Non basterebbe uno scaffale di libri per mettere sul tavolo le ragioni pro e contro il nucleare. Questo articolo si limita ad informare riguardo ad un singolo aspetto, quello dell’uranio. E del suo possibile esaurimento entro i prossimi quarant’anni. Il governo dice che le centrali saranno pronte entro il 2020. Quello che nessuno dice è che per allora l’uranio potrebbe essere sulla via dell’esaurimento.
Lo scorso ottobre l’analista Adam Schatzker, del gruppo finanziario RBC Capital Markets, ha affermato che le previsioni sulle estrazioni di uranio registreranno dei deficit a partire dal 2012-13, con un conseguente aumento del suo costo sul mercato. Un deficit destinato a crescere negli anni a seguire. Solo in questo primo scorcio di 2011, ad esempio, il prezzo è aumentato già del 32% rispetto all’anno prima.
A determinare la scarsità dell’elemento, a parere di Schatzker, sarà l’impennata della domanda nel mondo e soprattutto della Cina. Lo scorso luglio Pechino ha annunciato l’intenzione di costruire 60 nuove centrali entro il 2020, che andrebbero ad aggiungersi a quelle già esistenti. Secondo la World Nuclear Association, se il progetto andrà in portò la potenza nucleare cinese toccherà quota 85.000 megawatt, circa nove volte quella attuale. Continue reading »



Se ce una cosa che questo governo riesce a fare molto bene è cambiare idea sui punti programmatici senza dirlo a nessuno. Un esempio? Il cambio di rotta relativo al programma per lo sviluppo dell’energia nucleare.
A venticinque anni di distanza dal disastro di Cernobyl, una nuova ricerca di Greenpeace in Ucraina rileva alti livelli di contaminazione radioattiva in molti alimenti di base, come latte e funghi. A marzo 2011, infatti, gli esperti di radiazioni di Greenpeace hanno raccolto e analizzato 114 campioni di prodotti alimentari nelle aree di Rivnenska Oblast e Zhytomyrska Oblast e, per confronto, in varie località nell’area di Kiev.

Come era facile supporre, il problema della centrale giapponese di Fukushima è uscito dalle prime pagine dei giornali. Le ondate di profughi a Lampedusa, le barzellette sul
Roma un tempo era un precursore: dopo Chernobil l’Italia è stato il primo paese industrializzato a chiudere tutte le sue centrali nucleari. Ma questo l’ha portata alla dipendenza energetica dalla Francia. Ora il governo Berlusconi spinge per il ritorno all’atomo – ma con poche speranze di successo.