Theo Stephanides

Theo Stephanides

mag 262011
 

Sul sito della Moratti, sezione “Cose fatte” – “I cento progetti realizzati”, si legge quanto segue: “Grazie alle sue bellezze e al nostro impegno per la cultura, Milano è oggi una meta turistica, terza in Europa alle spalle di Parigi e Roma”.

Perbacco, uno può pensare, da non credere! E infatti, molto meglio non crederci.

Come si può leggere sul sito dell’organizzazione Euromonitor International, che ogni anno rilascia la classifica delle città più visitate, Milano è ben lungi dall’essere la terza meta turistica d’Europa. Nel 2009 è risultata essere 63esima a livello mondiale e 22esima a livello europeo, come mostra questo elenco.

Inoltre, proprio pochi giorni fa  il sito del giornale La Repubblica ha messo online quelle che sono le mete italiane preferite secondo le medie dei “rating” pervenuti nell’ultimo anno a TripAdvisor. Le quindici destinazioni predilette dai turisti che mettono piede sulla nostra penisola sono, in ordine, le seguenti:

Roma, Venezia, Firenze, Capri, Amalfi, Positano, Sorrento, Pompei, Taormina, San Gimignano, Siena, Assisi, Città del Vaticano, Como, Portofino.

Nessuna traccia di Milano (va tutto male a madame Letizia, non solo Milano non è tra le più visitate, ma neanche tra le preferite…).
Ora, non è che questo sia un argomento basilare per farsi un’opinione su un candidato alla poltrona di sindaco di una città, ma, mi chiedo, perché mentire?

In fondo, però, questi sono solo peccati veniali. E’ il resto della campagna elettorale di madame che è uno sfacelo, come riassume brevemente Giuseppe Civati qui. Per fortuna i milanesi hanno voglia di cambiare. Chiudo questo articoletto invitando i lettori a guardare il video qui a fianco,  nella sezione Spotlight; video della meravigliosa folla in bicicletta che un paio di giorni fa ha gioiosamente animato, come in una grande festa all’aperto, le strade della città.

mag 142011
 

Gentile Moratti, io voterò Pisapia.

Dato che le elezioni amministrative sono (anche) una valutazione dell’operato del sindaco uscente, non ritengo di dover dare il mio voto a un candidato che non ci consegna affatto  una città migliore di quella che era cinque anni fa, ma  che ci lascia in eredità una città con i soliti, gravi, problemi irrisolti.

Un tempo, diciamo fino alla Milano da bere, la nostra era una città bella, vivibile, piena di fermento, di voglia di fare, con un potenziale immenso. Una città che poteva diventare “grande” anche a livello europeo. Ora, il confronto con le grandi città europee è impietoso; Milano è brutta, invivibile, inquinatissima, caotica, piena di problemi regolarmente ignorati da chi dovrebbe amministrarla. Dato che si sta parlando delle elezioni amministrative prossime venture e non di quelle passate, vale la pena ricordare giusto un paio di cose (sicuramente poche, non sarebbe possibile menzionare tutto in poco spazio).

La qualità della vita è veramente bassa: l’inquinamento è sempre alle stelle, ma davvero vuole farci credere che l’Ecopass sia la soluzione allo smog? O peggio ancora quella cretinata immane delle domeniche a piedi che hanno come unico effetto quello di esasperare dei cittadini già allo stremo?);il traffico è un incubo; le piste ciclabili una cosa ridicola, perché non si fa un giro nelle città del nord Europa per vedere cosa vuol dire incoraggiare i cittadini a usare le biciclette?

La raccolta differenziata, già tra le più basse della Lombardia, sta calando e non si fa niente per la raccolta dell’umido ( ecco un articolo); non è stato fatto assolutamente nulla per quella che è ormai una discarica di amianto tra via Bonfadini e via Toffetti (forse ha bisogno che qualcuno le spieghi i danni procurati all’organismo dall’esposizione all’amianto? Oppure lo sa e semplicemente se ne frega?); quando piove appena un po’ di più del normale il Seveso straripa e allaga strade e cantine, vogliamo dire che è uno spettacolo indegno di una grande città?

Il verde a Milano è pochissimo, cosa ha fatto per incrementarlo?

Ha affermato che la mafia a Milano non esiste, non è che negare la realtà sia un modo molto saggio di affrontare i problemi; solo l’aver pensato di intitolare una via (o un giardino, o una piazza, poco cambia) a Craxi è roba che fa accapponare la pelle; le vicende delle nomine d’oro e dello spoil-system (basta guardare su Wikipedia) e la storia della bat-casa del figlio sono tipiche di un modo di gestire il potere politico che non è più accettabile o tollerabile; il fango e le menzogne gettate sul candidato Pisapia nel corso del confronto televisivo (12) la qualificano per quella che è: alleata del peggior premier degli ultimi 150 anni, da cui dimostra di aver appreso benissimo gli squallidi metodi politici; scusi, ma lei che razza di gente frequenta?

Mi viene in mente un’ultima considerazione (ma quante ce ne sarebbero…): come donna, trovo ributtante legarsi in un qualsivoglia modo, foss’anche solo politico, a un elemento come Berlusconi che le donne le tratta come zerbini.

Letizia Moratti, con le cose che ha fatto, con quelle che non ha fatto, con i suoi impresentabili e inaccettabili alleati politici, si colloca a livelli veramente mediocri.

Milano invece ha bisogno di risollevarsi e volare alto se vuole tornare ad essere capitale morale, città di cui andare fieri, in cui sia bello vivere, all’avanguardia per qualità di vita e servizi sociali. Un cambiamento è possibile, basta volerlo.

ott 072010
 

I fatti sarebbero questi: il dottor Carlo Rando, medico chirurgo e docente dell’Istituto Tecnico Industriale Statale-Liceo Scientifico Tecnologico “Ettore Molinari” di Milano , qualche mese fa ha portato in classe quattro conigli da sezionare per una lezione di anatomia. Uno di loro, tuttavia, era ancora vivo; il docente  ha provato a ucciderlo a mani nude, strangolandolo e/o prendendolo a pugni, ma non riuscendoci lo ha preso a martellate sulla testa per finirlo, il tutto davanti agli studenti. La notizia può essere letta qui , qui , qui , qui e in vari altri siti. Continue reading »

lug 182009
 

E’ solo per un inconveniente tecnico che non ci è stato possibile postare il ricordo di Giorgio Ambrosoli nel giorno esatto in cui ricorreva il trentennale della morte.

L’avvocato Ambrosoli ricevette nel ’74 dall’allora Governatore della Banca d’Italia Guido Carli l’incarico di liquidare la Banca Privata Italiana di proprietà di Sindona; se le indagini svolte in precedenza avevano evidenziato solo irregolarità e carenze amministrative, le ricerche di Ambrosoli portarono alla luce molto di più arrivando alla società Fasco, il centro nevralgico di tutti gli affari di Sindona, e alla fitta ragnatela mediante la quale si riciclavano soldi legati al narcotraffico della mafia e ad altri affari illegali. Le sistematiche violazioni del codice penale e delle leggi bancarie risultavano in drammatici aggravi sui risparmiatori e sulla collettività. Continue reading »

lug 052009
 

Nei giorni scorsi sono apparse su alcuni siti due notizie: la prima riguardante l’elezione di Miss Culetto d’Oro, la seconda un finto annuncio di un casting per entrare nel mondo che conta, cioè in politica.
Il talent scout e manager Lele Mora ha organizzato nei giorni scorsi il concorso di Miss Culetto d’Oro nell’ambito del PokerStars Event, come al solito a Porto Cervo. Le foto ritraggono lui e i suoi “aiutanti” intenti a “valutare”, toccando con mano, il fondoschiena delle partecipanti. Partecipanti o bestie da macello? Continue reading »

apr 212009
 

Ad Atene, le forze armate guidate dal generale Pattakos e dai colonnelli Papadopulos e Makarezos compiono un colpo di Stato e s’impadroniscono del potere. Alessio D’Angiò Borbone Conde scriverà in un suo libro autobiografico, nel quale parla dei suoi rapporti con Costantino Plevris, che era stato applicato il piano ‘Prometeo’, predisposto dalla Nato per fronteggiare l’avanzata comunista in Grecia.

fonte: Fondazione Cipriani

La dittatura dei colonnelli – la Giunta – sarebbe durata fino al 1974. Come in ogni dittatura che si rispetti, i diritti civili vennero soppressi, gli oppositori perseguitati, incarcerati, torturati, mandati in esilio.

Gladio fece pagare alla Grecia uno dei prezzi più alti per la sua istituzione.