Beverly R. Sutphin

Beverly R. Sutphin

Apr 122013
 

Quirinale, Sala della Costituzione

In questi ultimi tempi si è parlato molto di Costituzione, soprattutto in relazione a Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle i quali affermano che il testo costituzionale è il loro punto di riferimento politico.

Facciamo allora una breve analisi sulla legittimità costituzionale delle affermazioni di Grillo e della sua combriccola neo-eletta. E’ vero che non si può applicare alcuna sanzione alle esternazioni, ma potremmo almeno capire se il 5 Stelle è davvero coerente con le proprie affermazioni.

  • 7 marzo 2013 su www.beppegrillo.it: ‘’E’ necessario rivedere i contratti di concessione per le televisioni private e definire un codice deontologico a cui si devono attenere’’

Affermazione in contrasto con l’Art.21 della Costituzione. E’ chiaro che l’art.21 comma 2 recita ‘’la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.’’, tuttavia è palese che la norma vada interpretata in linea con il progredire dei tempi (ora, riferirsi unicamente alla stampa come mezzo di diffusione delle notizie sarebbe anacronistico).  Cito a questo proposito le parole del Prof.Enzo Cheli (www.cortecostituzionale.it) il quale afferma che il mezzo radiotelevisivo non è direttamente investito dalla disciplina posta dall’art.21 (che, nel momento in cui veniva formulato non poteva naturalmente essere considerato, essendo ancora allo stato sperimentale), ma in questi anni la Corte Costituzionale ha costruito non solo le basi giuridiche ma anche culturali di un ‘’diritto dell’informazione’’ che ha concorso ad arricchire il quadro delle libertà costituzionali. La Corte infatti si è allontanata dalla lettura ‘’individualista’’ dell’art.21 per avvicinarsi ad una lettura ‘’funzionalista’’. Insomma, in parole povere, la Corte si  è espressa per estendere la libertà prevista esplicitamente per la libertà di stampa agli altri mezzi di informazione. Ne si può dedurre che la proposta di Grillo di istituire un codice deontologico per il sistema televisivo viola l’art.21 della Costituzione.

  • Grillo: ‘’Se non si possono tagliare i finanziamenti illegali, in quanto rigettati da un referendum, si taglino i partiti’’.

Quest’affermazione viola apertamente l’art.49 della Costituzione il quale recita ‘’tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale’’. In questo articolo è di centrale non solo l’importanza dell’avere la libertà di formare un partito, ma soprattutto il concetto di METODO DEMOCRATICO. Per il termine ‘’metodo democratico’’ si può desumere una pluralità concettuale nella quale è sicuramente evidente il concetto di ‘’pluralità dei partiti’’. Il concetto di democrazia è presente a più riprese nel testo costituzionale, tra cui anche nello stesso art.1. La nostra Repubblica si fonda sulla pluralità dei partiti per poter da una parte tutelare il dissenso e dall’altra allontanare il concetto autoritario e totalitario del ‘’partito unico’’.

  • Grillo: ‘’Bisogna eliminare i sindacati, sono inutili come i partiti’’.

Questa affermazione viola apertamente l’art.39 della Costituzione, il quale recita ai primi due commi‘’l’organizzazione sindacale è libera. Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.’’ I sindacati, quindi, sono una categoria esplicitamente protetta dalla Costituzione, la loro abolizione sarebbe quindi minare il principio secondo cui i lavoratori hanno diritto ad essere rappresentati in sede decisionale.

  • Grillo: ‘’Vogliamo il 100% del Parlamento’’:

anche questa affermazione viola il ‘’principio democratico’’ sancito all’art.49 della Costituzione ed evidenzia una vocazione autoritaria che la nostra Carta Costituzionale ha esplicitamente voluto negare anche all’art.1 definendo il nostro Paese come una ‘’Repubblica DEMOCRATICA fondata sul lavoro’’. Concetto di democrazia nell’accezione che lo vede fortemente legato con il concetto di PLURALISMO e tutela del dissenso.

  • Grillo auspica una modifica dell’art.67 della Costituzione laddove afferma che ‘’Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato’’.

La negazione del vincolo di mandato, ovvero del mandato imperativo, fu fortemente voluto dai Costituenti poiché dal momento che ogni membro del Parlamento rappresenta la TOTALITA’ della Nazione e non solo la parte politica che lo ha votato, voleva evitare che l’esercizio delle funzioni del Parlamentare fosse troppo assimilabile ad un contratto di tipo privatistico con l’elettore rischiando così di tutelare solo gli interessi di una parte e non quelli dell’intero Paese. Inoltre si ricordi che tramite questo articolo si tutela la libertà di coscienza del singolo parlamentare qualora il proprio partito prendesse posizioni diverse da quelle prese in campagna elettorale, linea il quale potrebbe non sentirsi più di condividere.
La geffes costituzionali dei neo-eletti.

Partendo dal fatto che nel programma del M5S è esplicitamente espresso il punto secondo cui chi ricopre una funzione pubblica deve sostenere un esame di diritto costituzionale, sembra che taluni neoeletti  predichino bene e razzolino male.

  • Carlo Sibillia: ‘’Per quanto riguarda l’art.92 della Costituzione parla chiaro: non è scritto da nessuna parte che il Governo debba dimettersi se non ottiene la fiducia di una o entrambe le camere’’.

C’è qualcosa che non va nella lettura della Costituzione da parte di questo neoeletto. Infatti l’art.92 quando precisa che ‘’il voto contrario di una o entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni’’ non si riferisce all’iniziale fiducia concessa o negata tramite mozione motivata, bensì al voto sulle proposte del Governo, quindi si tratta del voto su atti avente valore di legge (decreti legge da convertire in legge entro 60 giorni dal Parlamento) o sulla questione di fiducia, atto radicalmente diverso dalla fiducia iniziale, che comporta semplicemente il voto su un articolo di una proposta di legge o su una legge nella sua totalità senza la possibilità di presentare emendamenti. Se inizialmente al Governo non viene data la fiducia (o se viene presentata e approvata una mozione di sfiducia) si genera una crisi parlamentare per cui il Governo deve dimettersi. Inoltre la fiducia permette al Governo di superare il periodo di ‘’prorogatio’’ e di acquisire pienamente il diritto di esercizio delle proprie funzioni.

  • Enza Blundo: ‘’ I senatori sono circa 300 e i deputati 500-600’’.

La neoeletta, nello studio della Costituzione, deve essersi dimenticata degli artt.56-57 i quali recitano rispettivamente al comma 2 ‘’ il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero’’ e ‘’il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici, sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero’’. Va bene, ci aveva quasi azzeccato, ma se si vuole, come da programma, dimezzare il numero dei parlamentari, quantomeno si dovrà sapere esattamente quanti sono e il criterio secondo cui sono distribuiti sul territorio nazionale e nella circoscrizione Estero. Di sicuro non vanno un tanto al kg.

Questi sono solo alcune delle ultime e più celebri uscite di Grillo e della sua ‘’truppa’’. Aspettiamo con ansia di sentire altre abnormità costituzionali per riempire la lista.

Ago 062012
 

Caro Stato italiano,

Ti scrivo per ringraziarti di aver approvato e mantenuto dal 1958 ad oggi la legge Merlin sulla prostituzione.

Mi chiamo Alessia, ho 24 anni, sono italiana e faccio la escort. Ho esordito come indossatrice sulle passerelle della moda italiana, in particolare, visto il mio fisico prestante, esibivo soprattutto capi di abbigliamento intimo.

Devo ammettere che quello delle sfilate e dei servizi fotografici l’ho sempre ritenuto un mondo dove la competizione e la slealtà erano alla base se intendevi fare carriera. No, troppo snervante per una persona come me.

Un giorno, indossando un costume da bagno e guardandomi allo specchio, mi resi conto che, da quel momento, sarei stata solo e soltanto io ad usare le potenzialità del mio corpo per guadagnare cifre da capogiro evitando tutti quei sacrifici e quelle umiliazioni che, fino ad allora, ero stata costretta a subire come prezzo per salire la china di una carriera da modella qualificata.

Oggi, sono quasi tre anni che faccio la escort e sono soddisfatta della mia “professione”. Sostanzialmente vengo ingaggiata per fare da accompagnatrice a uomini molto ricchi durante feste e serate importanti e naturalmente per passare poi, quasi sempre, la notte insieme ai miei partner occasionali.

Il mio impegno professionale si aggira intorno ad un paio di serate a settimana salvo periodi in cui la nostra compagnia è particolarmente richiesta come, ad esempio, il periodo di Natale quando i fruitori occasionali aumentano per colpa di una solitudine ed una irrequietezza da cui si sentono attanagliare.  Per ognuna di queste serate mi riconoscono all’incirca 5000 euro più eventuali “bonus”, come vestiti di alta moda o gioielli che mi vengono regalati dopo averli indossati per espresso volere del cliente.

Ed ecco che qui entri in gioco Tu, caro Stato Italiano. È Te che devo ringraziare perché attraverso la legge Merlin posso pubblicizzare la mia “professione” senza incorrere in sanzioni pecuniarie o penali e soprattutto perché non sono tenuta ad emettere alcuna ricevuta fiscale per i servizi che offro. Grazie ai proventi della mia attività ora possiedo una meravigliosa Porsche Boxter e sto per trasferirmi nella mia bellissima villa a Capri appena ristrutturata.

Tutto sommato è una gran bella vita e potrei quasi azzardarmi ad affermare che sia meglio di quando facevo la modella dato che mi capitava comunque di dovermi prestare a rapporti sessuali con uomini che avevano il potere di migliorare la mia carriera. Oggi è molto più facile e redditizio. GRAZIE di cuore, Stato italiano, è per merito Tuo se ora sono una vera imprenditrice di me stessa con la favolosa attenuante del non dover pagare alcuna tassa scevra delle responsabilità di un vero imprenditore.

Con affetto,

Alessia

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Caro Stato italiano,

Ti scrivo per ringraziarti di aver approvato e mantenuto dal 1958 ad oggi la legge Merlin sulla prostituzione.

Mi chiamo Ana, ho 24 anni, sono russa e faccio la prostituta.

Vendo il mio corpo per cercare di sopravvivere alla meno peggio, anche se mi rendo conto che la sopravvivenza goda certamente di maggiori privilegi rispetto a quelli che ho io.

Sono arrivata in Italia a 17 anni con quattro stracci, un paio di scarpe e una grandissima dose di speranza in un futuro pieno di opportunità. Ero sicura che avrei trovato condizioni di vita migliori di quelle che ho lasciato nel mio paese;  ho sempre sentito parlare di quanto si stesse bene qui in Italia. Quando sono arrivata avevo un permesso di soggiorno turistico che durava pochi mesi e poco tempo per poter trovare un lavoro il cui stipendio mi potesse permettere di far fronte anche alle spese di un affitto e ai generi di prima necessità.

Non ci sono riuscita.

Mi sono presto trovata a dormire per strada e con un permesso di soggiorno che, nel frattempo, era ovviamente scaduto.

Ecco che in breve si fece sempre piu strada la consapevolezza che vendere il mio corpo sarebbe stata l’unica reale risorsa per sopravvivere, benchè soltanto l’idea mi facesse ribrezzo.

Fu fin troppo facile: il tempo di parlare con una mia conterranea che già faceva la prostituta e in un batter di ciglia facevo già parte di un’organizzazione criminale che mi proteggeva, sfruttandomi nel peggiore dei modi e facendomi lavorare in condizioni di semi schiavitù, ma quelli erano gli estremi per lavorare in un territorio già occupato da una rete criminale impostata e radicata da tempo.

Grazie alla legge Merlin, le associazioni malavitose hanno avuto la possibilità di proliferare e gestire tranquillamente, tutto il traffico di esseri umani e della prostituzione al punto che, per una nelle mie condizioni, non esisteva alcuna alternativa alla strada e allo sfruttamento.

Se ci fossero state case chiuse avrei potuto trovare un lavoro regolare e di conseguenza mi sarebbe stato rinnovato il permesso di soggiorno; sarei stata tutelata dal punto di vista della sicurezza personale e della salute e avrei potuto contribuire a pagare le tasse al Paese che mi ospita.

Invece, appena mi hanno “reclutata”, sono stata violentata, seviziata e drogata. Il mio protettore mi ha iniettato eroina in vena rendendomi dipendente e costringendomi a prostituirmi per comprare la droga dal mio stesso “datore di lavoro” estorcendomi così, non solo l’80 percento dei miei guadagni, ma anche pretendendo i soldi per le dosi giornaliere.

Ora il mio protettore è cambiato, il precedente è stato messo a tacere per scontri interni con i grandi boss della tratta, e quello attuale mi ha almeno permesso di uscire dalla dipendenza da eroina perché, a suo dire, ai clienti non piacciono le donne sciupate. È stato difficilissimo uscire dal tunnel, ma dopo giorni e giorni in preda a terribili crisi di astinenza, ce l’ho fatta!

Oggi sono ancora costretta a prostituirmi, vivo in un monolocale di poco più di 20 metri quadrati e continuo a sperare di poter cambiare vita.

Non nascondo di aver più volte pensato di denunciare i miei aguzzini, considerato l’unico modo per uscire da questo mondo di violenza e disperazione e se fossi stata sola non avrei avuto nulla da perdere, ma ho troppa paura per mia figlia. Si, un anno e mezzo fa ho avuto una bimba, la gioia della mia vita che mi da la forza di andare avanti in questa situazione da incubo.

Certo non l’avrei tenuta se non avessi già dovuto subire sei interruzioni di gravidanza,  dopo i quali, i medici mi dissero che non avrei più potuto sopportarne altre. Il pensiero di morire senza figli mi ha obbligata a fare la scelta estrema. Che senso avrebbe avuto la mia vita senza Irina?

Ed ecco che qui entri in gioco Tu, caro Stato italiano, perchè è proprio “grazie” alla legge Merlin che, non prevedendo un luogo e un modo sicuri dove svolgere la mia attività, oggi sono schiava delle associazioni mafiose, irregolare, sfruttata e sotto la soglia della povertà senza la speranza di trovare alternative per me e un futuro per mia figlia, che appena adolescente sarà costretta a condurre la mia stessa vita.

Grazie davvero,
Ana

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