Jeremy A. Brady

Jeremy A. Brady

Jeremy Alistair Brady - detto perfidamente JAB dai rari amici - è un Poeta, Scrittore, Fotografo, Sociologo, Filosofo, Pittore, Poliglotta, Incisore, Fine Dicitore, Cantautore, Direttore di Coro, Cembalista, Ebanista, Piastrellista e Idraulico Tubista. Il suo eclettismo avrebbe ispirato a Charles Dickens il personaggio di Samuel Pickwick. Personaggio nel quale egli, ovviamente, si riconosce appieno.

Lug 022013
 

London 1930, Switchboard Operator

Da ieri, primo luglio , utilizzare uno smartphone in uno dei Paesi che fanno parte dell’ Unione Europea costa fino al 92% in meno rispetto ai prezzi del roaming che venivano applicati nel 2007.

Si tratta di un primo passo verso quello che avverrà tra un anno esatto. La Commissione Europea ha stabilito, infatti,  che dal 1° luglio 2014 non verranno più applicati i prezzi del roaming per telefonare, navigare in Internet, inviare SMS all’interno della UE. In pratica, a regime, utilizzare uno smartphone (o altro device con sim card) avrà lo stesso costo in Italia o nel Regno Unito o in Lituania.

Da ieri, comunque, se vi trovate in un Paese dell’UE fare una telefonata costa il 17% in meno circa, mentre il prezzo per ricevere una chiamata scende del 12% (al minuto). Inviare un SMS è meno caro dell’11% e il costo per il  traffico dati si riduce del 36%.

 

Giu 292013
 

Margherita Hack

 

Si è spenta oggi Margherita Hack. Donna di Scienza, internazionalmente riconosciuta per il suo importante contributo accademico e per la sua appassionata attività di ricerca e divulgazione.

Ma anche Donna di battaglia contro le pseudoscienze e la superstizione. Donna dichiaratamente Atea che ha combattuto non tanto la religione, quanto gli integralismi e i fondamentalismi che ne discendono.

Donna Emancipata che si è impegnata in politica e per la difesa della laicità dello stato. Donna Illuminata come le stelle che ha studiato.

Donna orgogliosamente Fiorentina.

Benvenuti in casa Chen

 Posted by on 27 Giugno 2013  No Responses »
Giu 272013
 

L'Urlo di Chen terrorizza anche l'occidente

 

Il Comune di Prato ha reso noti i cognomi più diffusi sul suo territorio:

Chen (1.272 presenze), 2° Hu (1.145), 3° Gori (1.082), 4° Zhang (834), 5° Lin (816).

Giu 252013
 

LibreOffice

La revisione della spesa pubblica – conosciuta ormai come spendig review – è la pratica messa in atto dalla pubblica amministrazione al fine di individuare le voci passibili di taglio, per evitare inefficienze e sprechi di denaro. Ma si può procedere alla razionalizzazione dei costi anche in maniera intelligente senza apportare nessun taglio sulla quantità e sulla qualità dei servizi erogati.

Una prova è data dalla provincia di Bolzano che fu la prima in Italia a portare il software libero nella pubblica amministrazione. Già nel 2005   il progetto FUSS (Free Upgrade Southtyrol’s Schools) portava una distribuzione Linux in tutte le scuole in lingua italiana della Provincia Autonoma di Bolzano. Da allora sempre più enti pubblici e scuole hanno iniziato ad utilizzare GNU/Linux e i software open source.

E adesso la Provincia Autonoma di Bolzano replica con la migrazione delle 12.000 postazioni alla suite LibreOffice, alternativa free software a Microsoft Office. Ad annunciarlo è stato l’assessore provinciale Roberto Bizzo. La migrazione non sarà graduale e durerà all’incirca tre anni.

Con la migrazione verso LibreOffice si ridurrano quindi l’uso e l’acquisto di MS Office al minimo indispensabile. Secondo il piano dei costi, basandosi sull’esperienza raccolta nella PA di Monaco con 14.000 dipendenti, il pacchetto di MS Office della Provincia potrà essere contenuto in sole cinquecento licenze, con un risparmio di circa 600mila euro. Risparmio che la Provincia Autonoma di Bolzano reinvestirà nei servizi sociale che eroga ai propri cittadini.

 

Giu 242013
 

Savio Warnakulasuriya, nato a Roma questo mese, dovrà aspettare 18 anni per avere la certezza di poter restare nel paese dove è venuto al mondo. Fino a quel momento, il suo diritto di rimanere in Italia sarà vincolato ai visti che permettono ai suoi genitori, dello Sri Lanka, di lavorare come impiegati domestici. I documenti devono essere rinnovati ogni due anni.

Ma Savio potrebbe essere beneficiato da una proposta del Ministro all’Integrazione Cécile Kyenge che consiste nel concedere il diritto di cittadinanza sin dalla nascita, un’idea che ha scioccato molti italiani e ha provocato una valanga di insulti razzisti contro la ministra, che è nera.

L’Italia è il Paese del Sud Europa che riceve più immigrati clandestini via mare. A migliaia sbarcano tutti gli anni con imbarcazioni precarie e stracariche, provenienti dal nord Africa. Alcuni partiti dell’opposizione, come la Lega Nord, si battono contro un ampliamento dei diritti degli immigrati, allegando le differenze culturali e gli alti tassi di criminalità. Kyenge, nata in Congo e prima persona di colore ad occupare un incarico ministeriale in Italia, ritiene che sia venuta l’ora di cambiare la politica della concessione della cittadinanza, per stimolare l’integrazione dei figli degli immigrati.

Per Fernando, padre di Savio, una nuova politica sarebbe positiva. “Prima danno la cittadinanza a nostro figlio, meglio è. Sono un po’ preoccupato, noi vogliamo che continui a vivere e a lavoare qui senza problemi”, ha detto alla Reuters.
La segretaria Erika Arribasplata, 34 anni, romana figlia di argentini, ricorda le difficoltà che dovette affrontare da bambina per integrarsi a scuola, non essendo cittadina italiana. “Mi ricordo, quando sono andata in gita scolastica in Regno Unito, che non sono potuta passare  per i controlli di frontiera col mio gruppo, dovevo prendere un percorso diverso, aspettare più a lungo ed essere sottoposta a maggiori controlli, è stato veramente sgradevole”, ha detto.
Ma la cosa peggiore è stato essere vincolata al visto dei mei genitori, e all’insicurezza che ne derivava, perché sono nata qui e non mi sentivo di far parte della loro cultura, ero costretta a restare bloccata a metà strada”, dice Arribasplata. A 18 anni ha chiesto la cittadinanza italiana e l’ha ottenuta, ma altri non hanno la stessa fortuna.

Il basso indice di fertilità italiano, 1,4 figli per donna, ha come conseguenza la necessità di immettere sangue giovane per mantenere la popolazione, sempre più vecchia.
Ma a causa dell’iter  burocratico che Kyenge vuole semplificare alcuni figli di immigrati nati in Italia possono vedersi rifiutare la cittadinanza al compimento dei 18 anni, per esempio per aver passato un periodo fuori dall’Italia durante l’infanzia.
“Parliamo di giovani che potrebbero essere i futuri leader di questo Paese, o che potrebbero finire in strada se improvvisamente, una volta compiuti 18 anni, scoprissero di essere diversi a causa di un intralcio burocratico”, ha dichiarato Kyenge ai giornalisti questa settimana. Sabato ha reso pubblico un piano per facilitare la richiesta di cittadinanza per i figli di immigrati che arrivano alla maggior età. La proposta fa parte di una serie di misure che il governo di Enrico Letta sta adottando per ridurre la burocrazia e far uscire l’economia dalla recessione. Kyenge ha detto che a breve  proporrà al Parlamento europeo un approccio comune per le regole di concessione della cittadinanza.

(fonte: Reuters)

Gasparriadi

 Posted by on 20 Giugno 2013  No Responses »
Giu 202013
 

Maurizio Gasparri

Un piccolo concentrato del Maurizio Gasparri pensiero. L’uomo – come lo definì Daniele Luttazzi – con la faccia di un cameriere a cui non hanno dato la mancia.

  • 26 novembre 2004: «Mi vergogno che sia nominato senatore a vita una persona di questo tipo che offende il nostro mondo. Ecco era meglio Mike Bongiorno» ( Nel momento in cui il Presidente Ciampi nominò senatore a vita il Poeta Mario Luzi, novantenne).
  • 5 novembre 2008: «Con Obama alla Casa Bianca Al Qaeda forse è più contenta» ( Al momento dell’elezione a Presidente di Barak Obama).
  • 1°maggio 2009: «E’ sbagliato dire che un Paese come l’Italia non è libero, come è dimostrato dal fatto che il primo partito del Paese si chiama Popolo della Libertà». (Quando Freedom House declassò il nostro paese da free a partly free).
  • 8 agosto 2009: «Non si può delegare a tecnici privi di legittimazione democratica una decisione che attiene al diritto alla vita» ( A proposito dell’introduzione della pillola  Ru 486 da parte dei tecnici del Ministero della Salute).
  •  20 marzo 2010: «Il Questore di Roma è evidentemente in preda a stress o a crisi etilica per aver diffuso cifre false, in difetto». (Dopo una manifestazione del PdL a Roma per confutare le cifre dei partecipanti diffuse dalla Questura).
  • 19 giugno 2013: «Berlusconi interdetto? Il PdL lasci le Camere».

Beh, l’ultima non sarebbe poi così male.

Abolire il Concordato

 Posted by on 18 Giugno 2013  No Responses »
Giu 182013
 

Campagna dell' UAAR per l'abolizione del Concordato

Quando, quattro mesi fa, lanciammo la nostra ( l’UAAR, ndr) petizione  online che chiede di abolire il Concordato, oltre ai soliti noti che ci diedero degli anticlericali, altri ci diedero dei sognatori o degli utopisti. Un obbiettivo conseguibile nel prossimo secolo o nel quarto millennio, commentarono alcuni. A costoro potremmo rispondere che, se qualcuno non comincia a impegnarsi per un obbiettivo, quell’obbiettivo diventerà difficile da raggiungere anche nel quinto, di millennio. E tuttavia: è veramente così lontano come si pensa?

Fino a prova contraria, nei nostri maggiori partner europei qualcosa si sta muovendo. Nel Regno Unito, il paese che – nonostante la crescita sempre più impressionante dei non credenti – è più pesantemente condizionato da una religione di Stato, le richieste di un disestablishment della Chiesa anglicana si fanno sempre più forti. In Germania, dove vige un concordato con la Chiesa cattolica, e dove quella luterana gode di una posizione analoga, una comunità islamica ha ottenuto una sorta di equiparazione nel land dell’Assia. In Spagna, dove il concordato in vigore presenta molte analogie con quello italiano, il meccanismo del Sette per Mille prevede la non ripartizione delle scelte inespresse (ovvero proprio quanto chiesto dal referendum sull’Otto per Mille recentemente proposto). Situazioni diverse, eppure accomunate dalla constatazione che l’impianto legislativo non sia più adeguato ai vecchi tempi delle religioni di Stato.

E qui da noi? Ne ha scritto l’altro ieri Massimo Teodori sul Corriere della Sera. Lamentando che “un velo di silenzio” è ormai caduto sul Concordato, sia da parte dello Stato che da parte della Chiesa (in quest’ultimo caso è del resto facile comprendere perché). Una sorta di “tabù intoccabile”, a cui occorre invece ormai mettere mano. Perché garantisce “privilegi, denaro e potere all’alto mondo ecclesiastico e al Vaticano a carico dello Stato italiano”.

Fa piacere leggere finalmente anche su un quotidiano così importante che “è tempo di aprire un dibattito sul senso del Concordato”. I privilegi che la situazione attuale riserva a Qualcuno (Otto per Mille, ora di religione e via dicendo) si traducono in discriminazioni evidenti nei confronti di qualcun altro. Una circostanza imbarazzante per uno Stato che si vuole democratico e laico, e che all’articolo 3 della sua Costituzione afferma l’uguaglianza di ogni cittadino indipendentemente dalle sue convinzioni religiose. La società italiana è assai cambiata negli ultimi tempi, si è largamente secolarizzata ed è divenuta plurale. L’inazione è pertanto sempre più ingiustificata: auspichiamo che chi di dovere se ne renda finalmente conto.

(fonte: Uaar)

Blogging Day #NoSlot

 Posted by on 13 Giugno 2013  No Responses »
Giu 132013
 

Slot Machines Confiscated

Oggi 13 giugno è il Blogging Day contro il gioco d’azzardo legale, mobilitazione alla quale questo Blog aderisce. L’iniziativa è nata da un appello promosso dal blog Donne Viola ed ha come scopo l’unire i blogger in una giornata da dedicare contro la piaga del gioco d’azzardo. Fenomeno, questo,  che si sta sempre più diffondendo nelle città e in rete.

Tanti sono i personaggi pubblici che sostengono e retwittato la campagna: Max Pezzali, Pupo, Lorella Cuccarini, Fiorella Mannoia, Valerio Staffelli tanto per citarne alcuni.

L'”azzardopatia” è un problema sociale che coinvolge 17 milioni d’italiani e fattura 87,6 miliardi. Lo Stato ogni anno con la fiscalità applicata al gioco d’azzardo incassa circa 8,7 miliardi di euro. Gli italiani infatti spendono nel gioco d’azzardo – pro capite –   oltre 1.500 euro l’anno; cifre che incide per un 12% sulle spese per i consumi. Le spese per il gioco d’azzardo in Italia rappresentano il 4,4 % del mercato mondiale e il 15% di quello europeo dove risultiamo, tristemente, primi.

Per fortuna qualcosa si sta muovendo per contrastare questo fenomeno. Dallo scorso aprile la Regione Liguria si è dotata di due leggi che hanno permesso di non vanificare i tentativi di regolazione dei Comuni. Le Regioni Lombardia e Emilia-Romagna stanno per concludere un iter legislativo in proposito. Mentre a  livello nazionale lo scorso 27 marzo è stata depositata un disegno di legge firmato da decine di parlamentari di diversi gruppi. Per il sostegno alla legge è stato creato un sito dal nome significativo “Non è un gioco“.

E’ necessaria comunque una maggiore presa di coscienza e mobilitazione per contrastare quella che è diventata oramai una vera e propria piaga sociale. Piaga che – rincorrendo un effimero sogno di ricchezza – brucia una quota pari al 4% del Pil nazionale.

Fuga dai giornali

 Posted by on 6 Giugno 2013  No Responses »
Giu 062013
 

Lynotype

La discesa delle vendite dei quotidiani continua ormai costantemente dal 2001, fatta eccezione per il +0,9% del 2006, e il 2012 non ha fatto eccezione, facendo registrare una flessione del 6,6% (da 4,272 milioni a 3,990 milioni di copie), una percentuale analoga a quella dell’anno precedente. In cinque anni, dunque, i quotidiani hanno perso oltre 1,150 milioni di copie vendute, con una riduzione percentuale di oltre 22 punti.

Lo si legge nel rapporto “La stampa italiana 2010-2012“‘ presentato nella sede della Federazione Italiana degli Editoria di Giornali. ( Analizzando la distribuzione territoriale delle vendite, si nota che il Mezzogiorno e’ la zona con la quota piu’ bassa di vendita (45 copie ogni mille abitanti), mentre e’ al Nord che si vende di piu’ (86 copie). In particolare, e’ il Friuli Venezia Giulia la regione col maggior numero di copie vendute (121), seguita da Liguria (120), Trentino Alto Adige (114) e Sardegna (110).

Fanalini di coda la Campania (33 copie vendute ogni mille abitanti), Basilicata (35) e Puglia e Sicilia con 39 copie.

Anche sul fronte dei periodici, tanto i settimanali quanto i mensili hanno visto diminuire le vendite, rispettivamente -6,4% e -8,9%. I settimanali registrano una contrazione delle tirature del 5,2%, della diffusione del 6,9%, degli abbonamenti del 13% e delle copie vendute del 6,4%. Il calo piu’ evidente si e’ evidenziato tra le riviste rivolte ai giovani (-29,9%), tra quelle di economia-affari-finanza (-14,8%) e per i fumetti (-13,7%).

Per i mensili, le tirature sono scese del 6%, la diffusione dell’8,2%, gli abbonamenti del 10,8% e le copie vendute dell’8,9%. La performance peggiore ha riguardato i mensili maschili (-22,5%), seguiti da quelli di spettacolo e cinema (-14,9%), di informatica (-12,9%), per l’infanzia (-12,7%) e di arredamento (-12,4%). (AGI) Rm9/Gav .

Autolesionismo

 Posted by on 31 Maggio 2013  No Responses »
Mag 312013
 

autolesionismo

I fatti. Il deputato PD Roberto Giachetti presenta una mozione per impegnare il governo a una rapido ritorno alla legge elettorale precedente, il cosidetto mattarellum. La proposta viene respinta dall’aula dopo che anche la grande maggioranza dei deputati PD avevano votato contro.

I risultati conseguiti sono due. Il primo è la dimostrazione che non abbiamo un governo per cambiare la legge elettorale, ma bensì una legge elettorale per conservare questo governo. Il secondo quello di aver permesso a un sofferente M5S di rialzare la testa e indicare il PD  e il PdL come le forze che vogliono mantenere i loro privilegi attraverso il mantenimento del porcellum.

Bravi, continuate così.

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