Jeremy A. Brady

Jeremy A. Brady

Jeremy Alistair Brady - detto perfidamente JAB dai rari amici - è un Poeta, Scrittore, Fotografo, Sociologo, Filosofo, Pittore, Poliglotta, Incisore, Fine Dicitore, Cantautore, Direttore di Coro, Cembalista, Ebanista, Piastrellista e Idraulico Tubista. Il suo eclettismo avrebbe ispirato a Charles Dickens il personaggio di Samuel Pickwick. Personaggio nel quale egli, ovviamente, si riconosce appieno.

Dic 202013
 

Lo scorso 17 dicembre la Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento Europeo ha approvato un progetto di direttiva sulla “confisca dei beni di origine criminale in seguito a una condanna definitiva”.

La proposta, adesso, dovrà essere convalidata dal Consiglio Europeo e poi votata dal Parlamento. Si prevede che la sua approvazione – puramente formale visto il largo consenso – avverrà nel prossimo febbraio.

Se verranno rispettati i tempi la direttiva entrerà in vigore prime delle prossime elezioni europee previsto per maggio 2014. Da quel momento gli stati membri avranno trenta mesi di tempo per adeguare le singole legislazioni alla nuova direttiva.

La confisca riguarderà i beni derivati da attività criminali e registrati a nome dei parenti e amici del condannato.

Dic 162013
 

ebook tablet

Il Consiglio dei Ministri di venerdi scorso ha introdotto – tra l’altro – dei benefici fiscali per favorire la diffusione della lettura:

“Per favorire una maggiore diffusione della lettura dei libri cartacei è riconosciuta una detrazione fiscale del 19% sulle spese sostenute nel corso dell’anno solare per l’acquisto di libri muniti del codice ISBN, per un importo massimo di € 2000, di cui € 1000 per libri scolastici ed € 1000 per tutte le altre pubblicazioni.

Libri cartacei? Innovazione? Agenda digitale? E gli e-book? Ma, soprattutto, questo è un provvedimento per favorire la lettura o per sostenere gli editori?

Italiani diversi

 Posted by on 27 novembre 2013  No Responses »
Nov 272013
 

 Costituzione della Repubblica Italiana, art.3

Non votate la mia decadenza da senatore o potreste avere una crisi di coscienza davanti ai vostri figli“. Così si è rivolto Silvio Berlusconi ai senatori del PD e del M5S. Ancora i figli tirati in ballo. Come i suoi messi ignobilmente qualche giorno fa  sullo stesso piano delle vittime della Shoah.

Le tante gazzette mediatiche al soldo del Cavaliere amplificano i toni dando voce a indecenti paragoni – per Michaela Biancofiore Berlusconi è una vittima come lo è stato Nelson Mandela – per far passare la decadenza come un colpo di stato.

Ma oggi in gioco non c’è il futuro politico di un senatore della repubblica. C’è solo la salvaguardia del più alto principio che non esiste un italiano che, di fronte alla legge, sia diverso dai suoi concittadini.

Nov 232013
 

 L’Agenzia Italiana del Farmaco mette su internet i foglietti dei medicinali in commercio in Italia. L’accesso pubblico e gratuito dal sito.

Capita a tutti di smarrire le istruzioni dei farmaci, con il rischio di utilizzarli senza le dovute precauzioni o in dosi sbagliate. Ma adesso questo problema ha trovato una soluzione. Infatti l’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, ha messo on-line i foglietti illustrativi dei medicinali.

Il suo nome, Bugiardino, viene dal passato, quando il foglietto era spesso ricco di omissioni sugli effetti collaterali del farmaco. Per fortuna adesso le istruzioni sono molto dettagliate.

Il catalogo di farmaci. Ben 16.000 documenti fra fogli Illustrativi e riassunti delle caratteristiche del prodotto per 8mila farmaci, che si riferiscono a più di 66.400 confezioni. Sono tutti i medicinali in commercio in Italia. I documenti pubblicati sono stati verificati ed approvati dall’Aifa o dall’Agenzia Europea dei Medicinali.

Cosa si trova. Il bugiardino come nella confezione, cioè riassunti delle caratteristiche del prodotto e fogli illustrativi. Ci sono anche eventuali aggiornamenti sugli effetti indesiderati, le posologie e nuove studi Aggiornamenti che si fanno abitualmente, nel 2012 le richieste di sono state 5000, ma che richiedono tempo. Sul sito c’è sempre la versione più aggiornata.

La ricerca. Per cercare nel sito ci sono alcuni parametri: il principio attivo, il nome commerciale del farmaco, l’azienda che lo produce. Appena entrati nel sito, per proseguire, è necessario leggere e accettare le condizioni d’uso. Selezionato il farmaco, il sistema visualizza le informazioni generali relative al farmaco cioè principio attivo, numero dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio e nome dell’azienda titolare dell’Autorizzazione. Ci sono poi le indicazioni su autorizzazioni, revoche o sospensioni del farmaco dalla vendita.

Banca dati pubblica. Si accede direttamente dal portale istituzionale dell’Aifa e dai link farmaci.agenziafarmaco.gov.it e farmaci.aifa.gov.it. Per approfondire c’è la presentazione dell’Agenzia del Farmaco.

Pagamenti e rimborsi. In Italia esistono tre classi di rimborsabilità: quelli di classe A sono a carico dal Servizio Sanitario Nazionale, quelli di classe C a carico del cittadino e quelli di classe H, a carico dal Servizio Sanitario Nazionale solo in ambito ospedaliero.

La prescrizione del medico. Secondo la legge del dicembre 2012 il medico deve indicare il principio attivo nella ricetta da solo o insieme a uno specifico medicinale. Si può indicare il nome commerciale e questo deve essere fornito se nella ricetta è inserita, con motivazione, la clausola di non sostituibilità.

Berlusconi, Alfano e Renzi

 Posted by on 21 novembre 2013  No Responses »
Nov 212013
 

berlusconi-alfano

Ma è chiarissimo! La separazione di Alfano da Berlusconi ha una radice evidentissima. La radice è Renzi. Cosa c’entra Renzi? Renzi sta cavalcando un’onda di consensi preoccupante non solo per il PD ma sopratutto per il PDL. Gran parte dei “moderati” del PDL erano propensi a non votare più Berlusconi, non tanto per lui, quanto per quelli che gli erano rimasti intorno. Gente giudicata non facilmente digeribile per chi è poco poco per bene. Si sarebbe facilmente prevista una emorragia dei voti moderati del PDL che sarebbero finiti o a Renzi (più volte apprezzato dal PDL) o a ingrossare le file degli astenuti. Bisognava arrestare questa emorragia. Ma come fare? Creando un sito più decente da segnalare a questi smarriti, ma sempre nell’orbita berlusconiana.

Ed ecco l’idea di un partito nuovo che si staccasse nominalmente dal PDL, ma che facesse la stessissima politica. Ed ecco il delfino Alfano disponibile, anzi lusingato da questa super dose di visibilità. Prove di distacco e prove di accostamento e alla fine la scissione. I “moderati” smettano di pensare a Renzi e tornino all’ovile restaurato e imbiancato. Le prove? Il logo del partito di Alfano era già stato registrato in ottobre; dichiarazioni di affetto commoventi tra Berlusconi e Alfano ad uso di chi potrebbe pensare ad Alfano come un “traditore” e quindi non votarlo; assicurazione esplicita di Berlusconi che il nuovo partito farà sempre parte della coalizione del Centro destra comprendente la nuova Forza Italia, Casini (che nel frattempo accoglie “gli ultimi avanzi di una stirpe infelice” montiana) e Fratelli d’Italia.

E così tutto cambia perchè tutto rimanga come è. Con il vantaggio di recuperare, da parte di Berlusconi, gli scontenti “moderati”. Il tutto condito con lievi malori portatori di standig ovation, e dichiarazioni di fedeltà totale da parte dei due divorziati. Chi sa dire con chiarezza perchè Alfano si è staccato da Berlusconi? A nessuno dei due conveniva – e lo ha dimostrato Berlusconi votando la fiducia – una crisi di governo. In che cosa il programma politico di Alfano (se ce n’è uno) si distingue da quello personale di Berlusconi? Per Alfano la condanna di Berlusconi (Ferdinando Imposimato ha detto di aver letto la sentenza – uno dei tre o quattro in Italia – e di non aver MAI  trovato prove e straprove contro un imputato come in questa sentenza, confermata appunto in tre gradi) è un atto di gravissima ingiustizia al quale sempre si opporrà, e cosa altro rimane?

Fedeltà oltrre la siepe. E tutto per merito di Renzi

(fonte: Critica Liberale)

Dama di Carità

 Posted by on 18 novembre 2013  No Responses »
Nov 182013
 

Sfugge qualcosa nella pervicacia con la quale viene difesa la permanenza della Cancellieri al Governo.

Altri ministri sono stati indotti alle dimissioni per molto meno. E pur in un paese come il nostro dove la parola “dimissioni” è un tabù, alla fine  se ne sono andati. Qualunque fosse la loro appartenenza politica.

Lei, Anna Maria Cancellieri no. Chiede udienza dal Capo dello Stato che le offre la protezione sperata. Letta le riconferma quella fiducia che non offrì – giustamente – a Iosefa Idem. Il PD e il PdL – o quel che ne rimane di esso –   sono in imbarazzo quasi che la loro sopravvivenza sia legata, anche, a questa vicenda.

La crisi più dura e preoccupante che si ricordi dal 1945 sta mordendo famiglie e imprese. Tuttavia ci dobbiamo preoccupare delle telefonate di una signora benestante – incidentalmente ministro della giustizia – con un figlio milionario e ben piazzato nei salotti buoni che contano. Una Dama di Carità dal tratto gentile e liberale che spende il suo tempo per chiamare i parenti di arrestati perché amici di famiglia e assicurando loro quell’attenzione che gli è data dal ruolo sociale rivestito.

In un paese normale tutto ciò sarebbe stato risolto in pochi giorni: o con le dimissioni o con una mozione di sfiducia votata da tutto il Parlamento.

Da noi no. In Italia siamo ancora a dibattere se ha chiamato lei o a chiamato la famiglia Ligresti. Come se questo fosse il punto dirimente della brutta vicenda. Dimenticando invece – a noi Italiani piace dimenticare – che quella telefonata la Dama di Carità non doveva ne farla, ne riceverla.

E in tutto questo discutere non ci accorgiamo di sprofondare sempre più nella melma.

(immagine: Esercito della Salvezza. Londra 1920)

 

Nov 142013
 

 Catch 22

Facciamo il punto sulla riforma della legge elettorale:

  • PD, SeL e Scelta Civica sono per il doppio turno di coalizione. Questa scelta è stata bocciata ieri dal Senato anche perchè il M5S si è astenuto (che al Senato equivale a votare contro).
  • Il Movimento 5 Stelle, infatti, è per un sistema proporzionale corretto sul modello spagnolo.
  • La Lega Nord è per il ritorno al “Mattarellum”. Un evidente ripensamento visto che Roberto Calderoli è stato l’inventore del “Porcellum”.
  • Enrico Letta, che è anche esponente del PD, è per il ritorno al “Mattarellum”.
  • Il PdL per adesso non si è espresso in maniera chiara, salvo aver votato mesi fa contro il ritorno al “Mattarellum” e ieri, al Senato, contro il doppio turno proposto dal PD suo alleato di governo.
  • Matteo Renzi – candidato alla segreteria del PD – è per un sistema elettorale a doppio turno. Lo stesso usato per l’elezione dei sindaci.
  • Gianni Cuperlo – candidato alla segreteria del PD – è contro il sistema presidenziale o semi-presidenziale e preferiva il doppio turno con soglia di sbarramento. Adesso pare orientatarsi sul “Mattarellum”.
  • Pippo Civati e Gianni Pittella – candidati alla segreteria del PD – sono entrambi favorevoli, con qualche distinguo, per il ritorno al “Mattarellum”.

Caos totale, quindi, viste le posizioni espresse. Ma tutti, indistintamente, sono d’accordo su di un punto: quello di non ritornare al voto con l’attuale legge elettorale.

Nov 112013
 

Famiglia fascista

Non è una novità che i vescovi italiani si scaglino contro l’aborto. Se fosse solo per questo, il messaggio della Conferenza episcopale italiana per la XXXVI Giornata per la vita, che si terrà il prossimo 2 febbraio, non susciterebbe la nostra attenzione. Ma nel documento emerge qualcosa di più che il semplice no all’aborto per preservare la vita dal concepimento fino alla morte naturale eccetera, come ormai sappiamo recitare a memoria: la Cei spende carte molto più forti in difesa dei suoi principi etici chiedendo all’Italia «quale modello di civiltà e quale cultura intende promuovere».

Prima carta. L’aborto sarebbe una delle cause della «emorragia di energie positive che vive il nostro Paese», perché alla «emigrazione forzata di persone – spesso giovani – dotate di preparazione e professionalità eccellenti», dobbiamo aggiungere il «mancato contributo di coloro ai quali è stato impedito di nascere».

Seconda carta. L’aborto avrebbe influenza sull’aspettativa media di vita degli italiani: «È davvero preoccupante considerare come in Italia l’aspettativa di vita media di un essere umano cali vistosamente se lo consideriamo non alla nascita, ma al concepimento». Il gioco è semplice. Invece di calcolare l’aspettativa media di vita una persona sulla base del tasso di mortalità effettivo della popolazione, si includono nel conteggio anche tutti quelli che non sono mai nati – tanti quanti il numero di aborti – la cui durata di vita è pari, ovviamente, a zero anni. La media pro capite, così, diventa molto più bassa. Il tutto per il pericolosissimo principio secondo cui l’embrione, così come il feto, è considerato “persona” e a pieno titolo deve entrare nelle statistiche.

Terza e ultima carta. A chiudere il cerchio arriva la patetica menzione del «grande desiderio di generare» dei giovani sposi (quelli non sposati non sono degni di attenzione) che resta «mortificato» anche da «una cultura diffidente verso la vita». Un desiderio che evidentemente, per la Cei, trascende la singola individualità per diventare necessità di un Paese in calo demografico.

Tra le righe ma neanche tanto. Oltre al potenziamento dello stato sociale, questa la ricetta che i vescovi propongono allo Stato italiano per uscire dalla crisi: che le donne tornino volenti o nolenti al loro ruolo di fattrici di figli, sani oppure no, desiderati oppure no. Puri contenitori che danno al Paese le giuste risorse per combattere il difficile momento economico e alzare l’aspettativa media di vita degli individui. Un messaggio delirante, inaccettabile, antiscientifico e antistorico che non vale la pena commentare oltre. Viene da rimpiangere i tempi in cui i vescovi si appellavano solo al peccato e al delitto contro dio invece di riempirsi la bocca di dati statistici ed economici di provenienza ignota a sostegno delle loro tesi “non negoziabili” per dimostrare che dio ha forgiato i suoi paranoici veti per il bene supremo delle popolazioni.

(fonte: Cronache Laiche)

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