d’anni venderanno i sassi. A meno che i Sindaci non abbiano venduto pure quelli.

Un patto per l’euro

 Posted by on 1 giugno 2011  1 Response »
Giu 012011
 

Il 25 marzo 2011 è stato approvato dalla Commissione Europea il “Patto per l’euro”. La maggior parte delle misure in esso contenute furono suggerite dalla Business Europe prima dell’11 marzo 2011 ai Capi di Stato e di Governo dell’Eurozona, compiendo il suo buon lavoro da lobby.

Il Patto per l’Euro è in alcuni tratti incommentabile per la sua scelleratezza:

  • Le pensioni dei lavoratori future verranno calcolate in base alle aspettative di vita indipendentemente dal tipo di lavoro… (no comment!).
  • La competitività sarà giudicata sulla base di salari/produttività e verrà monitorato il costo del lavoro, ma l’aumento del reddito a lunga durata può erodere la competitività. Quindi meno salario e più ore di lavoro.
  • Gli Stati aderenti dovranno passare leggi in Parlamento per dichiarare illegale il deficit di bilancio che supera il 3% del PIL, come stabilito nel Patto di Stabilità. Questo significa che la spesa a deficit dello Stato, unico mezzo per lo stato per creare occupazione e sociale, sarà un reato.
  • La Commissione Europea sarà al centro di ogni controllo sull’applicazione del seguente nei Paesi dell’Eurozona.

Pensavo che queste misure arrivassero in modo lento e forse indolore, invece si legge sempre nel Patto che “la Grecia deve rientrare subito di 50 miliardi di Euro tramite le privatizzazioni”. Purtroppo il 23 maggio 2011 la Grecia, in un sol giorno, ha privatizzato: l’acqua, le telecomunicazioni, il porto e le banche pubbliche. Rientrando proprio di 50 miliardi. Una cosa aberrante per i greci.

Quindi il Patto è attivo in pompa magna e se siete vicini alla pensione fate i conti con le vostre aspettative di vita. Quanti interventi chirurgici avete avuto? Quante malattie? Qualcuna… allora vi daranno 50 euro di pensione, tanto non potrete vivere a lungo.

fonte: Paolo Barnard

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