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	<title>Minitrue &#187; Ambiente &amp; Scienza</title>
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		<title>AIDS e HIV: una malattia sotto silenzio</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 05:43:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laredazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Scienza]]></category>
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		<description><![CDATA[Il dati pubblicati dal Centro Operativo Aids del Ministero della Salute, attivato nel corso del 2011 in tutte le regioni italiane, descrivono chiaramente una malattia che sta cambiando target. Nel 2010 sono stati diagnosticati 5,5 nuovi casi di positività al virus Hiv ogni 100.000 residenti ma il tasso di incidenza, da solo, non basta a <a href='http://minitrue.it/2012/05/aids-e-hiv-una-malattia-sotto-silenzio/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class=\"lightbox\" title=\"1919. Margaret D. Foster, Woman Chemist\" href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL21pbml0cnVlLml0L3dwLWNvbnRlbnQvdXBsb2Fkcy8yMDEyLzA1L01hcmdhcmV0LUQtRm9zdGVyX2NoZW1pc3QuanBn"><img class="aligncenter  wp-image-17609" title="1919. Margaret D. Foster, Woman Chemist" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/05/Margaret-D-Foster_chemist.jpg" alt="" width="292" height="246" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il dati pubblicati dal <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5zYWx1dGUuZ292Lml0L2RldHRhZ2xpby9wZFByaW1vUGlhbm9OZXcuanNwP2lkPTMyNSZhbXA7c3ViPTEmYW1wO2xhbmc9aXQ=">Centro Operativo Aids</a> del Ministero della Salute, attivato nel corso del 2011 in tutte le regioni italiane, descrivono chiaramente una malattia che sta cambiando target. Nel 2010 sono stati diagnosticati 5,5 nuovi casi di positività al virus Hiv ogni 100.000 residenti ma il tasso di incidenza, da solo, non basta a delineare i contorni di questo fenomeno.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto – per fornire un identikit del nuovo contagiato – a contrarre il virus nel nostro paese sono principalmente gli stranieri residenti, che rappresentano circa un terzo dei nuovi casi; l’incidenza è sensibilmente maggiore nel centro-nord del paese e ad ammalarsi sono sempre di più maschi eterosessuali che si espongono a rapporti non protetti. Calano sensibilmente i nuovi contagi tra gli utilizzatori di sostanze stupefacenti per via endovenosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni Ottanta il profilo, anche mediatico, del malato sieropositivo coincideva con il maschio bianco, giovane, omosessuale e/o utilizzatore di sostanze per via iniettiva mentre oggi questo stereotipo cede il passo a una vera e propria normalizzazione della malattia. Per normalizzazione si intende un cambiamento di segno della malattia stessa che invece di essere direttamente associabile ad una tipologia definita di persone si diffonde nella popolazione e colpisce tutte le fasce sociali.</p>
<p style="text-align: justify;">Le persone che hanno scoperto di essere Hiv positive nel 2010 hanno infatti mediamente un’età più alta che in passato  (35 anni le donne e 39 gli uomini) e vengono spesso diagnosticate in una fase avanzata della malattia, quando la compromissione del sistema immunitario è già molto grave e la possibilità di sopravvivere con un’alta qualità di vita – grazie al sostegno dei farmaci antiretrovirali – diminuisce.</p>
<p style="text-align: justify;">Complessivamente, il numero delle persone viventi con infezione da Hiv è aumentato – anche grazie all’allungamemnto della sopravvivenza dei malati – passando dai 135.000 casi nel 2000 ai 157.000 casi nel 2010. Infine, dato importante, sta aumentando il numero di malati che contraggono la malattia dopo i 50 anni d’età.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimo 10 anni, a fronte di un aumento nel numero di nuovi casi di Hiv registrati, l’unica cosa che ha continuato a diminuire è l’interesse nei confronti di questa malattia e l’investimento nella pubblicizzazione mediatica dei rischi. L’Aids, come grande malattia infettiva, ha ceduto il passo – soprattutto nel nostro immaginario – ad altri generi di emergenza come, ad esempio, il rischio delle pandemie influenzali.<br />
Un dato su tutti invece dovrebbe portarci a riflettere: la scoperta della malattia in una fase conclamata segnala infatti due cose importanti. La prima è che le persone che oggi si ammalano ricadono al di fuori di quelli che una volta venivano percepiti – a torto o a ragione – come gruppi sociali a rischio. Si tratta cioè di persone che non percepiscono quanto il loro comportamento li esponga. La seconda è che il silenzio mediatico che circonda il tema dell’Hiv, il suo essere “passato di moda”, contribuisce alla diminuzione, nella popolazione, della percezione di questo rischio.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di due elementi micidiali, in grado di generare una recrudescenza grave di questa malattia e che, in conclusione, ci portano anche ad un’amara considerazione in tema di laicità.<br />
Solo pochi decenni fa l’Hiv rappresentava la malattia di gruppi percepiti, principalmente da una certa cultura cattolica, come “devianti” sui quali ricadeva la giusta “punizione divina”.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando chi si espone al rischio invece smette di essere il drogato o il gay e prende i contorni “rassicuranti” del padre di famiglia, eterosessuale che paga prostitute straniere, la punizione divina diventa incredibilmente silenziosa, come a voler non far parlare di sé.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: xx-small;"><strong>fonte</strong>: <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5jcm9uYWNoZWxhaWNoZS5pdA==" target=\"_blank\">Cronache Laiche</a></span></p>
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=17604" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;amianto continua ad uccidere</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 06:53:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laredazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Amianto]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>

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		<description><![CDATA[A vent’anni dalla messa al bando dell’amianto, ancora oggi sono in attesa di bonifica circa 50mila edifici. In Italia abbiamo cento milioni di metri quadrati di strutture in cemento-amianto e 600mila metri cubi di amianto friabile. Sono i dati resi noti in un dossier da Legambiente che denuncia: «I censimenti sono ancora al palo e <a href='http://minitrue.it/2012/04/lamianto-continua-ad-uccidere/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-17253" title="London 1914" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/04/bricklayer-women1.png" alt="" width="395" height="266" /></p>
<p style="text-align: justify;">A vent’anni dalla messa al bando dell’amianto, ancora oggi sono in attesa di bonifica circa 50mila edifici. In Italia abbiamo cento milioni di metri quadrati di strutture in cemento-amianto e 600mila metri cubi di amianto friabile. Sono i dati resi noti in un dossier da Legambiente che denuncia: «I censimenti sono ancora al palo e le bonifiche vanno a rilento, mentre aumentano i malati di mesotelioma pleurico. L’amianto è un killer sottovalutato, servono bonifiche urgenti per tutelare la salute dei cittadini».</p>
<p style="text-align: justify;">La stessa valutazione dell’entità del problema è nebulosa. Il Cnr, infatti, ha calcolato che ci sono oltre 32 milioni di tonnellate sul territorio nazionale &#8211; prendendo in considerazione però solo le onduline di cemento amianto &#8211; , mentre secondo i dati elaborati da Legambiente nello studio ancora oggi sono in attesa di bonifica circa 50mila edifici tra pubblici e privati. Le regioni, ricorda gli ambientalisti, secondo quanto previsto dalla legge 257/92, avrebbero dovuto predisporre un piano di censimento, bonifica e smaltimento dopo 180 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento. Ma ancora in alcune regioni tale piano è in corso di approvazione (Abruzzo, Molise e Calabria, per esempio). E anche laddove il piano esiste, le azioni che lo dovrebbero seguire, come la mappatura dei manufatti contaminati, difficilmente arrivano.</p>
<p style="text-align: justify;">Addirittura, come spiega Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente, «<em>rischiano di essere cancellati anche provvedimenti positivi nella lotta all’amianto come l’extra-incentivo di 5 centesimi a kWh, previsto dal quarto Conto energia, per chi sostituisce le coperture in eternit con pannelli fotovoltaici</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio nel ventennale della legge, la Puglia ha presentato il suo piano. «Il nostro obiettivo è una regione ad amianto zero», ha annunciato il presidente della Puglia, Nichi Vendola, presentando il Piano per lo smaltimento dell’amianto approvato dalla giunta e ora al vaglio degli organismi consiliari. «S<em>i tratta di 1.750.000 metri cubi di materiale che va sottratto al contatto umano</em> &#8211; ha ricordato il governatore. &#8211; <em>Siamo la prima regione del centro sud ad aver fatto il censimento cominciandolo nel 2005</em>».</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: xx-small;"><strong>immagine</strong>: <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5pd20ub3JnLnVrLw==" target=\"_blank\">Imperial War Museum London </a></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: xx-small;"><a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5pd20ub3JnLnVrLw==" target=\"_blank\"><br />
</a></span></p>
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=17251" width="1" height="1" style="display: none;" /><div class="SPOSTARBUST-Related-Posts"><H5>Leggi anche:</H5><ul class="entry-meta"><li class="SPOSTARBUST-Related-Post"><a title="Le conseguenze del federalismo demaniale" href="http://minitrue.it/2010/07/le-conseguenze-del-federalismo-demaniale/" rel="bookmark">Le conseguenze del federalismo demaniale</a></li>
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</ul></div>]]></content:encoded>
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		<title>Africa pattumiera d&#8217; Europa</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Mar 2012 07:01:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jeremy A. Brady</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Come un fiume carsico, migliaia di tonnellate di rifiuti elettronici spariscono ogni anno in Europa per emergere in Africa. È quanto sostiene Andreas Manhart dell’ ÖKo Institute, in Germania. Il ricercatore ha collaborato alla realizzazione dello studio “Dove finiscono i R.A.E.E. (rifiuti apparecchiature elettriche e elettroniche) in Africa?” prodotto dal programma Ambiente delle Nazioni Unite. <a href='http://minitrue.it/2012/03/africa-pattumiera-d-europa/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL21pbml0cnVlLml0Lz9hdHRhY2htZW50X2lkPTE2ODk1"><img class="aligncenter  wp-image-16895" title="London (Croydon) 1921: Dustmen" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/03/Grandad_vintage_750px.jpg" alt="" width="395" height="278" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Come un fiume carsico, migliaia di tonnellate di rifiuti elettronici spariscono ogni anno in Europa per emergere in Africa. È quanto sostiene <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5vZWtvLmRlL3RoZV9pbnN0aXR1dGUvc3RhZmYvZG9rLzY0MS5waHA/aWQ9MTUz" target=\"_blank\">Andreas Manhart</a> dell’ <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5vZWtvLmRlL2hvbWUvZG9rLzU0Ni5waHA=" target=\"_blank\">ÖKo Institute</a>, in Germania.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ricercatore ha collaborato alla realizzazione dello studio “Dove finiscono i R.A.E.E. (rifiuti apparecchiature elettriche e elettroniche) in Africa?” prodotto dal programma Ambiente delle Nazioni Unite. I rifiuti elettronici prodotti dai cittadini europei vengono riciclati solo per un terzo all’interno dei confini UE, il resto va in discarica o esportato come componentistica di seconda mano nei paesi africani. Stati dell’Africa occidentale, come Benin, Costa d’Avorio, Ghana, Liberia e Nigeria, assorbono decine di migliaia di tonnellate di scarti elettronici tra elettrodomestici vecchi, televisori, telefoni cellulari e computer.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo lo studio delle Nazioni Unite, 220mila tonnellate di prodotti elettrici ed elettronici sono stati spediti dall’Unione europea in Africa occidentale nel 2009. In Ghana solo il 30% della componentistica elettronica arrivata dall’Europa era riutilizzabile, il resto, secondo il rapporto, è inutilizzabile. E l’80% dei container carichi di raee arriva nel paese africano proprio dall’Europa, contro un 4% di provenienza asiatica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il rapporto può essere letto (e scaricato) <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5vZWtvLmRlL2luY2x1ZGUvZG9rLzIyNS5waHA/aWQ9JmFtcDtkb2tpZD0xMzcyJmFtcDthbnplaWdlPWRldCZhbXA7SVRpdGVsMT0mYW1wO0lBdXRvcjE9JmFtcDtJU2NobGFndzE9JmFtcDtzb3J0aWVyZW49JmFtcDtzdWNoYmVncmlmZj1yYWVlJTIwYWZyaWNhJmFtcDttYXRjaD1vcg==" target=\"_blank\">qua</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=16892" width="1" height="1" style="display: none;" /><div class="SPOSTARBUST-Related-Posts"><H5>Leggi anche:</H5><ul class="entry-meta"><li class="SPOSTARBUST-Related-Post"><a title="Energia nucleare in Italia: Berlusconi tenta di cambiare rotta" href="http://minitrue.it/2011/03/energia-nucleare-in-italia-berlusconi-tenta-di-cambiare-rotta/" rel="bookmark">Energia nucleare in Italia: Berlusconi tenta di cambiare rotta</a></li>
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</ul></div>]]></content:encoded>
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		<title>Europa: sempre meno terre fertili</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 06:46:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laredazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Interni]]></category>
		<category><![CDATA[Ambientalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Stop al degrado del suolo con interventi più incisivi: è questo il messaggio lanciato dalla Commissione europea agli stati membri. Secondo le ultime relazioni dell’esecutivo Ue, fra il 1990 e il 2006 sono andati persi mille chilometri quadrati l’anno di suolo fertile, cioè un’area equivalente a quella dell’isola di Cipro. Si stima inoltre che l’erosione <a href='http://minitrue.it/2012/02/europa-sempre-meno-terre-fertili/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-16635" title="France" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/02/erosion.jpg" alt="" width="361" height="272" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Stop al degrado del suolo con interventi più incisivi: è questo il messaggio lanciato dalla Commissione europea agli stati membri. Secondo le ultime relazioni dell’esecutivo Ue, fra il 1990 e il 2006 sono andati persi mille chilometri quadrati l’anno di suolo fertile, cioè un’area equivalente a quella dell’isola di Cipro.</p>
<p style="text-align: justify;">Si stima inoltre che l’erosione del suolo causata dall’acqua interessi 1,3 milioni di chilometri quadrati nel vecchio continente, una superficie equivalente a due volte e mezzo la Francia. “<em>Queste relazioni evidenziano quanto sia importante preservare i suoli europei</em> &#8211; afferma il commissario Ue all’Ambiente, Janez Potocnik, &#8211; <em>per salvaguardare l’approvvigionamento di prodotti alimentari di qualità, di acque sotterranee pulite e di luoghi di svago salubri, assicurando nello stesso tempo una riduzione delle emissioni di gas serra</em>”. Secondo Potocnik, “<em>dobbiamo utilizzare le risorse provenienti dal suolo in modo più sostenibile. A questo scopo, un approccio comune in tutta l’Ue sarebbe la soluzione ideale</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’attenzione è alta anche in Italia. Dove un milione e cinquecentomila ettari di superficie agricola, pari all’8% del totale, sono scomparsi in dieci anni, principalmente nel nord e nel centro. L’allarme è partito da Italia Nostra e Coldiretti nel corso dell’incontro “<a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5ncmVlbnJlcG9ydC5pdC9fbmV3L2luZGV4LnBocD9wYWdlPWRlZmF1bHQmYW1wO2lkPTE0NTU1" target=\"_blank\">Il volto dell’Italia. Paesaggi agrari: bellezza, sostenibilità, economia</a>” tenutosi nei giorni scorsi a Roma. Il consumo del suolo è inarrestabile, avvertono gli esperti: è una tendenza in costante crescita “<em>con conseguenze gravissime e pesanti per tutto il paese</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello stesso periodo sono scomparse 800mila aziende, il 32% del totale. Ma il 46% degli italiani nella scelta di una vacanza considera l’ambiente incontaminato e ricco di paesaggi naturali l’elemento determinante, seguito dal 39% che guarda alla presenza del patrimonio culturale e di buona gastronomia.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: xx-small;"><strong>fonte</strong>: <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5lLWdhemV0dGUuaXQvaW5kZXguaHRt" target=\"_blank\">e-gazette</a></span></p>
<p style="text-align: justify;">
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=16633" width="1" height="1" style="display: none;" /><div class="SPOSTARBUST-Related-Posts"><H5>Leggi anche:</H5><ul class="entry-meta"><li class="SPOSTARBUST-Related-Post"><a title="Guerra e Ambiente" href="http://minitrue.it/2010/11/guerra-e-ambiente/" rel="bookmark">Guerra e Ambiente</a></li>
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		<title>I veleni della Costa Concordia</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 07:31:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laredazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Scienza]]></category>
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		<category><![CDATA[Costa Concordia]]></category>
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		<description><![CDATA[Immaginate per un momento la quantità di rifiuti che può produrre in un solo giorno una città di quattromila persone, o un grosso quartiere di una metropoli. Aggiungete i beni personali di ogni abitante, e le sue provviste alimentari di tre settimane. Sotto la Costa Concordia c’è una città fantasma che ha gettato addosso alle <a href='http://minitrue.it/2012/02/i-veleni-della-costa-concordia/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-15966" title="ship" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/02/ship.jpg" alt="" width="385" height="239" /></p>
<p style="text-align: justify;">Immaginate per un momento la quantità di rifiuti che può produrre in un solo giorno una città di quattromila persone, o un grosso quartiere di una metropoli. Aggiungete i beni personali di ogni abitante, e le sue provviste alimentari di tre settimane. Sotto la Costa Concordia c’è una città fantasma che ha gettato addosso alle preziose acque dell’isola del Giglio tutto quello che conteneva.</p>
<p style="text-align: justify;">Le operazioni di svuotamento del carburante (2380 tonnellate) sono state rimandate a causa delle condizioni del tempo, e man mano che le ore passano il rischio di inquinamento marino aumenta inevitabilmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Le profondità marine nascondono sapientemente ai nostri occhi la gigantesca mole di materiale che da quasi venti giorni soffoca fauna e flora dell’Arcipelago Toscano. Ma là sotto c’è un mondo intero, e l’inventario di sostanze chimiche, cibi e bevande fornito dalla Protezione Civile è come uno schiaffo che ci sveglia dal torpore del voler rimuovere il tutto, e velocemente.</p>
<p style="text-align: justify;">1.351 metri cubi di acque grigie e nere, 41 di oli lubrificanti, oltre 1200 litri di smalti densi e liquidi, e altri svariati di gasolio, pitture, detersivi e prodotti chimici. Senza contare i contenitori di cibi e bevande, le materie plastiche e gli arredamenti di negozi e cabine. Un universo artificiale, insomma, una discarica sommersa in una delle aree più belle del Mediterraneo.</p>
<p style="text-align: justify;">Legambiente ha annunciato nei giorni scorsi che si costituirà parte civile nel processo sul disastro della Costa Concordia, e invita gli enti locali e il Parco dell’Arcipelago Toscano a chiedere il giusto indennizzo. «Il danno ambientale purtroppo c’è già – spiega Antonio Gentili, della segreteria nazionale dell’associazione – e dovrà essere risarcito dai diretti responsabili. Non parliamo solo del carburante, ma delle sostanze tossiche e pericolose che si stanno riversando in mare e che devono essere smaltite in sicurezza al più presto».</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà l’agenzia regionale toscana per la protezione ambientale (Arpat) non ha rilevato tossicità oltre i limiti nei campioni prelevati la scorsa settimana (come confermato anche dal commissario per l’emergenza Franco Gabrielli), ma potrebbe essere solo questione di tempo, le acque attorno al relitto della nave cominciano ad essere maleodoranti.</p>
<p style="text-align: justify;">I vertici di Legambiente hanno anche scritto al ministro dell’ambiente Corrado Climi affinché avvii subito l’iter istitutivo di Area Marina Protetta (AMP) per le isole maggiori dell’Arcipelago Toscano, ovvero il Giglio e l’Elba: «Sebbene esista una legge quadro sulle Aree Protette, datata 1991 e poi rinnovata, l’AMP non è mai entrata in vigore anche per opposizione degli stessi poteri locali che sollecitano gli “inchini” delle navi da crociera rasenti alle coste. Perché il grattacielo del mare di Costa Crociere naufraga dove è vietato il passaggio anche a un gozzo?», chiedono.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo proposito, in puro stile italiano, le istituzioni si stanno muovendo ora per emanare una sorta di “decreto salvacoste”, un provvedimento che tuteli maggiormente le coste dal passaggio delle grandi navi passeggeri. La bozza messa in circolazione dai Ministeri delle Infrastrutture e dell’Ambiente prevede il divieto di “navigazione, ancoraggio e sosta delle navi adibite a merci o passeggeri superiori alle 500 tonnellate di stazza lorda nella fascia di mare compresa tra la costa e le tre miglia marine dal perimetro esterno di aree protette nazionali, marine e costiere”. Si vieta inoltre “il transito nel canale di San Marco e nel canale della Giudecca, a Venezia, alle navi adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori a 40 mila tonnellate di stazza”. In questo modo si interverrebbe anche nei confronti della città più “visitata” dagli inchini delle navi da crociera, e per questo minacciata da inquinamento e movimenti irregolari dei delicati fondali della laguna, dovuti all’alto traffico marittimo. Ricordiamoci tra l’altro che le emissioni quotidiane di anidride carbonica di una nave da crociera equivalgono a quelle di ben 12 mila automobili.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se la bozza diventasse effettivamente decreto, viene da chiedersi come mai nel nostro Paese si cerca di correre ai ripari sempre dopo che il peggio è già avvenuto. Una storia, questa, che si ripete all’infinito.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: xx-small;"><strong>fonte</strong>: <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5kaXJpdHRvZGljcml0aWNhLmNvbQ==" target=\"_blank\">Diritto di Critica</a> &#8211; &#8220;Ecco cosa c&#8217;è sotto la Costa Concordia&#8221;</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=15959" width="1" height="1" style="display: none;" /><div class="SPOSTARBUST-Related-Posts"><H5>Leggi anche:</H5><ul class="entry-meta"><li class="SPOSTARBUST-Related-Post"><a title="L&#8217;Italia vende palazzi e spiagge" href="http://minitrue.it/2010/08/litalia-vende-palazzi-e-spiagge/" rel="bookmark">L&#8217;Italia vende palazzi e spiagge</a></li>
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		<title>Dennis chi?</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 06:55:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ottavina Reale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Scienza]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci sarebbe piaciuto iniziare dichiarando che &#8220;il mondo piange la scomparsa di un genio&#8221;.  Solo che &#8220;il mondo&#8221; non se ne è quasi nemmeno accorto. La totale mancanza di spazio-notizia dedicato alla sua morte, specie se paragonata alla risonanza causata dalla perdita di Steve Jobs fa riflettere su un mondo ormai prigioniero della scelta di <a href='http://minitrue.it/2011/10/dennis-chi/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-14652" title="Dennis Richtie (1941- 2011)" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2011/10/dennis.jpg" alt="" width="247" height="320" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ci sarebbe piaciuto iniziare dichiarando che &#8220;il mondo piange la scomparsa di un genio&#8221;.  Solo che &#8220;il mondo&#8221; non se ne è quasi nemmeno accorto.</p>
<p style="text-align: justify;">La totale mancanza di spazio-notizia dedicato alla sua morte, specie se paragonata alla risonanza causata dalla perdita di Steve Jobs fa riflettere su un mondo ormai prigioniero della scelta di acclamare solo l&#8217;eroe mediatico, dimenticando che si può assurgere a grandezze stellari solo perchè si poggia sulle spalle di altri giganti.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure, senza di lui, o <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2VuLndpa2lwZWRpYS5vcmcvd2lraS9LZW5fVGhvbXBzb24=" target=\"_blank\">Ken Thomson</a>, o <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2l0Lndpa2lwZWRpYS5vcmcvd2lraS9Ccmlhbl9LZXJuaWdoYW4=" target=\"_blank\">Brian Kernighan</a> non ci sarebbe stato UNIX, e senza UNIX non avremmo avuto sistemi operativi come GNU\ Linux, Mac OS X, BSD, solo per dirne alcuni. E non esisterebbe neanche il Linguaggio C, ancora oggi il linguaggio di programmazione più usato di tutti i tempi e con il quale viene scritto il software che anima i telefonini, gli ascensori, le auto, i bancomat.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; morto l&#8217;8 ottobre. Si chiamava <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2l0Lndpa2lwZWRpYS5vcmcvd2lraS9EZW5uaXNfUml0Y2hpZQ==" target=\"_blank\">Dennis Ritchie</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=14649" width="1" height="1" style="display: none;" /><div class="SPOSTARBUST-Related-Posts"><H5>Leggi anche:</H5><ul class="entry-meta"><li class="SPOSTARBUST-Related-Post"><a title="Apple e Facebook uccidono il Web" href="http://minitrue.it/2010/11/apple-e-facebook-uccidono-il-web/" rel="bookmark">Apple e Facebook uccidono il Web</a></li>
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		<title>Allo Zoo!</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 05:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Scienza]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa è una storia italiana che ha inizio nel 1999 fino ad arrivare ai giorni nostri. Nel 1999 c’è la prima delibera del Consiglio Comunale di Ravenna per espletare un’asta pubblica per la realizzazione, su concessione dei terreni, di un parco turistico (divertimentificio) di 400 mila mq. Meglio individuato come “comparto G in zona Standiana”. <a href='http://minitrue.it/2011/07/allo-zoo/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-13539" title="Ravenna: Manifestazione contro lo Zoo safari davanti al Comune" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2011/07/101207_zoo_01.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p style="text-align: justify;">Questa è una storia italiana che <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5nZWFwcmVzcy5vcmcvem9vL3JhdmVubmEtZS1sby16b28taW50ZXN0aW5vLXZpZGVvLzE2ODM0" target=\"_blank\">ha inizio nel 1999</a> fino ad arrivare ai giorni nostri. Nel 1999 c’è la prima delibera del Consiglio Comunale di Ravenna per espletare un’asta pubblica per la realizzazione, su concessione dei terreni, di un parco turistico (divertimentificio) di 400 mila mq. Meglio individuato come “comparto G in zona Standiana”. E qui inizia il calvario dell’etica perduta di una città che aspira pure a diventare Capitale della Cultura.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giorno dell’asta arriva una sola offerta della Società Parco della Standiana srl (Mirabilandia) con la presentazione del progetto Mare d’inverno, un comprensorio di piscine e attrezzature sportive. Il progetto corrispondeva nelle caratteristiche al bando: apertura annuale, struttura ricettiva, parcheggi. Nulla di strano in questo Paese già devastato dalla cementificazione. Invece, nel 2002, davanti al Notaio al momento del rogito, si presentano due società: Società Parco della Standiana srl, che aveva appunto acquisito la concessione in luogo d’asta pubblica, e Società Mirabilandia Investimenti srl (poi divenuta Alfa 3000). Quest’ultima non aveva fatto comparsata al momento dell’asta, eppure si presenta al rogito e stravolge interamente il progetto. Sparite le piscine di Mare d’inverno. Costruiamo uno ZOO!</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, da qui inizia la lotta di associazioni, cittadini, gruppi politici. Nel mentre, in Comune a Ravenna inizia la procedura di VIA tramite conferenza di servizi, naturalmente tutto in casa, senza alcun supervisore al di sopra delle parti (Regione o Stato). Non eseguono neppure la VINCA (valutazione d’incidenza ambientale) vista la vicinanza del terreno con zone SIC-ZPS.</p>
<p style="text-align: justify;">Iniziano <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy52YWxsZXZlZ2FuLm9yZy9kYmxvZy9hcnRpY29sby5hc3A/YXJ0aWNvbG89NzM4" target=\"_blank\">le manifestazioni di piazza</a>, anche a livello nazionale. Al Comune di Ravenna arrivano più di mille osservazioni “contro”. Tutte le osservazioni riguardanti l’etica e la diseducatività vengono catalogate come “non pertinenti, perché l’etica non è affare del Comune”. Nulla li ferma: vogliono imprigionare gli animali e metterli in bella mostra per i più piccini. Si paga il biglietto e chissenefrega, i bambini dovranno pur imparare che ci sono i più forti che imprigionano i più deboli e gli dicono quando mangiare, quando correre, quando scopare.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo anni di burocrazia e manifestazioni si arriva al 2009, il Consiglio Comunale di Ravenna approva il progetto definitivo, nonostante le diffide delle associazioni mandate a tutti i consiglieri comunali. Diverse associazioni animaliste, ambientaliste e per il rispetto delle regole; <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5yYXZlbm5hZWRpbnRvcm5pLml0L0Nyb25hY2EvdGFiaWQvODAvbGFuZ3VhZ2UvaXQtSVQvRGVmYXVsdC5hc3B4P2lkQXJ0aWNvbG89NzQ5Mg==" target=\"_blank\">presentano un ricorso straordinario direttamente al Presidente Napolitano</a>. Le parti, però chiedono la trasposizione al TAR dell’Emilia Romagna. E lì giace tutt’ora in attesa di discussione. Siamo nel 2010 quando Società Parco della Standiana sfila in Tribunale per indagini partite dalla GDF in merito alla società affiliata Travelmix (società incaricata della pubblicità di Mirabilandia). Ne segue dapprima il sequestro del capitale per un milione di euro, che verrà poi dissequestrato.</p>
<p style="text-align: justify;">Coincidenze del fato, dissequestrato il milione di euro iniziano i lavori per realizzare lo zoo, dapprima rinviati per problemi economici. E corrono con i lavori, fino ad arrivare a pochi giorni fa, con l’annuncio che <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5pbHJlc3RvZGVsY2FybGluby5pdC9yYXZlbm5hL2Nyb25hY2EvMjAxMS8wNy8xMy81NDI2Njgtc2FmYXJpLnNodG1s" target=\"_blank\">lo zoo aprirà entro l’estate 2011</a>. Sono riprese le manifestazioni, stavolta anche <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3JhdmVubmFwdW50b2FjYXBvLmJsb2dzcG90LmNvbS8yMDExLzA3L21hbmlmZXN0YXppb25lLW5vLXpvby1kYXZhbnRpLmh0bWw=" target=\"_blank\">davanti a Mirabilandia</a>. Nel mondo del web gira un <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy55b3V0dWJlLmNvbS93YXRjaD92PVd3ZG9EeXpLb3Bz" target=\"_blank\">video di un blitz</a> in Consiglio Comunale ad opera di pochi attivisti che si sono sdraiati sul pavimento del Comune e sono rimasti lì fino all’intervento delle forze del’ordine. Sul petto un foglio A4 con scritto ancora una volta “NO allo ZOO”.</p>
<p style="text-align: justify;">Un storia di scatole cinesi che per il profitto distruggono l’etica, fanno soffrire gli animali, tentano di schiacciare i cittadini. Speriamo che in questo Paese esista ancora una sorta di giustizia che funzioni grazie proprio ai cittadini. Speriamo di non vedere più cose come questa. Speriamo che i turisti non vadano più a Ravenna a spendere i loro soldi. Speriamo che una città che fa una scelta del genere non sia mai “capitale della cultura”. La galera non è uno spettacolo, peggio ancora se è con esseri innocenti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=13533" width="1" height="1" style="display: none;" /><div class="SPOSTARBUST-Related-Posts"><H5>Leggi anche:</H5><ul class="entry-meta"><li class="SPOSTARBUST-Related-Post"><a title="Rapa Nui: basta turisti" href="http://minitrue.it/2009/08/rapa-nui-basta-turisti/" rel="bookmark">Rapa Nui: basta turisti</a></li>
</ul></div>]]></content:encoded>
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		<title>Bicindignatevi!</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 15:43:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Brunilda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Scienza]]></category>
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		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Bicicletta]]></category>
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		<category><![CDATA[Piste Ciclabili]]></category>

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		<description><![CDATA[Il buonsenso vorrebbe sempre protetta la categoria più debole &#8211; che sulla strada è data da bici e pedoni &#8211; ma è un dato di fatto che questa categoria risulta invece spesso la più bistrattata, per il tacito motivo che non &#8220;fa cassa&#8221;, non produce cioè un riscontro in denaro sotto forma di tasse, carburante <a href='http://minitrue.it/2011/06/bicindignatevi/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class=\"lightbox\" title=\"images\" href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL21pbml0cnVlLml0L3dwLWNvbnRlbnQvdXBsb2Fkcy8yMDExLzA2L2ltYWdlcy5qcGc="><img class="alignleft size-full wp-image-12840" title="images" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2011/06/images.jpg" alt="" width="249" height="202" /></a> Il buonsenso vorrebbe sempre protetta la categoria più debole &#8211; che sulla strada è data da bici e pedoni &#8211; ma è un dato di fatto che questa categoria risulta invece spesso la più bistrattata, per il tacito motivo che non &#8220;fa cassa&#8221;, non produce cioè un riscontro in denaro sotto forma di tasse, carburante o contravvenzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo contesto si inserisce una recente ordinanza ahinoi con solerzia messa in atto dal Comune di Brescia, che in nome del decoro urbano prevede <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dzMubGFzdGFtcGEuaXQvY29zdHVtZS9zZXppb25pL2FydGljb2xvL2xzdHAvNDA3NTE0Lw==" target=\"_blank\">la rimozione delle biciclette</a> parcheggiate fuori dagli stalli, rimozione attuata se necessario con il taglio dell&#8217;eventuale catena usata per bloccare la bici e seguita dall&#8217;inevitabile multa (oltre che dal <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5hbWljaWRlbGxhYmljaWJyZXNjaWEuaXQvaG9tZS9pbmRleC5waHA/b3B0aW9uPWNvbV9jb250ZW50JmFtcDt2aWV3PWFydGljbGUmYW1wO2lkPTY0Om9yZGluYW56YS1jb250cm8taWwtcGFyY2hlZ2dpby1kaS1iaWNpJmFtcDtjYXRpZD0zOmxhLWNpY2xhYmlsaXRhJmFtcDtJdGVtaWQ9Mjc=" target=\"_blank\">tuffo al cuore nel non trovare più il proprio mezzo</a> e dal disagio di doverselo andare a recuperare).</p>
<p style="text-align: justify;">Certamente non si vuole mettere in discussione il desiderio di accogliere con un biglietto da visita fatto di ordine e pulizia chi arriva nella città lombarda, ma &#8211; ne converrete &#8211; come motivazione è alquanto traballante, considerato che veicoli ben più ingombranti hanno la cattiva abitudine di infestare i marciapiedi cittadini invadendone lo spazio e precludendo il passaggio a passeggini, carrozzine e sedie a rotelle. Per non parlare poi dello stato in cui versano i suddetti marciapiedi. Ragion per cui <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5icmVzY2lhb2dnaS5pdC9zdG9yaWVzL0Nyb25hY2EvMjYyNjAzX29yZGluYW56YV9hbnRpLWJpY2lfcHJvdGVzdGFfZGFfZmFjZWJvb2tfYV9waWF6emFfbG9nZ2lhLw==" target=\"_blank\">la reazione</a> si è fatta subito sentire.</p>
<p style="text-align: justify;">A ben vedere, l&#8217;ordinanza di Brescia porta a due ipotesi: 1) gli stalli sono effettivamente insufficienti; 2) a Brescia c&#8217;è un sacco di gente che ha a cuore l&#8217;ambiente e lascia a casa l&#8217;auto. La soluzione nel primo caso è semplice: si aumentino le rastrelliere, evitando furbescamente di metterle a pagamento. Nel secondo caso, non c&#8217;è che da elogiare la coscienza dei cittadini.</p>
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=12839" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded>
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		<title>12 &#8211; 13 giugno</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 22:11:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zucker and Zucker</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Interni]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Centrali Nucleari]]></category>
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		<description><![CDATA[Leggi anche:L&#8217;insostenibile trascuratezza dei monitor Nessuno me lo ha chiesto Entro il 2050 l&#8217;uranio sarà esaurito Referendum in Sardegna: no al nucleare La strategia del silenzio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><p><a href="http://minitrue.it/2011/06/12-13-giugno/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
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		<title>La resa dei conti sull&#8217;acqua pubblica</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 07:27:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anatolyi Groshenko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa volta ci è permesso di scegliere. Le volte precedenti questa opportunità non ci è stata concessa e così energia elettrica, gas, Ferrovie dello Stato, Poste Italiane, compagnie di navigazione, strade ed autostrade, Alitalia, sanità, banche e telefoni sono andati a finire, in un modo o in un altro, nelle mani di privati con la scusa che gli apparati pubblici che gestivano queste risorse erano carrozzoni più finalizzati a distribuire favoritismi che ad amministrare quei servizi pubblici con efficienza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-12627" title="Businness of the Wather" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2011/06/acqua_denaro.jpg" alt="" width="240" height="207" /></p>
<p style="text-align: justify;">Questa volta ci è permesso di scegliere. Le volte precedenti questa opportunità non ci è stata concessa e così energia elettrica, gas, Ferrovie dello Stato, Poste Italiane, compagnie di navigazione, strade ed autostrade, Alitalia, sanità, banche e telefoni sono andati a finire, in un modo o in un altro, nelle mani di privati con la scusa che gli apparati pubblici che gestivano queste risorse erano carrozzoni più finalizzati a distribuire favoritismi che ad amministrare quei servizi pubblici con efficienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci si dimentica che chi muoveva queste accuse spesso era il soggetto destinatario di questi favoritismi, i lobbisti non più soddisfatti di quello che ricevevano. Tante volte gli italiani hanno abboccato a questa esca e a quella del superamento delle ideologie, ma questa è un’altra storia. Infatti, tanto per parlare di uno di questi sistemi di apparati, SIP, ASST, Italcable, SIRTI erano aziende efficienti ed in attivo prima che, una volta unificate in Telecom Italia, venissero svuotate dal denaro pubblico, giusto questo è stato “<em>privatizzato</em>”, e quasi ridotte sul lastrico dalla gestione Colaninno.</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso tocca all’acqua. Ma, dicevo, oggi abbiamo l’opportunità di scegliere. Facendo un passo indietro, forse non tutti sanno che nonostante l’acqua sia essenziale per la vita di qualsiasi essere vivente, quello del diritto all’acqua è un concetto relativamente nuovo. <span id="more-12674"></span>Infatti se ne comincia a discutere solo nel 1968, ma la piena definizione dell’acqua come diritto essenziale di ogni persona avviene solo nel 2002 con la <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5ncmVlbmNyb3NzaXRhbGlhLml0L2l0YS9hY3F1YS9yaXNvcnNlX2FjcXVhL2FjY29yZGlfYWNxdWEvYWNjb3JkaV9hY3F1YV8wMTIuaHRt" target=\"_blank\">Dichiarazione di Porto Alegre</a> in occasione del Forum Sociale Mondiale. In quella sede viene affermato che l’acqua è un diritto individuale e collettivo inalienabile, che non può essere sottoposto a nessuna limitazione per sesso, età, reddito, né per appartenenza politica, religiosa o, tanto meno, possibilità economica. Il costo per garantire a tutti questo diritto deve essere sostenuto dalla collettività.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo pochi anni dopo, il 23 marzo 2009 le collettività delle persone comuni hanno perso un’altra battaglia contro le lobbies di affari: durante i lavori del <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy53b3JsZHdhdGVyZm9ydW01Lm9yZy8=" target=\"_blank\">V Forum Mondiale sull’Acqua</a> di Istanbul è stato deciso che l’acqua non è più un diritto inalienabile di ogni persona e collettività, ma è stato retrocesso al rango di bisogno e quindi come tale può essere sottoposto alle leggi di mercato. Giusto ad Istanbul l’acqua potabile scarseggia e chi non vuole rischiare di prendersi malattie deve bere acqua depurata, venduta in taniche da 19 litri a tre euro l’uno dalle multinazionali dell’acqua come Suez, Vivendi, RWE-Thames Water, Nestlè o Danone. Il Messico, il Brasile, la Thailandia, la Cina, molti paesi che si sono da poco uniti all’Unione Europea e tanti altri paesi nel mondo sono nelle stesse condizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi si avvantaggia di questa situazione sono le stesse multinazionali: ecco una notizia che nei media non ha trovato molto spazio e che sarebbe bene portare alla conoscenza di tutti: la Nestlè ha lanciato pochi giorni fa in Canada la proposta di creare una “<em>borsa mondiale dell’acqua</em>”, soggetta alle stesse regole della borsa per gli altri prodotti, che consentirebbe quindi a poche multinazionali di avere il controllo completo sull’acqua che finisce sulle nostre tavole, ma anche su quella che esce dal rubinetto, se l’acqua venisse privatizzata. Nestlè è l’azienda numero uno per il mercato mondiale delle acque minerali, quindi la proposta non è per niente disinteressata. Solo in Italia sono parte del gruppo Nestlè le seguenti marche: Claudia, Giara, Giulia, Levissima, Limpia, Lora Recoaro, Panna, Pejo, Terrier, Paracastello, San Bernardo, San Pellegrino, Sandali, Tione, Ulmeta, Vera.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Italia appartiene al mondo industrializzato, fa parte dei così detti G20 e G8, ma la ricchezza in Italia non è uniformemente distribuita. In metà nazione spadroneggiano le mafie che sono in espansione anche nell’altra metà e proprio per questo l’Italia non può ritenersi al sicuro di finire nelle stesse condizioni di quei paesi, tanto più che la ricchezza dei cittadini viene continuamente erosa da crisi (più o meno pilotate), il loro accesso ai servizi viene limitato insieme al diritto di goderne: il diritto all’acqua è solo uno di questi diritti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per capirne qualcosa in più ne ho parlato l’altra sera a cena con un amico funzionario della Pubblica Amministrazione, esperto di monitoraggio che recentemente ha realizzato un sistema di monitoraggio e pianificazione delle opere idriche ed acquedottistiche e che ha trascorso buona parte della sua vita lavorativa analizzando i sistemi di distribuzione idrica. Il fatto è che i lobbisti dell’acqua entrano ed escono dai “<em>Palazzi del Potere</em>” a loro piacimento, rappresentano ai referenti politici i propri interessi e concludono accordi che poi i referenti politici si premurano a trasformare in azioni di governo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il racconto di questo amico in pillole si riassume così. La legge Galli, la 36 del 1994, prevedeva che tutte le acque superficiali e sotterranee fossero pubbliche e costituissero una risorsa salvaguardata e utilizzata secondo criteri di solidarietà. Istituiva il Servizio Idrico Integrato (SII) cioè la gestione integrata della risorsa, aggregando sotto un&#8217;unica Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale (ATO), costituita da sindaci e da competenti dell&#8217;organizzazione dell&#8217;affidamento e del controllo del servizio integrato, i servizi di captazione, distribuzione, collettamento e depurazione dell’acqua. Gli ATO avrebbero stabilito le tariffe a cui le società di gestione, anche private, avrebbero dovuto sottostare. Sarebbero iniziate così le procedure di gara per l’aggiudicazione della gestione dei servizi idrici integrati.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso però queste gare in molte Regioni italiane, continua il mio amico, sono andate deserte perché nessun privato di fatto ha mai trovato attrattivo e ritenuto conveniente la gestione del SII con quella normativa. Forse per questo motivo, accogliendo le richieste dei lobbisti dell’acqua, il «codice dell&#8217;ambiente» del 2006 ha abrogato la legge Galli e la Lega Nord con un emendamento all’art.1 del decreto legge 2 del 25 gennaio 2010, nella distrazione generale ha ottenuto la soppressione degli ATO.  Quindi attualmente la norma che regola la tariffazione del SII è stabilita dall’art.154 del <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5jYW1lcmEuaXQvcGFybGFtL2xlZ2dpL2RlbGVnaGUvMDYxNTJkbC5odG0=" target=\"_blank\">Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006</a> che al primo comma recita:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">«La tariffa costituisce il corrispettivo del servizio idrico integrato ed e&#8217; determinata tenendo conto della qualità della risorsa idrica e del servizio fornito, delle opere e degli adeguamenti necessari, dell&#8217;entità dei costi di gestione delle opere, dell&#8217;adeguatezza della remunerazione del capitale investito e dei costi di gestione delle aree di salvaguardia, nonché di una quota parte dei costi di funzionamento dell&#8217;Autorità d&#8217;ambito, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio secondo il principio del recupero dei costi e secondo il principio &#8220;chi inquina paga&#8221;.Tutte le quote della tariffa del servizio idrico integrato hanno natura di corrispettivo».</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ciò detto il mio amico conclude con sue considerazioni circa l’opportunità di RISPONDERE SÌ A ENTRAMBI I QUESITI REFERENDARI sull’acqua per abrogare sia la norma che consente l’affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica a privati, sia la norma sulla determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all&#8217;adeguata remunerazione del capitale investito:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Perché non ci possiamo fidare delle lobbies e delle multinazionali dell’acqua che vogliono spremere dalla gestione il massimo profitto, magari portando una parte dell’Italia nelle condizioni dei Paesi in cui già operano ed in cui la vendita capillare dell’acqua potabile, anziché la sua distribuzione acquedottistica, assicura loro profitti miliardari.</li>
<li>Perché sarebbe troppo facile per queste società, in una nazione dove il falso in bilancio è stato depenalizzato, far figurare investimenti falsi e gonfiati per ottenere una remunerazione più alta.</li>
<li>Perché non ci possiamo fidare dei politici italiani, che, come mostra la storia del Sistema Idrico Integrato appena ricostruita, non hanno considerato prioritari gli interessi dei cittadini ma quelli delle lobbies e che quindi, in assenza di un chiaro pronunciamento popolare, potrebbero riprovare in futuro a fare passare un nuovo tentativo di regalare questa ulteriore fonte di arricchimento alle lobbies ed alle multinazionali dell’acqua.</li>
</ul>
<p>Io sottoscrivo.</p>
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