Jaques M. Hotteterre

Jaques M. Hotteterre

Jacques-Martin Hotteterre è omonimo, ma non coevo, dell’autore de “L’art de préluder sur la flûte traversière”. Sulla scia dell’opera del celebre flautista settecentesco ha scritto “Barbera,Champagne et flûte”, libello passato del tutto inosservato. Il fiasco letterario è all’origine di quella mal repressa e rancorosa polemica verso tutto e tutti che connota i suoi scritti.

Non notizie

 Posted by on 8 agosto 2013  No Responses »
Ago 082013
 

NonNotizie

Di cui, francamente, non ce ne frega nulla.

 

  • Marina Berlusconi che scende in politica.
  • Micaela Biancofiore che dice “nomen omen” riferendosi a se stessa.
  • I primi cento giorni del governo del “non fare”.
  • Michelle Hunziker incinta e in bikini al mare.
  • Renato Brunetta che attacca Roberto Benigni.
  • La prossima fiamma con la quale George Clooney si presenterà al festival di Venezia.
  • I servizi, su tutti i TG, su come vincere il caldo.
  • I servizi, su tutti i TG, su come alimentarsi con il caldo.
  • I servizi, su tutti i TG, su come gli anziani affrontano il caldo.
  •  Alessandro Del Piero a Jesolo.
  • Il ministro della difesa Mauro che si cala da un elicottero su una corvetta.

Banana Republic

 Posted by on 5 agosto 2013  No Responses »
Ago 052013
 

Antonio Albanese "Cetto Laqualunque"

 

Segnaletica stradale distrutta per fare posto ad un palco abusivo nel corso di una manifestazione di sostegno ad un evasore fiscale condannato in via definitiva.

In qualsiasi democrazia europea – e non – questo pregiudicato sarebbe agli arresti accompagnato  dall’indignazione di una intera nazione.

Qui, invece, gli si permette di comiziare e attaccare la magistratura. Di dare del cretino al sindaco di Roma che si è lamentato dei danni subiti. E di stabilire se il governo può durare o meno.

Stato di Diritto

 Posted by on 30 luglio 2013  2 Responses »
Lug 302013
 

Corte di Cassazione

Fra poche ore verrà emessa la sentenza della Corte di Cassazione riguardante Silvio Berlusconi.

Per la Corte non varranno “ragioni di stato” quali le ripercussioni – in caso di condanna – sulla vita del governo Letta. E non ci saranno supposte vendette giudiziarie verso una persona che per vent’anni ha fatto di tutto – leggi ad personam e quant’altro – per non essere giudicata.

L’unico punto di riferimento della Cassazione sarà il Diritto. Nient’altro che questo. Tutto il resto non interesserà al Collegio giudicante perchè non attinente. Si tratterà solo di stabilire, in maniera definitiva e inequivocabile, se una persona ha commesso un reato o meno. Il fatto che questa persona sia Silvio Berlusconi è ininfluente, come lo per qualunque altro cittadino di questa Repubblica che si trovasse nella stessa, identica situazione.

Stato di Diritto si chiama. In fondo è semplice capirlo.

Lug 262013
 

Enrico Letta, Piero Grasso, Giorgio Napolitano, Laura Boldrini

C’è qualcosa che in questa estate 2013 che non ci va giù. Per la verità non è che le ultime estati siano state migliori dell’attuale ma, politicamente parlando, questa puzza. E molto.

Il motivo è dato dalle dichiarazioni, quasi in simultanea, fornite dalle tre più alte cariche dello stato. Napolitano quando dice che: «le elezioni anticipate sono una patologia». Il presidente del senato Grasso quando si accoda con un: «bisogna garantire la stabilità quale che sia la sentenza su Berlusconi». E il presidente del Consiglio che punta il dito al suo stesso partito dicendo: «a me non ci sono alternative, nemmeno le elezioni». Poi, siccome dei tre è il più giovane e vuol sembrare trendy, etichetta con un «fighetti» tutti coloro che criticano l’attuale maggioranza da lui capeggiata.

Ci pare che tutto ciò non sia frutto del caso, ma figlio di una studiata regia alla quale non è sicuramente estranea l’anima berlusconiana. E, fateci caso, queste esternazioni – pericolosamente eccedenti dai propri ruoli istituzionali – sono tutte indirizzate al mantenimento di uno status quo presidenzialmente imposto, complice l’ignavia del PdL e del PD e la cecità del M5S.

Ecco l’odore che non ci piace, quello di una repubblica parlamentare esautorata, di fatto, da una repubblica semipresidenziale sconosciuta al nostro ordinamento.

Fighetti permettendo, naturalmente.

Lug 192013
 

risiko table

Dunque un paio di funzionari dell’ambasciata del Kazakistan hanno ordinato direttamente alla Polizia italiana di fare un blitz.

Polizia che ha prontamente ubbidito e senza che che il ministro degli interni ne sapesse niente.

Questo, in soldoni, è quanto emerge dalla versione ufficiale. Enrico Letta, poi, ha ribadito che è inoppugnabile il fatto che Alfano non ne fosse a conoscenza. Sulla scorta di ciò è stata respinta la mozione che richiedeva le dimisssioni del responsabile del Viminale.

Il Partito Democratico – quello stesso PD che un paio d’anni fa ironizzava, pur a ragione, sulla nipote di Mubarack – ha votato contro la mozione credendo alle dichiarazioni di Alfano.

Vediamo che linea terrà quando due funzionari della Jacuzia verranno a chiederci di riavere indietro dieci armate perse a Risiko perchè i dadi erano truccati.

Lug 172013
 

The Guardian. July 15, 2013

Calderoli e la Kiéngé. Questo sopra è lo screen del The Guardian online e, come si vede, la cosa all’estero non è passata inosservata. All’italiano che legge i giornali internazionali la cosa può sembrare pura cronaca ma chi, inglese in questo caso, interagisce con italiani (per lavoro o per studio) e legge il suo giornale, si preoccupa. Evidentemente a Calderoli sfugge – si sa che per lui l’ombellico del mondo è Bergamo Alta – che per colpa di simili idiozie gli italiani all’estero – veneti, lombardi, piemontesi e friulani compresi, si badi – vedono crescere intorno a loro i pregiudizi, subire battute più o meno velate, trovare ostacoli nell’ottenere un lavoro e, di conseguenza, incontrare più difficoltà a interagire socialmente con la realtà che li circonda. Come se non bastassero i secolari pregiudizi legati alla mafia, all’indolenza, alla furbizia mediterranea che ci ha contraddistinto nel mondo adesso arriva il razzismo.

I Bunga Bunga party, Ruby la nipote di Mubarak, l’affaire All Iberian, Obama l’abbronzato sono stati i pessimi esempi che all’estero hanno devastato per tutti questi anni l’immagine dell’Italia. Ma che hanno danneggiato, soprattuto, gli italiani che all’estero ci vivono.

Un Primo Ministro che rimane pervicacemente al suo posto pur essendo indagato e processato, fa passare il concetto che il suo comportamento sia stato ritenuto accettabile e condiviso dalla maggioranza degli italiani. Lo stesso può dirsi per un rappresentante istituzionale quale Calderoli che non si dimette dopo aver pronunciato un insulto razzista a un ministro della Repubblica. Al machismo arcoriano adesso si aggiunge il razzismo. E così l’idea che il razzismo e la mancanza di serietà data dalle non-dimissioni di Calderoli siano parte della mentalità italiana, comincia a farsi strada agli occhi degli stranieri.

Nel mondo ci sono milioni d’italiani che non sono nè razzisti, nè puttanieri, nè furbi disonesti. E sono italiani che lavorano, studiano, fanno ricerca. Che vivono culturalmente integrati nel tessuto connettivo della società di cui, spesso, sono protagonisti. Milioni di Ambasciatori di un paese ripiegato su se stesso e patrigno per non aver offerto loro l’opportunità di esprimere le loro potenzialità. Italiani capaci di dimostrare inventiva e laboriosità. Ma soprattutto animati da alto senso etico e Onestà.

Milioni di Ambasciatori che sono stati sputtanati dal Calderoli di turno e da coloro che hanno permesso che egli rivestisse una carica istituzionale.

Indecenti

 Posted by on 10 luglio 2013  No Responses »
Lug 102013
 

Sfidiamo chiunque a trovare fra tutte le democrazie del pianeta un paese dove il parlamento si permette di  scioperare per protesta contro un altro ordine dello stato: la magistratura.  E con lo scopo, nemmeno troppo nascosto, di mantenere in piedi un potere esecutivo legato alle sorti di un pregiudicato. Uno stupro, l’ennesimo, a questa sempre più fragile democrazia.

L’indecenza, anche dalla parti dell’ormai complice Partito Democratico, non ha più limite.

Lug 032013
 

foto di classe

In Italia la spesa per l’istruzione dei nostri ragazzi è rimasta la stessa per diciotto anni. Nel 2013 si spende, per studente, la stessa cifra del 1995. Lo conferma l’Ocse nel suo rapporto 2013 e il confronto con gli altri paesi dell’area diventa drammatico ove si consideri che, nello stesso periodo, la spesa per l’istruzione è cresciuta del 62% per studente.

Questa classe politica – vecchia e nuova – non riesce a capire che investire in istruzione e cultura è investire sul futuro di questo paese. Non capirlo vuol dire ritrovarsi un futuro tale e quale al presente. Un futuro di cassintegrati, di precari, di disoccupati, d’esodati, di partite Iva alla fame, di pensionati al minimo, di studenti senza futuro, di giovani che emigrano, di omosessuali e di nuovi italiani senza diritti.

Giu 262013
 

Charles Laughton

Il Partito Democratico prende atto della sentenza e la rispetta, senza commettere l’errore di confondere il piano giudiziario con quello politico.

Questo il comunicato con il quale il PD ha commentato la sentenza di condanna – in primo grado – di Silvio Berlusconi.

Vista la dichiarazione – un vero compendio d’ipocrisia –  vorremmo sapere dal PD se è consapevole che sta governando  – adesso lo ha stabilito una sentenza – con un deliquente.

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