Ottavina Reale

Ottavina Reale

Orfanella, cresce fortemente influenzata dai genitori adottivi, Alberto Manzi e Padre Mariano, dai quali mutua la convinzione che fede e ragione siano perfettamente coniugabili, a patto di avere un gran senso dell’umorismo. Mente razionale e vocata all’indagine matematica, ancor giovanissima incontra Douglas Adams che la introduce alla perfezione del numero 42. Da allora ogni mattina si volge a est e devotamente ringrazia per tutto il pesce. Di letture sobrie e rigorose, si concede rari momenti di sollazzo con operette umoristiche, fra le quali spicca l’opera omnia di Gabriele Amorth.

Nov 132013
 

Androgynous

Parlando dei minorenni che avevano rapporti sessuali con Gabriele Paolini, quotidiani come La Repubblica li definiscono quei “bravi ragazzi di Roma”.

Sorte linguistica molto differente tocca, sugli stessi media, alle ragazzine minorenni che si prostituivano ai Parioli, definite invece come “baby prostitute”.

Noi avremmo usato, parlando di minorenni, il banale termine “vittima”.  Ci piacerebbe che i cosiddetti giornalisti ci spiegassero la loro scelta di utilizzare due pesi e due misure.

Ott 282013
 

keepmum

Adesso – lo rivela The Guardian – sappiamo che l’NSA (National Security Agency) avrebbe spiato le comunicazioni telefoniche di almeno 35 leader politici e militari del mondo. Francia e Germania in testa , ma anche l’Italia, hanno fatto partire il coro delle proteste. Proteste giuste e lecite, per carità.

Vogliamo ricordare però tutte quelle volte che ci siamo sentiti dire che la sorveglianza sulle comunicazioni (come il tracciamento delle transazioni finanziarie e la raccolta sistematica di dati sensibili ) fossero azioni necessarie per combattere il terrorismo e la criminalità internazionale ad esso collegata.

E ricordiamo anche ciò che veniva risposto a chi chiedeva il rispetto del fondamentale diritto alla privacy e alla libertà individuale: “teme la sorveglianza solo chi ha qualcosa di poco lecito da nascondere”. Un mantra internazionale fatto all’epoca e abbracciato anche da chi adesso mostra indignazione.

Ma se non avete nulla di poco lecito da nascondere, perchè adesso v’indignate?

Rivoluzione Culturale

 Posted by on 11 ottobre 2013  No Responses »
Ott 112013
 

 Graf1

Il Rapporto Isfol è lo studio sul grado di competenze alfabetiche nei vari paesi. I due grafici che pubblichiamo parlano da soli. L’Italia risulta essere il fanalino di coda. Siamo dunque un popolo di analfabeti funzionali.

“Analfabeti funzionali” significa che non importa quanto sappiamo tecnicamente leggere, scrivere e far di conto. Le competenze alfabetiche si acquisiscono quando siamo capaci di usare le informazioni che acquisiamo tramite i mezzi di cui disponiamo. In buona sostanza quando dimostriamo quale capacità abbiamo di “comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere con testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità“.  Vista così non siamo solo ultimi: lo siamo in maniera drammatica.

Graf2

Non è un caso, quindi, che il nostro paese sia quello dove i diritti civili e sociali sono fermi al ‘900 mentre la società è profondamente cambiata e sono apparse nuove e diverse sensibilità. Non è casuale che da noi la competenza e la meritocrazia siano messe in secondo piano rispetto all’essere “figlio di” o “amico di”. Forse è per questo che, a differenza di tutte le democrazie consolidate, non siamo stati capaci di darci una ferrea regolamentazione che disciplini il rapporto fra proprietà dei mezzi d’informazione e acquisizione, tramite essi, del consenso politico. E non è un caso che la nostra azione – sia essa politica, economica, di lavoro, culturale – guardi solo all’oggi senza proiettarsi al dopodomani. Ed è il nostro analfabetismo funzionale che manda in malora il patrimonio artistico in un Paese in cui, sempre più spesso e ovunque si volga lo sguardo, tutto appare improvvisato e rabberciato ai limiti del cialtronesco.

Può essere solo un caso, infine, che in Italia l’assunzione della responsabilità sia un esercizio etico sconosciuto ai più? Che in Italia tutto avvenga per colpa di altri o a propria insaputa?
No, non è un caso, e sarebbe opportuno di ripartire da una meditazione sul Rapporto Isfol. Porre la crescita culturale del singolo individuo – e per conseguenza dell’intera collettività – come punto centrale per ogni azione di governo.

Certo risulta difficile pensare che la classe politica attuale possa farsi carico di questa emergenza culturale. Ma senza una vera e propria Rivoluzione Culturale non avremo futuro.

Tocca a noi averne consapevolezza, o sarà inutile tornare alle urne.

75 anni di razzismo

 Posted by on 15 luglio 2013  No Responses »
Lug 152013
 

Stephan Héssel,"Indignez-vouz!"

Il 15 luglio del 1938 venne pubblicato sul Giornale d’Italia il “Manifesto sulla purezza della Razza“. Vergognoso testo para-scientifico, propedeutico alle criminali leggi razziali introdotte da li a un anno dal fascismo.

Dopo settantacinque anni succede che l’eurodeputato Mario Borghezio dà del bongo-bongo al ministro Cecile Kyénge.  E il sodale di Borghezio, il vice-presidente del Senato della Repubblica Roberto Calderoli, la paragona a un orango. Giusto per sottolineare il concetto.

Succede anche che a Cuveglio (Varese) il dr.Gianantonio Valli – medico di base della locale ASL –  usi ricevere i propri pazienti fra un busto di Hitler, testi negazionisti e articoli contro il “flagello dell’immigrazione”.

Cosa deve ancora succedere per indignarsi sul serio?

Curriculì, curriculà

 Posted by on 8 luglio 2013  1 Response »
Lug 082013
 

Campus Ravenna: lavoro cerca università. 13 giugno 2013

 

Ma il plurale di curriculum non era curricula?

Fra persone comuni sbagliare un termine latino può essere al massimo un peccato veniale. Ma se a sbagliare il latino è un’ università, e addirittura l’università più antica del mondo occidentale, allora il peccato diventa imbarazzante.
Quella che riportiamo sopra è la locandina di un evento ufficiale organizzato dall’università del polo ravennate, che è una costola dell’Università di Bologna. Con il lodevole intento di avvicinare i giovani al mondo del lavoro, l’università di Ravenna invita i propri studenti a partecipare ad una serie di incontri che li aiuteranno a perfezionare “i loro curriculum”.

E’ vero: i tempi cambiano. Fino a pochi anni fa, se sbagliavi un plurale latino ti prendevano a bacchettate sulle mani, adesso è l’università stessa ad ammettere l’ignoranza e a ufficializzarla in locandina.  Forse ci troviamo in presenza di un progetto didattico di modernizzazione,  un tentativo di avvicinarsi al linguaggio giovanile semplificando le strutture di comunicazione. In quel caso allora prepariamoci ad un’università i cui docenti riterranno superfluo anche l’uso del congiuntivo. O forse l’errore può essere imputabile ad una banale svista tipografica, ma possibile poi che nessuno se ne sia accorto?
Certo è che l’università di Ravenna mostra di avere una gestione bizzarra, poiché già una volta aveva imbarazzato l’Alma Mater scegliendo di promuovere i propri corsi con l’utilizzo di signorine poco vestite che ammiccavano dai manifesti. Pur a discapito della cultura, per l’ateneo ravennate anche questo è un modo per assicurarsi un po’ di pubblicità a basso costo.

Nel frattempo, la città di Ravenna è ufficialmente candidata a Capitale Europea della Cultura per il 2019.

Giu 222013
 

Josefa Idem e P.Luigi Bersani, Ravenna Festa dell'Unità

 

Nella mia vita ho passato sempre tre settimane al mese in canoa. Ho sempre delegato ai tecnici. Ancora l’altro giorno, a mia precisa domanda, il commercialista ha risposto che era tutto a posto. Se avessi immaginato di avere in carico qualche irregolarità amministrativa non avrei accettato di fare il ministro.

A maggior ragione adesso dovrebbe dimettersi Ministra Idem. Dimostrerebbe così una dirittura morale pari al valore sportivo da lei dimostrato in passato. E la sua reputazione, nel tempo, andrebbe a rinforzarsi. Ma si sa, siamo in Italia. Un paese in cui sono sempre gli altri che, a nostra insaputa, fanno qualcosa danneggiandoci. Un paese dove etica e prassi quasi mai s’identificano.

Siamo in Italia ministro Idem, vero? Non in Germania. Purtroppo.


Mag 142013
 

London 1941, gas mask kiss

Giovedì 9 maggio la stazione di rilevamento sul vulcano di Mauna Loa, nelle isole Hawaii, ha registrato una concentrazione d’anidride carbonica nell’aria superiore a 400 ppm (parti per milione). Un limite mai toccato da quando esistono le rilevazioni atmosferiche. Si tratta del livello più alto mai raggiunto negli ultimi 3 milioni di anni e comunque da quando l’uomo è apparso sulla Terra.

La notizia a noi italiani ci era sfuggita tutti presi, come eravamo, a vedere un ex socialista che guiderà un partito di post-comunisti e post-democristiani e un ministro degli interni che invece di dirigere dal Viminale l’ordine pubblico scende in piazza con i manifestanti.

Apr 222013
 

Dinosaurs

Io sono cresciuta dentro a una falla spaziotemporale. Un luogo d’Italia talmente arretrato e negletto che anche negli anni ’80, quando il resto del mondo si faceva la permanente riccia e sculettava garrulo verso picchi di consapevolezza sessuale sulle note di Grease sognando John Travolta e Olivia Newton-John, da noi il mondo era ancora in biancoenero, e la scena sociale sembrava dipinta dal più cupo Pasolini, e il mondo era un combattimento di lupi affamati.

Non è che volevo stare a parlar di me, ma per spiegarmi era necessaria una premessa: io sono sempre stata tarda. Da bambina ero di quelle piene di entusiasmi e iniziative e di voglia di fare. Ma tarda a capire. Ricordo che adoravo i maschi.  Con loro c’era da sporcarsi, c’era da fare e da brigare, c’era da correre con la vita in gola. Forse come reazione a una educazione mummificata dei maschi amavo tutto e la sola cosa che volevo era essere parte del mucchio. Ma mi toccava stare un passo indietro, perché c’era una soglia oltre alla quale io non li capivo più. Dei maschi non capivo le improvvise sfuriate. Le collere cieche. Le guerre. Prove di forza scatenate da un niente. Per un minimo puntiglio amici per la pelle si saltavano alla gola a rotolarsi per terra, a darsele coi pugni. Poi si rialzavano, si cavavano la povere dai calzoni e ricominciavano a giocare come se niente fosse. Sanguinavano ma erano contenti, per loro l’importante era “fare finta che non”.

Ricordo che da più grandicella qualcuno cercò di spiegarmi che “si tratta di ormoni”: alcuni maschi sono eccessivamente e ciecamente aggressivi perché la natura lo vuole. Ancora non ho saputo darmi una risposta: sarà vero?
Mille anni dopo, da adulta, mi ritrovo impietrita davanti ai media ad assistere alla carneficina della politica italiana. Questa volta l’emergenza è l’elezione del Capo dello Stato, ma potrebbe essere qualsiasi altra cosa. Mi sembra di essere tornata piccola a osservare schieramenti di cui non capisco il senso. Da una parte, vedo i bambini ottusamente dominatori della mia infanzia. Li chiami Grillo o Berlusconi, ma sono uguali: corrono verso il muro, non possono accettare mediazioni, piuttosto muoiono e fanno morire tutto il branco insieme a loro. Dalla parte opposta ci vedo il bambino che per amor di sintesi chiamerò D’Alema, perché nella storia è così comune da assumere talmente tanti nomi che te lo puoi confondere per quanto sa appiattirsi sullo sfondo: il bimbo belloccio e talentuoso e pavido, l’ammaliatore che manda avanti gli altri a sputare il sangue e a prendersi le botte. Strizzati nel mezzo ci vedo i patetici bambini decrepiti, Rodotà in primis, seguito dal bimbo Prodi che adesso sta nell’angolino a battere i piedi bizzoso perché non gli è arrivato il giocattolo promesso. Attorno, i piccoli Bersani, così stolti da non riuscire neanche adesso a rendersi conto di non avere mai contato niente: il bambino grassottello e defilato cui non era parso vero che il belloccio di turno gli desse una pacca sulla spalla e gli dicesse “vai, e conquista in nome mio”.

Noi, italiani tutti, siamo stati complici e elettori di questa farsa, quindi non ci è dato il beneficio della lamentazione tardiva. Latente, aleggia su di noi la consapevolezza di aver eletto politici cui non importa assolutamente nulla del nostro benessere, perfettamente sacrificabile alle loro private pulsioni.

A me, dall’osservatorio patologico del mio paesello anni ’50 restano le domande cruciali: è dunque vero che la politica è solo la dimensione adulta del gioco infantile?  La politica va davvero declinata solo al maschile poiché essa è il terreno in cui l’importante è far scorrere l’adrenalina, e vivere l’esperienza del combattimento e della battaglia?

E sullo sfondo di tale scenario, dove si colloca la componente femminile dell’elettorato?

Cardinali ISO 9000

 Posted by on 6 marzo 2013  No Responses »
Mar 062013
 

Quality Church

La mia condotta sessuale è scesa al di sotto dello standard che si dovevano aspettare da me come prete, arcivescovo e cardinale.

Con queste parole il cardinale scozzese Keith O’Brien – che per trenta anni ha sessualmente molestato giovani seminaristi – ha presentato le sue scuse alle persone offese.

Dunque ricapitoliamo. Da una parte ci siamo noi, le persone comuni. Che veniamo additate come persone corrotte, e spesso come spregevoli assassini, da O’Brien e i suoi sodali ogni volta che difendiamo le unioni omossessuali, il testamento biologico, la fecondazione assistita, la ricerca scientifica sugli embrioni.

Dall’altra parte c’è O’ Brien che minimizza la sua condotta parlando di standard e giudica il suo comportamento alla stregua di un calo qualitativo della sua prestazione professionale. Un po’ come la Duna: al di sotto degli standard che l’acquirente FIAT si aspettava.

Insomma,  il pedofilo O’Brien è soltanto reo di non aver rispettato le norme ISO 9000.

 

Campa cavallo

 Posted by on 20 febbraio 2013  No Responses »
Feb 202013
 

Disaster

Mettiamola così. Uno compra del cibo credendo a ciò che sta scritto sulla confezione. Poi scopre di aver mangiato, per anni, tutt’altra roba: alimenti animali non dichiarati in etichetta e, probabilmente, di dubbia tracciabilità e qualità.

L’azienda che produce gli alimenti sotto accusa – la Nestlè, scoperta con le mani nel sacco – viene a dirci che non c’è nessun pericolo per la salute. E allora la domanda che sorge spontanea è : “ma perchè ritiri un prodotto dal mercato se non è dannoso per la salute ?”.

La stessa azienda poi tenta di rassicurarci dicendo che da oggi in poi i nuovi prodotti verranno testati per verificare l’esatta rispondenza fra il prodotto stesso e ciò che viene dichiarato in etichetta. Grazie, e fino ad adesso che avete fatto?  Non controllavate ?

Alla fine ci balena un’idea: stai a vedere che l’effetto Scajola – ricordate? quello della casa acquistata a sua insaputa – si è diffuso anche nel mondo delle multinazionali dell’agroalimentare. Stai a vedere che qualche dipendente infedele ha messo della carne di cavallo – ma avrebbe potuto mettere anche quella di scimpanzè – nella catena produttiva all’insaputa dell’Azienda.

Vabbè, fate prima a dirci che ci avete preso – e continuate a farlo – per il culo.

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