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	<title>Minitrue &#187; Cultura &amp; Società</title>
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	<description>&#34; During times of universal deceit, telling the truth becomes a revolutionary act&#34;  G. Orwell</description>
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		<title>Intervista a George Steiner</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 07:05:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli eroi del suo ultimo libro, Poesia del pensiero, sono Nietzsche, Eraclito e Dante. Ma almeno all&#8217;inizio devono attendere. George Steiner ci accoglie nella sua casa di Cambridge con una allegra affabilità, tra una fetta di panettone e un caffè. In occasione dell&#8217;inaugurazione dell&#8217;Eurostar aveva proposto di regalare uno scellino al primo bambino che avesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="p1" style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-15457" title="George Steiner" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2011/12/george-steiner-l-europe-traverse-une-crise-dramatique-elle-est-en-train-de-sacrifier-ses-jeunesM64907-297x300.jpg" alt="" width="297" height="300" /></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Gli eroi del suo ultimo libro, <em>Poesia del pensiero</em>, sono Nietzsche, Eraclito e Dante. Ma almeno all&#8217;inizio devono attendere. George Steiner ci accoglie nella sua casa di Cambridge con una allegra affabilità, tra una fetta di panettone e un caffè. In occasione dell&#8217;inaugurazione dell&#8217;Eurostar aveva proposto di regalare uno scellino al primo bambino che avesse visto un pesce nel tunnel della Manica. &#8220;I genitori erano sbalorditi&#8221;, ricorda il professore di letteratura comparata.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Questo miscuglio di allegria ed erudizione, di intelligenza e gentilezza, è tipico di George Steiner. Nato nel 1929 a Parigi, da madre viennese e padre cecoslovacco, il &#8220;maestro di letture&#8221; poliglotta ha decifrato Omero e Cicerone quando era ancora un ragazzo, sotto l&#8217;occhio benevolo del padre, un grande intellettuale ebreo appassionato di arte e musica che voleva che diventasse professore (il significato più proprio della parola &#8220;rabbino&#8221;).</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Nel 1940 la famiglia Steiner si è imbarcata per New York a bordo dell&#8217;ultimo battello in partenza da Genova. Dopo aver studiato a Chicago e a Oxford, Steiner è entrato a far parte della redazione londinese dell&#8217;Economist. Poco tempo dopo ha attraversato nuovamente l&#8217;Atlantico per intervistare Oppenheimer, il padre della bomba atomica, che lo ha aiutato a entrare a Princeton.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">L&#8217;ingresso nella prestigiosa università del New Jersey è stata la &#8220;svolta&#8221; della sua vita. In seguito Steiner ha scritto opere come Tolstoj o Dostoevskij (Garzanti 1995) e Linguaggio e Silenzio (Garzanti 2001), ha fondato il Churchill College di Cambridge, è diventato un critico letterario del New Yorker e ha cominciato a lavorare all&#8217;università di Ginevra. Incontriamo un grande umanista europeo, il cui pensiero ha fatto il giro del mondo.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Europa attraversa una crisi profonda. Secondo lei è possibile un crollo del Vecchio continente?</strong></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Allo stato attuale è possibile. Ma ne usciremo, in un modo o nell&#8217;altro. L&#8217;ironia è che la Germania potrebbe<span id="more-15455"></span> tornare al comando. Facciamo un passo indietro. Tra l&#8217;agosto del 1941 e il maggio del 1945 l&#8217;Europa – da Madrid a Mosca, da Copenaghen a Palermo – ha perso 80 milioni di vite umane a causa della guerra, delle deportazioni, dei campi di concentramento, della fame e dei bombardamenti. Il fatto che sia sopravvissuta è un miracolo. Ma la sua resurrezione è stata soltanto parziale.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Oggi l&#8217;Europa attraversa una crisi drammatica: sta perdendo un&#8217;intera generazione, quella dei più giovani, che ormai non credono più nel futuro. Quando ero giovane avevamo grandi sogni. Il comunismo, certo, ma anche il fascismo, che era anch&#8217;esso un sogno. Per gli ebrei c&#8217;era il sionismo. Era un&#8217;epoca di speranze, mentre oggi non è più così. Se i nostri giovani non hanno sogni, cosa ci resta? Niente. La promessa messianica del socialismo si è infranta davanti al gulag e a François Hollande – utilizzo il suo nome come un simbolo, non è mia intenzione criticare la persona. Il fascismo è sprofondato nell&#8217;orrore. Lo stato di Israele è costretto a lottare per sopravvivere, ma il suo nazionalismo è una tragedia profondamente contraria allo spirito ebraico, che è invece cosmopolita. Personalmente preferisco essere un vagabondo. Vivo secondo la massima di Baal Shem Tov, grande rabbino del XVIII secolo. &#8220;La verità è sempre in esilio&#8221;.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><strong>La globalizzazione non favorisce questo tipo di approccio?</strong></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">In realtà ai giorni nostri c&#8217;è una chiusura geografica senza precedenti. Un tempo chi lasciava l&#8217;Inghilterra poteva trasferirsi in Australia, in India, in Canada. Oggi non ci sono più permessi di lavoro. Il pianeta è chiuso. Ogni notte centinaia di persone cercano di raggiungere l&#8217;Europa dal Maghreb. Il pianeta è in movimento, ma dove sta andando? Il destino attuale dei rifugiati è terribile. Ho avuto l&#8217;onore di tenere un discorso davanti al governo tedesco. Ho concluso il mio intervento in questo modo: &#8220;Signore e signori, oggi tutte le stelle diventano gialle&#8221;.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><strong>Malgrado tutto lei si sente ancora europeo?</strong></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">L&#8217;Europa è ancora il luogo del massacro, dell&#8217;incomprensibile, ma anche delle culture che più amo. All&#8217;Europa devo tutto, e voglio vivere dove riposano i miei morti. Voglio restare vicino alla Shoah, e in un luogo dove posso esprimermi nelle quattro lingue che conosco. È il mio conforto, la mia gioia, il mio piacere. Dopo l&#8217;inglese, il francese e il tedesco – le mie tre lingue d&#8217;infanzia – ho imparato l&#8217;italiano. Mia madre iniziava una frase in una lingua e la finiva in un&#8217;altra. Non ho mai avuto una lingua madre, ma il mio non è un caso così particolare. In Svezia si parlano il finlandese e lo svedese; in Malesia si usano correntemente tre lingue. L&#8217;idea di una lingua madre è nazionalistica e troppo romantica. Il mio multilinguismo mi ha permesso di insegnare, di scrivere Dopo Babele (Garzanti 2004) e soprattutto di sentirmi a casa ovunque. Tutti i terrificanti discorsi di Barrès sulle radici non hanno senso. Gli alberi hanno radici, io ho le gambe. Ed è molto meglio, credetemi.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><strong>La letteratura e la filosofia sono ancora complici al giorno d&#8217;oggi?</strong></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">A dire il vero mi sembrano entrambe in pericolo. La letteratura ha scelto la strada delle piccole relazioni personali. Non sa più affrontare i grandi temi metafisici. Nessuno ha preso il posto di Balzac e Zola, due geni della commedia umana che riuscivano ad affrontare argomenti vastissimi. L&#8217;Ulisse di Joyce è quanto di più vicino a Omero. È la cerniera tra due grandi mondi, quello classico e quello dominato dal caos. Un tempo anche la filosofia poteva definirsi universale. Il mondo intero era aperto al pensiero di grandi uomini come Spinoza.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Oggi gran parte dell&#8217;universo ci è preclusa. Il nostro mondo si è ristretto. Le scienze sono diventate inaccessibili. Chi è in grado di comprendere le ultime avventure della genetica, dell&#8217;astrofisica, della biologia? Chi può spiegare le ultime scoperte scientifiche a un profano? I campi del sapere non comunicano più tra loro. Gli scrittori e i filosofi non sono più in grado di farci capire la scienza. La scienza brilla per il suo immaginario. Ma come si può pretendere di parlare della coscienza umana lasciando da parte ciò che è più audace e fantasioso? Mi preoccupa il senso che ha oggi l&#8217;espressione &#8220;essere colto&#8221;, in inglese &#8220;to be literate&#8221;, ancora più forte. Si può davvero essere colti senza comprendere un&#8217;equazione non lineare?</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">La cultura sta lentamente diventando provinciale, e forse a questo punto è necessario rivedere l&#8217;idea che abbiamo del concetto di cultura. Voglio raccontarvi un&#8217;esperienza che mi ha profondamente commosso: una sera ero a cena con uno dei miei colleghi di Cambridge – premio Nobel, uomo affascinante – e lui mi ha chiesto di aiutarlo con un testo di Lacan che non riusciva a comprendere. La modestia di un grande scienziato è infinitamente superiore all&#8217;orgoglio e alla superbia dei nostri maestri dell&#8217;oscurità.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Crede che le nuove tecnologie minaccino il silenzio e l&#8217;intimità necessarie a comprendere le grandi opere?</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Sì. La qualità del silenzio è legata intrinsecamente a quella del linguaggio. Io e lei ci troviamo qui, in questa casa circondata da un giardino, dove l&#8217;unico suono è quello della nostra conversazione. Qui posso lavorare, sognare, pensare. Il silenzio è diventato un lusso. La gente vive nel fracasso. Nelle città non esiste più la notte. I giovani hanno paura del silenzio. Come si fa ad affrontare letture difficili? Si può leggere una pagina di Platone mentre si ascolta la musica con un walkman?</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Tutto questo mi spaventa. Le nuove tecnologie trasformano il dialogo con un libro. Abbreviano, semplificano, collegano. Lo spirito è &#8220;cablato&#8221;. Non leggiamo più nello stesso modo di prima. Il fenomeno Harry Potter mi sembra solo un&#8217;eccezione. Tutti i bambini della terra, dagli eschimesi agli zulù, leggono e rileggono una saga ultra-inglese caratterizzata da un vocabolario ricco e da una sintassi sofisticata. È qualcosa di formidabile. Il libro è un grande difensore della vita privata. L&#8217;Inghilterra è ancora un paese di privacy, ma tutto questo ha anche i suoi lati paradossali: qui puoi avere un vicino per cinquant&#8217;anni senza scambiarci una sola parola. Il culto della &#8220;private life&#8221; ha un&#8217;enorme valore politico. È una capacità di resistenza.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><strong>Lei non si considera un creatore. </strong></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">No, non bisogna confondere le funzioni. Anche il critico, il commentatore, l&#8217;esegeta più dotato è lontano anni luce dal creatore. Noi non comprendiamo a fondo le fonti intime della creazione. Le faccio un esempio. Siamo a Berna, tanti anni fa, e alcuni bambini vanno a fare un picnic con la maestra, che li porta davanti a un viadotto. Mangiano tutti insieme. Poi ad un tratto la maestra guarda dall&#8217;alto in basso un bambino, che ha messo gli stivaletti davanti ai piloni. Da quel giorno tutti i viadotti sono in cammino. Quel bambino si chiamava Paul Klee. La creazione modifica ciò che contempla. A un creatore basta un attimo per farci vedere qualcosa che ci sfuggiva. Qual&#8217;è il mistero che si nasconde dietro la creazione? Sull&#8217;argomento ho scritto Grammatiche della creazione (Garzanti 2003), ma devo ammettere che dopo tutti questi anni non l&#8217;ho ancora svelato del tutto.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><strong>Forse il mistero non va svelato.  </strong></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">In un certo senso sono felice di non esserci riuscito. Immaginatevi un mondo dove la neurochimica è in grado di spiegare Mozart. Oggi una cosa simile è concepibile, e questo mi fa paura. Le macchine riescono già a interagire con il cervello: il computer e il genere umano proseguono a braccetto. Un giorno gli storici potrebbero rendersi conto che l&#8217;evento più importante del XX secolo non è stata una guerra né un crack finanziario, ma la sera in cui Kasparov ha perso una partita a scacchi contro una scatola di metallo. E notate bene, in quel caso &#8220;la macchina non ha calcolato, ha pensato&#8221;. Quando ho appreso la notizia ho chiesto il parere di alcuni colleghi di Cambridge, grandi scienziati. Mi hanno detto che non potevano escludere che il pensiero fosse una forma di calcolo. È una risposta spaventosa. Un giorno una scatola di metallo sarà in grado di comporre una sinfonia?</p>
<p class="p1" style="text-align: left;"><strong>articolo originale: «</strong> George Steiner:&#8221;L&#8217;Europe est en trein de sacrifier ses jeunes&#8221;» <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy50ZWxlcmFtYS5mci8=" target=\"_blank\">Télérama</a> - trad.: Andrea Sparacino per <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5wcmVzc2V1cm9wLmV1L2l0Lw==" target=\"_blank\">Presseurope</a></p>
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		<title>Per la Francia Scientology è un&#8217; associazione a delinquere</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 07:31:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pagate e avrete la salvezza. Il motto di Scientology si ritorce contro gli stessi leader pseudo-religiosi, almeno in Francia: quattro dirigenti del ramo francese sono stati condannati per truffa organizzata dalla Corte d’Appello di Parigi, dopo un dibattimento durato 12 anni. E dovranno rifondere 600 mila euro alle vittime della frode. Ma il movimento religioso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-15990" title="Ron Hubbard, &quot;The Professor was a thief&quot;" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/02/Hubbard.jpg" alt="" width="288" height="425" /></p>
<p style="text-align: justify;">Pagate e avrete la salvezza. Il motto di Scientology si ritorce contro gli stessi leader pseudo-religiosi, almeno in Francia: quattro dirigenti del ramo francese sono stati condannati per truffa organizzata dalla Corte d’Appello di Parigi, dopo un dibattimento durato 12 anni. E dovranno rifondere 600 mila euro alle vittime della frode. Ma il movimento religioso è ancora “libero di colpire”, anche da noi.</p>
<p style="text-align: justify;">La sentenza definitiva attendeva da 12 anni. Nel 1997, infatti, cinque ex adepti accusarono la “org” francese di circonvenzione d’incapace, truffa organizzata ed estorsione. Le cifre sono considerevoli: una delle vittime dichiarò, in tribunale, di “essere stata spinta a pagare 21300 euro in un mese per libri, corsi di apprendimento o di ricostruzione vitale, come anche per pacchetti di purificazione”. Ai dirigenti francesi dell’organizzazione fondata nel 1954 da Ron Hubbard sono stati comminati 2 anni di carcere (con la condizionale), oltre all’ammenda da 600mila euro.</p>
<p style="text-align: justify;">“E’ una decisione storica” ha commentato Olivier Morice, avvocato dell’associazione per la lotta contro le derive settarie, Unadfi. La sentenza assesta un colpo simbolico alla ‘chiesa’ che ha ottenuto il riconoscimento come religione in Usa e in altri Paesi, ma non in Francia dove un rapporto del Parlamento nel 1995 lo classifico’ come “un culto pernicioso”. “Per quanto Scientology possa ancora operare in Francia”, aggiunge Morice, “la sentenza va al cuore delle sue attivita’ e schiude la porta ad una messa al bando o dissoluzione della setta”.</p>
<p style="text-align: justify;">E da noi? L’organizzazione condannata per truffa organizzata in Francia ha radici anche in Italia. Nel 1997 un rapporto di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno la definiva una “setta” a scopo di lucro, con 7mila seguaci (gli scientologhi ne millantavano 100mila) e circa 40 missioni sparse per lo Stivale. E già allora si contavano oltre 140 cause per truffa.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ l’inizio della fine, per la setta di Tom Cruise (almeno in Europa)?</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: xx-small;"><strong>fonte</strong>:<a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5kaXJpdHRvZGljcml0aWNhLmNvbQ==" target=\"_blank\">Diritto di Critica</a></span></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Un acqua della madonna</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 08:32:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jaques M. Hotteterre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Interni]]></category>
		<category><![CDATA[Fede]]></category>
		<category><![CDATA[Miracoli]]></category>
		<category><![CDATA[Superstizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla medaglia miracolosa della Madonna, siamo passati all&#8217;acqua. Sempre miracolosa ma, questa volta, dandole una patina di pseudoscientificità. Acque miracolose e fede. Questa la nuova frontiera degli imbonitori. Acque miracolose con le quali, attraverso una tecnica &#8220;innovativa&#8221;, venivano curate le persone anche portatrici di importanti patologie. Una biologa e altre persone &#8211; si presentavano come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-15974" title="Mamadou N'guéy" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/02/mamadou.jpg" alt="" width="388" height="278" /></p>
<p style="text-align: justify;">Dalla <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL21lZGFnbGlhLW1pcmFjb2xvc2EuaXQv" target=\"_blank\">medaglia miracolosa</a> della Madonna, siamo passati all&#8217;acqua. Sempre miracolosa ma, questa volta, dandole una patina di pseudoscientificità.</p>
<p style="text-align: justify;">Acque miracolose e fede. Questa la nuova frontiera degli imbonitori. Acque miracolose con le quali, attraverso una tecnica &#8220;innovativa&#8221;, venivano curate le persone anche portatrici di importanti patologie.</p>
<p style="text-align: justify;">Una biologa e altre persone &#8211; si presentavano come un <em>team</em> qualificato di biologi e fisici &#8211; vendevano online preparazioni a base di acqua proveniente da Lourdes, Fatima e Medjugorie. Acqua che era in grado, attraverso &#8220;frequenze&#8221;, di &#8220;riarmonizzare la materia&#8221; proprio perchè proveniente da luoghi d&#8217;elezione per i credenti. Insomma tutto il decalogo parascientifico che comunemente viene usato dai truffatori: Vanna Marchi docet.</p>
<p style="text-align: justify;">I sedicenti terapeuti, usando un mixer fatto da religione-fede-superstizione-astrologia,  approfittavano dello stato di astenia psico-fisica dei malati per reclutarli attraverso corsi a pagamento e spingendoli, spesso, ad abbandonare le terapie tradizionali a favore della loro <em>idroterapia miracolosa, </em>secondo loro di gran lunga superiore ai fini della guarigione.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intervento dei Carabinieri del NAS ha interrotto questa truffa che ha avuto un giro d’affari dell’ordine dei milioni di euro. Quaranta i denunciati.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p>&nbsp;
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		<title>Siate affamati</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 07:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zucker and Zucker</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Web & Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Sesso]]></category>
		<category><![CDATA[Steve Jobs]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mondo dei gadget sessuali è vasto, tanto da soddisfare ogni particolare e curiosa esigenza. E non è un caso che nei tempi della comunicazione globale e della tecnologia a portata di tasca (anche nel senso delle dimensioni) il mondo dell&#8217;erotismo-fai-da-te faccia il salto di qualità: dalla vagina portatile all&#8217;iPad. iPad come oggetto erotico? Si, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il mondo dei gadget sessuali è vasto, tanto da soddisfare ogni particolare e curiosa esigenza. E non è un caso che nei tempi della comunicazione globale e della tecnologia a portata di tasca (anche nel senso delle dimensioni) il mondo dell&#8217;<em>erotismo-fai-da-te</em> faccia il salto di qualità: dalla vagina portatile all&#8217;iPad.</p>
<p style="text-align: justify;">iPad come oggetto erotico? Si, certo. Un&#8217;azienda ha infatti prodotto un accessorio erotico maschile &#8211; una sorta di custodia &#8211; che si aggancia sul retro dell&#8217;iPad e che permette al maschio, in maniera del tutto &#8220;interattiva&#8221;, di raggiungere la tanto voluta auto-gratificazione attraverso i vari contenuti pre-caricati (fotografie, video, animazioni).</p>
<p style="text-align: justify;">Beh, pensiamo che Steve Jobs non intendesse riferirsi a questo quando pronunciò &#8220;Stay hungry, stay foolish&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-15844" title="Erotic gadget for iPad" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/01/iPad-erotico.png" alt="" width="450" height="305" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Un Cane in Ospedale</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 12:40:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jeremy A. Brady</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Interni]]></category>
		<category><![CDATA[diritti animali non umani]]></category>

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		<description><![CDATA[Sentenza a dir poco rivoluzionaria quella emessa dal giudice tutelare Giuseppe Buffone del Tribunale di Varese. Il giudice, infatti, ha disposto che una paziente ricoverata in Ospedale possa ricevere le visite del suo cane. Cosa questa che, nell&#8217;ambito della Pet Therapy, già avviene da tempo in molti ospedali americani, francesi e britannici. La signora in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-15869" title="Usa, 2008: University of Iowa Hospital and Clinics" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/01/MEDd-04-04-3635-TJ-32.jpg" alt="" width="350" height="455" /></p>
<p style="text-align: justify;">Sentenza a dir poco rivoluzionaria quella emessa dal giudice tutelare Giuseppe Buffone del Tribunale di Varese. Il giudice, infatti, ha disposto che una paziente ricoverata in Ospedale possa ricevere le visite del suo cane. Cosa questa che, nell&#8217;ambito della Pet Therapy, già avviene da tempo in molti ospedali americani, francesi e britannici.</p>
<p style="text-align: justify;">La signora in questione, ricoverata nella reparto lungodegenti per gravi patologie, aveva chiesto al personale ospedaliero di poter ricevere le visite del suo cane. La richiesta non è stata accolta in quanto il regolamento vieta, per motivi igienico-sanitari, l&#8217;accesso alle strutture ospedaliere ai cani e a ogni altro tipo di animale. La signora, giudicando lesivo il regolamento, ha inoltrato la sua richiesta al giudice tutelare di Varese che l&#8217;ha accolta creando, quindi, un precedente a cui potranno fare riferimento in futuro altri appellanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giudice ha emesso la sentenza centrandola su tre aspetti che, da oggi in poi, dovranno essere rivalutati: il “<em>rispetto per tutte le creature viventi</em>”, il “<em>cambiamento della coscienza sociale</em>” e  “<em>l’evoluzione dei costumi</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">La sentenza, inoltre,  rimarca l’importanza del ruolo specifico che ha “il migliore amico dell’uomo” nell’economia sociale,  sottolineando &#8220;<em>l’importanza di tali animali a causa del contributo che essi forniscono alla qualità della vita e dunque il loro valore per la società</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p>&nbsp;
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		<title>Costa Concordia: per chi suona la campana</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 08:05:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ottavina Reale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Costa Concordia]]></category>
		<category><![CDATA[Lloyds]]></category>
		<category><![CDATA[Schettino]]></category>
		<category><![CDATA[UK]]></category>

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		<description><![CDATA[Della Costa Concordia e dei suoi protagonisti, nel bene e nel male,  è stato detto quasi tutto. Ma c&#8217;è un aspetto poco affrontato, ma non per questo secondario, che è quello relativo alle coperture assicurative della nave. La Costa Concordia ha un valore stimabile intorno ai 400 &#8211; 500 milioni di euro e i risarcimenti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-15790" title="Lloyd Building, Lime St. - City of London" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/01/Lloyds-Building.jpg" alt="" width="368" height="280" /></p>
<p style="text-align: left;">Della Costa Concordia e dei suoi protagonisti, nel bene e nel male,  è stato detto quasi tutto. Ma c&#8217;è un aspetto poco affrontato, ma non per questo secondario, che è quello relativo alle coperture assicurative della nave.</p>
<p style="text-align: justify;">La Costa Concordia ha un valore stimabile intorno ai 400 &#8211; 500 milioni di euro e i risarcimenti, secondo uno studio dei Lloyd&#8217;s di Londra, potrebbero arrivare a toccare l&#8217;astronomica cifra di 3 miliardi di dollari. Va da sè che siffatte cifre sono impensabili per una singola compagnia assicuratrice. La Costa Concordia pare infatti assicurata con una ventina di Compagnie fra le quali spiccano, ovviamente, i Lloyd&#8217;s of London.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi sono i Lloyd&#8217;s.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma chi sono questi Lloyd&#8217;s di cui si sente parlare solo nel momento in cui una nave naufraga, perde il suo carico, crea danni all&#8217;ambiente o viene sequestrata? Ebbene i <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5sbG95ZHMuY29tLw==" target=\"_blank\">Lloyd&#8217;s of London</a> (questo l&#8217;esatto nome) non sono una compagnia assicurativa nel senso comune del termine, bensì una corporazione la cui nascita risale a circa trecento anni fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente la loro sede è situata in Lime Street, nella City, ma fin dal 1691 i capitani delle navi, gli armatori e i mercanti marittimi s&#8217;incontravano nella Coffe House di Edward Lloyd in Abchurch Lane. Da qui il nome. Successivamente la Coffe House si traferì Lombard Street e i partecipanti del “comitato assicurativo”, dopo la morte di Mr. Lloyd, si trasferirono al Royal Exchange, per formare la “Society of Lloyd’s&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1871 il Parlamento varò una legge con la quale sanciva il valore legale della corporazione e ne regolamentava l&#8217;esercizio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come funzionano i Lloyd&#8217;s.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attività dei Lloyd&#8217;s è quella di trattare i grandi rischi suddividendoli fra un grande numero di operatori. Funziona come una Borsa dove la merce trattata non sono titoli azionari, ma contratti assicurativi. In sostanza si fa promotrice di accordi tra le persone (tradizionalmente chiamati <em>Names</em>) e le aziende che, riunite in un pool, riescono a suddividere i grandi rischi che sarebbero troppo onerosi per una singola società assicuratrice.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;interno dei Lloyd&#8217;s operano quindi due categorie: le persone e l&#8217;imprese. La prima categoria è composta da soci, in pratica coloro che forniscono il capitale. Alla seconda categoria appartengono gli agenti, i broker e gli altri professionisti che sostengono i soci: ovvero coloro che sottoscrivono i rischi e rappresentano i clienti all’estero.</p>
<p style="text-align: justify;">Un meccanismo, questo, che per secoli ha funzionato in maniera quasi perfetta fino alla crisi sorta sul finire degli anni &#8217;60. Furono gli anni in cui i mercati delle merci cominciarono a globalizzarsi e a ricapitalizzarsi in maniera esponenziale. Fu un periodo in cui molti soci fallirono proprio perchè la compagnia risultava essere piccola rispetto alla capitalizzazione del mercato e, soprattutto, rispetto ai rischi sottoscritti.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui si rese necessario un allargamento dei soci accettando anche coloro che non fossero stati operatori di mercato, stranieri e donne. Ed è questa la struttura che ancora oggi regola la Corporazione e che è composta da 2011 membri per quanto riguarda la prima categoria (Soci) e 314 (Agenti) per la seconda.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La sede attuale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attuale sede, il <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL21hcHMuZ29vZ2xlLml0L21hcHM/cT1MaW1lK1N0cmVldCtMb25kb24mYW1wO2hsPWl0JmFtcDtzbGw9NDEuNDQyNzI2LDEyLjM5MjU3OCZhbXA7c3Nwbj0yOC4yMTk5MzgsNjcuNjMxODM2JmFtcDt2cHNyYz0wJmFtcDtobmVhcj1MaW1lK1N0LCtMb25kb24sK1JlZ25vK1VuaXRvJmFtcDt0PWgmYW1wO3o9MTY=" target=\"_blank\">Lloyds Building</a> situato nel cuore della City,  è stata inaugurata nel 1986 ed è opera dell&#8217;architetto Richard Rogers. Il palazzo è alto 76 metri ed è suddiviso su 14 livelli.  Al sesto piano si trova la galleria dei visitatori dalla quale si può osservare dall’alto la “<a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy56aW1iaW8uY29tL3BpY3R1cmVzL09rUlBuekRDS253L0FybWlzdGljZStEYXkrT2JzZXJ2ZWQrVGhyb3VnaG91dCtVSy9TbWVsSjVTWmpveQ==" target=\"_blank\">Underwriting Room</a>”, la sala ove si concludono i contratti assicurativi. Al centro si trova la “<a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy50cmF2ZWwtaW1hZ2VzLmNvbS9waG90by9waG90by1lbmdsYW5kNzk1Lmh0bWw=" target=\"_blank\">Lutine Bell</a>”, la campana dell&#8217;omonima fregata francese  affondata nel 1799 con un carico di argento e assicurata a suo tempo presso i Lloyd’s. Per tradizione, con un rintocco, la campana annunciava le cattive notizie, mentre due rintocchi  annunciavano quelle buone. Oggi il suo uso è legato solo alle occasioni ufficiali e a particolari cerimonie commemorative.</p>
<p style="text-align: justify;">Accanto alla campana vi è un piccolo scrittoio, il &#8220;Rostrum&#8221;, sul quale poggia il “<a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL21pbml0cnVlLml0L3dwLWNvbnRlbnQvdXBsb2Fkcy8yMDEyLzAxL2Nhc3VhbHR5X2Jvb2suanBn" target=\"_blank\">Casualty Book</a>”, ovvero il &#8220;libro delle sciagure&#8221;. Un registro sul quale ancora oggi vengono annotati, rigorosamente con penna d’oca, i nomi delle navi affondate e assicurate presso i Lloyd’s.</p>
<p style="text-align: justify;">E il nome della &#8220;Costa Concordia&#8221; adesso è lì, trascritto sul &#8220;libro delle sciagure&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>ONU: le donne in Italia lontane dalla parità</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 06:51:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laredazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Interni]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti delle Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Femminismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Le donne in Italia vivono ancora troppe discriminazioni e situazioni di violenza. È l’allarme lanciato dal Comitato Cedaw, l’organismo dell’Onu per il riconoscimento e la difesa dei diritti delle donne che ha presentato alla Camera dei Deputati le valutazioni sul rapporto “ombra”, relazione che fotografa il benessere delle donne e si affianca all’ufficiale rapporto redatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-15761" title="Opera Nazionale Balilla: Giovani Italiane, 1937" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/01/guerra_1940_4.jpg" alt="" width="394" height="281" /></p>
<p style="text-align: justify;">Le donne in Italia vivono ancora troppe discriminazioni e situazioni di violenza. È l’allarme lanciato dal Comitato Cedaw, l’organismo dell’Onu per il riconoscimento e la difesa dei diritti delle donne che ha presentato alla Camera dei Deputati le valutazioni sul rapporto “ombra”, relazione che fotografa il benessere delle donne e si affianca all’ufficiale rapporto redatto dal governo.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie all’apporto di numerose ONG specializzate del settore (per esempio Fondazione Pangea, Actionaid, Associazione Differenza Donna e altre), infatti, i rilevatori del Comitato, dopo sei mesi di lavoro, hanno avuto ben chiaro il quadro della situazione femminile italiana, e invitano ora il nostro Paese a ratificare quanto prima la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza nei confronti delle donne, firmato da dieci Paesi Europei lo scorso maggio a Instanbul.</p>
<p style="text-align: justify;">L’appello più accorato arriva da Violeta Neubauer, membro del Comitato Onu incaricato di vigilare sull’applicazione della convenzione internazionale Cedaw, convenzione nata all’Assemblea Onu nel lontano 1979, e da noi firmata nel 1985: «L’Italia deve fare molto di più – spiega – c’è uno scarto tra la legge e la sua esecuzione che va colmato, le donne non devono essere il problema, ma la soluzione per un Paese».<br />
I dati parlano chiaro: rispetto alla normativa guida che le Nazioni del mondo dovrebbero seguire, in Italia persistono stereotipi e discriminazioni nel welfare, nei diritti sessuali e sulla salute riproduttiva, e gravi patologie sociali come la tratta, la prostituzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo il passaggio chiave del rapporto: «Il Comitato è preoccupato per la rappresentazione della donna quale oggetto sessuale e per gli stereotipi circa i ruoli e le responsabilità dell’uomo e della donna nella famiglia e nella società. Tali luoghi comuni, contenuti anche nelle dichiarazioni pubbliche rese dai politici, minano la condizione sociale della donna, come emerge dalla posizione svantaggiata in diversi settori». Ci vengono in mente la cupa situazione del mercato del lavoro, l’accesso alla vita politica e alle cariche decisionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Basta qualche cifra per rendersi conto: la pensione delle donne è in media più bassa del 30,5% rispetto a quella degli uomini, e le libere professioniste non godono di minime tutele in materia di maternità e di cura dei figli. In Parlamento il contributo femminile è appena il 20%, una delle percentuali più basse in Europa e nel mondo. Stessa situazione nelle Università, dove le donne laureate sono in maggioranza (58%), ma la percentuale di ricercatrici cade al 40%, e quella delle professoresse ordinarie è al 12%.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia non si investe in rosa, quindi, ma si continua a raffigurare la donna, vedi la televisione o le pubblicità, come un corpo, un oggetto sessuale, o al massimo una brava mamma di famiglia.<br />
La donna non è solo penalizzata, ma resa anche vittima della violenza maschile. Violenza inaudita verso donne e bambine, che rappresenta la prima causa di morte in Italia per l’universo femminile che va dai 15 ai 44 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Comitato Cedaw ha chiesto all’Italia di cambiare registro e attenersi alla convenzione mondiale, riferendo dei progressi raggiunti ogni due anni, e non più quattro come si era fatto finora. Tra le raccomandazioni anche quelle di seguire appositi codici di condotta e fornire maggiore assistenza in termini sanitari, logistici e psicologici a quelle donne che decidono di scappare dalla violenza o denunciare abusi e soprusi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: xx-small;"><strong>fonte</strong>: <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5kaXJpdHRvZGljcml0aWNhLmNvbQ==" target=\"_blank\">Diritto di Critica</a></span></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>La Cultura resiste alla crisi</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 07:15:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laredazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Interni]]></category>
		<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi economica incombe, ma la cultura nel nostro Paese continua a resistere. A dimostrarlo sarebbe il dato registrato a fine anno dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che evidenzia come  in Italia il numero di visitatori nei  musei e nei siti di interesse culturale sarebbe in costante crescita. Anzi: nonostante i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-15637" title="Domenico Ghirlandaio, &quot;L'adorazione dei pastori&quot;. Firenze, Basilica di Santa Trinita" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/01/Ghirlandaio.jpg" alt="" width="396" height="286" /></p>
<p style="text-align: justify;">La crisi economica incombe, ma la cultura nel nostro Paese continua a resistere. A dimostrarlo sarebbe il dato registrato a fine anno dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che evidenzia come  in Italia il numero di visitatori nei  musei e nei siti di interesse culturale sarebbe in costante crescita. Anzi: nonostante i tagli, le manovre, i fondi sempre più esigui e le sempre più scarse disponibilità finanziarie degli enti- sia pubblici che privati – il bilancio del 2011 risulta essere migliore di quello dell’anno precedente.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il MiBac, infatti, nel 2011 ci sarebbe stato un aumento del 9,5 % sul numero di visitatori rispetto al 2010 e del 16% nel 2010 sul 2009. Cifre che parlano di una crescita continua e regolare, tant’è che il 2011 ha registrato il record storico anche per due realtà specifiche e prestigiose del mondo museale italiano, la Galleria degli Uffizi di Firenze (con 1.766.000 visitatori totali) e i Musei Vaticani di Roma, dove nell’anno appena trascorso si è superata la soglia dei 5 milioni di visitatori. «Un dato oggettivamente interessante – ha affermato sull’<a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5vc3NlcnZhdG9yZXJvbWFuby52YS9wb3J0YWwvZHQ/SlNQVGFiQ29udGFpbmVyLnNldFNlbGVjdGVkPUpTUFRhYkNvbnRhaW5lciUyRkRldGFpbCZhbXA7bGFzdD1mYWxzZT0mYW1wO3BhdGg9L25ld3MvY3VsdHVyYS8yMDEyLzAwOHExMi1NdXNlaS12YXRpY2FuaS1zb2xkLW91dC5odG1sJmFtcDt0aXRsZT1NdXNlaSUyMHZhdGljYW5pJTIwc29sZCUyMG91dCZhbXA7bG9jYWxlPWl0" target=\"_blank\">Osservatore Romano</a> il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci –. In Europa i Vaticani giocano il confronto con il Louvre di Parigi, il British Museum di Londra, l’Hermitage di San Pietroburgo, il Prado di Madrid»: una realtà che porrebbe il museo italiano nella cerchia di «attrattori fatali, irrinunciabili, per i migranti del turismo cosiddetto “culturale”».</p>
<p style="text-align: justify;">Tanto più che anche l’osservatore internazionale Cultor  College ha collocato proprio i Musei Vaticani al terzo posto nella classifica mondiale dei musei – dopo il Louvre (che si è confermato il museo più frequentato al mondo anche nel 2011 con 8,8 milioni di visitatori) e il Metropolitan di New York – in base ad una valutazione che tiene conto non solo della notorietà delle esposizioni, ma anche del fascino dell’ambiente, della qualità dell’accoglienza e della professionalità dei servizi.</p>
<p style="text-align: justify;">Numeri in crescita sono stati registrati nel 2011 anche dai musei della città di Torino. Tra Gam (Galleria di Arte Moderna), Palazzo Madama, Mao (Museo d’Arte Orientale) e Borgo Medievale – che fanno parte della Fondazione Torino Musei – è stata infatti superata la soglia del milioni di visitatori, in aumento rispetto al 2010, mentre la Pinacoteca Agnelli presso il Lingotto ha visto l’accesso di circa 55 mila persone: un bilancio di successo alle soglie del decimo anniversario della struttura, premiata in particolar modo dalle esposizioni temporanee legate al tema del collezionismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il trend in crescita è stato confermato anche a cavallo delle festività natalizie. Tra Vigilia, Natale e Santo Stefano i dati del MiBac hanno testimoniato infatti  un incremento del 17,7% rispetto al 2010 delle persone che hanno visitato i trenta siti culturali più importanti della nostra penisola, dalla Reggia di Caserta a Castel Sant’Angelo, dal museo delle Antichità Egizie di Torino alla Pinacoteca di Brera a Milano, per un totale di 63.745 visitatori: merito forse della promozione che ha consentito l’ingresso libero nei musei italiani per il giorno di Natale.  «Sono lieto – ha dichiarato il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Lorenzo Ornaghi – che i cittadini dimostrino di avere un legame ancora vitale con il nostro patrimonio culturale. La loro adesione è un invito a rinvigorire il nostro impegno perché la cultura continui ad esercitare un ruolo di primaria importanza nella vita del Paese».</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: xx-small;"><strong>fonte</strong>: Diritto di Critica &#8211; <strong>immagine: </strong>Domenico Ghirlandaio, &#8220;<a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2l0Lndpa2lwZWRpYS5vcmcvd2lraS9BZG9yYXppb25lX2RlaV9wYXN0b3JpXyUyOEdoaXJsYW5kYWlvJTI5" target=\"_blank\">L&#8217;adorazione dei pastori</a>&#8221; (1485). Firenze, Basilica di Santa Trinita</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: xx-small;"><br />
</span></p>
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		<title>La Swinging London a Firenze</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 07:49:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ottavina Reale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Carnaby Street]]></category>
		<category><![CDATA[Paul McCartney]]></category>
		<category><![CDATA[Swinging London]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Museo Alinari (Firenze, Largo Fratelli Alinari) ospita fino al 25 marzo la prima importante esposizione dedicata all&#8217;attività di Brian Duffy (1933-2010), leggendario fotografo inglese. La mostra arriva in prima assoluta in Italia dopo il grande successo ottenuto alla Idea Generation Gallery di Londra. Celebrato autore di tante immagini della Swinging London e famoso per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-15650" title=" Brian Duffy: MIchael Caine" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/01/MIchael_Caine.png" alt="" width="305" height="393" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il Museo Alinari (<a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL21hcHMuZ29vZ2xlLml0L21hcHM/cT1GaXJlbnplLCtsYXJnbytGcmF0ZWxsaStBbGluYXJpKzE1JmFtcDtobD1pdCZhbXA7c2xsPTQxLjQ0MjcyNiwxMi4zOTI1NzgmYW1wO3NzcG49MjguMjE5OTM4LDY3LjYzMTgzNiZhbXA7dnBzcmM9MCZhbXA7aG5lYXI9TGFyZ28rRnJhdGVsbGkrQWxpbmFyaSwrMTUsKzUwMTIzK0ZpcmVuemUsK1Rvc2NhbmEmYW1wO3Q9bSZhbXA7ej0xNw==" target=\"_blank\">Firenze, Largo Fratelli Alinari</a>) ospita fino al 25 marzo la prima importante esposizione dedicata all&#8217;attività di <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5kdWZmeXBob3RvZ3JhcGhlci5jb20v" target=\"_blank\">Brian Duffy</a> (1933-2010), leggendario fotografo inglese.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra arriva in prima assoluta in Italia dopo il grande successo ottenuto alla <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2dhbGxlcnkuaWRlYWdlbmVyYXRpb24uY28udWsv" target=\"_blank\">Idea Generation Gallery</a> di Londra. Celebrato autore di tante immagini della Swinging London e famoso per le sue fotografie a musicisti, attori e modelle, Duffy ha creato il culto del fotografo di moda mettendo se stesso al centro della passerella, insieme a modelle e celebrità. All&#8217;apice della sua carriera, nel 1979, Duffy ha lasciato la fotografia. Ha radunato la maggior parte dei suoi lavori nel giardino dietro casa e ne ha fatto un falò.</p>
<p style="text-align: justify;">Il figlio Chris, con opera certosina e dopo anni di ricerche tra gli archivi e le pubblicazioni di tutto il mondo, è riuscito a recuperare le 160 fotografie che compongono la mostra. E&#8217; un insieme di immagini, rare e inedite, che offre un vero e proprio spaccato dell&#8217;iconografia culturale degli anni &#8217;60 e &#8217;70: dai divi cinematografici quali Michael Caine e Sidney Poitier, alle rock star come John Lennon, David Bowie e Debbie Harry. Dal glamour della <em>top model</em> Jean &#8220;Shrimp&#8221; Shrimpton e della <em>Bond girl</em> Joanna Lumley,  alla leggenda letteraria William Burroughs.</p>
<p style="text-align: justify;">La raccolta delle opere ora in mostra non fa che confermare il ruolo fondamentale che Duffy ha avuto nella fotografia inglese quale membro della famosa &#8220;<a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL21vcmVpbnRlbGxpZ2VudGxpZmUuY29tL2Jsb2cvaGVsZW5hLWRvdWdsYXMvYnJpYW4tZHVmZnlzLXZpYnJhbnQtbG9uZG9u" target=\"_blank\">Black Trinity</a>&#8221; (con David Bailey e Terence Donovan). Un trio, questo, che definì il linguaggio visivo della Swinging London degli anni Sessanta.</p>
<p style="text-align: justify;">Anni &#8217;60 che, dalle pagine di &#8220;Harper&#8217;s Bazar&#8221; e di &#8220;Vogue&#8221;, sono stati immortalati dai suoi memorabili scatti. Moltissime, per non dire quasi tutte, furono le star musicali di quegli anni da lui fotografate: oltre ai già ricordati Lennon, Bowie e Harry anche The Shadows, The Hollies, Jane Birkin, Black Sabbath, Frankie Miller, Marianne Faithfull, Blondie e Paul McCartney.  Dal 1957, quando iniziò a lavorare per &#8220;British Vogue&#8221; come fotografo di moda, Duffy ha realizzato numerosi ritratti spaziando tra il cinema, la musica, la pubblicità, la moda e la letteratura. Basti ricordare, una su tutte, la celeberrima copertina del LP &#8220;<a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy41eWVhcnMuY29tL2FzdHA3My5odG0=" target=\"_blank\">Aladdin sane</a>&#8221; (1973) che, mostrando un David Bowie con un pesante make-up a forma di fulmine sul volto, diventa fin da subito un&#8217;icona <em>glam pop</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è un caso se nel 2010, anno della sua scomparsa, la BBC ha tributato a Brian Duffy un omaggio postumo realizzando un documentario dall&#8217;eloquente titolo: &#8220;<a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5iYmMuY28udWsvcHJvZ3JhbW1lcy9iMDBwd3Nucw==" target=\"_blank\">The man who shot the 60s</a>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Il 2011 è stato l&#8217;anno del traduttore</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 08:50:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laredazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Critica Culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Critica Letteraria]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie al successo dei romanzi di Stieg Larsson e Haruki Murakami, la letteratura tradotta sta attraversando il momento migliore degli ultimi 30 anni. Ma riusciremo mai a trovare il graal della fedeltà assoluta? Il capitolo 11 della Genesi ci racconta che un tempo &#8220;tutta la terra parlava la stessa lingua e usava le stesse parole&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="p1" style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-15493" title="Old Library" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/01/old_library.jpg" alt="" width="412" height="311" /></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Grazie al successo dei romanzi di Stieg Larsson e Haruki Murakami, la letteratura tradotta sta attraversando il momento migliore degli ultimi 30 anni. Ma riusciremo mai a trovare il graal della fedeltà assoluta?</p>
<p class="p2" style="text-align: justify;">Il capitolo 11 della Genesi ci racconta che un tempo &#8220;tutta la terra parlava la stessa lingua e usava le stesse parole&#8221;. Dopo la fine del diluvio universale i sopravvissuti decisero di celebrare la loro buona stella secondo la tradizione, ovvero costruendo un edificio monumentale. &#8220;Orsù, facciamo dei mattoni e cuociamoli col fuoco!&#8221;, esclamavano i figli di Noé. &#8220;Facciamoci un nome, per non essere dispersi sulla faccia di tutta la terra&#8221;.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Ma le cose non andarono esattamente come speravano. Secondo l&#8217;Antico testamento all&#8217;Onnipotente l&#8217;idea di creare una società unita non piacque neanche un po&#8217;. E così il desiderio demiurgico dell&#8217;uomo andò incontro all&#8217;inevitabile fallimento, e il sogno di Babele si concluse nel giorno in cui &#8220;l&#8217;Eterno colà confuse la lingua di tutta la terra.&#8221; Tanto per essere sicuri, l&#8217;Altissimo &#8220;disperse sulla faccia di tutta la terra&#8221; quegli uomini che ormai non riuscivano più a capirsi tra loro.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Oggi, all&#8217;inizio del XXI secolo, nel mondo si parlano più di cinquemila lingue differenti. Ma il sogno di una lingua universale è ancora vivo, e le prospettive non sono mai state così incoraggianti: il 2011 è stato un anno straordinario per l&#8217;arte della traduzione. Viene da chiedersi se siamo davvero pronti a ricostruire la torre di Babele.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Oggi numerosi linguisti accettano la rivoluzionaria teoria del filosofo Noam Chomsky, secondo cui nonostante i vocabolari diversi &#8220;i terrestri parlano un&#8217;unica lingua&#8221;, e un marziano in visita sul pianeta Terra se ne accorgerebbe immediatamente. Secondo Chomsky siamo probabilmente più vicini che mai a rendere questo &#8220;linguaggio unico&#8221; intellegibile per tutti.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Grazie alla forza dei mezzi di comunicazione internazionali, il mercato della letteratura tradotta è in continua crescita. La lingua di riferimento è l&#8217;inglese, britannico o americano. C&#8217;è da dire che volte le traduzioni somigliano all&#8217;originale quanto il lato sbagliato di un tappeto persiano, ma i lettori non sembrano farci troppo caso.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Recentemente negli Stati Uniti la passione per la &#8220;narrativa straniera&#8221; – la trilogia Millennium di Stig Larsson o 1Q84 di Haruki Murakami – è cresciuta al punto tale da diventare una moda, regalando un nuovo pubblico alle stelle della letteratura internazionale come Umberto Eco, Roberto Bolaño e Péter Nádas.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Gli scrittori stranieri non riscuotevano un successo simile in America dagli anni ottanta, quando i romanzi di Milan Kundera, Gabriel García Márquez e Mario Vargas Llosa erano costantemente in cima alle classifiche di vendita. Oggi il mercato è più che mai aperto alla letteratura tradotta.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Le nuove edizioni [in inglese] di Guerra e Pace, Madame Bovary o La ricerca del tempo perduto hanno portato alla ribalta i traduttori, creature per natura particolarmente timide. In autunno David Bellos ha pubblicato &#8220;Is That A Fish In Your Ear? Translation and the Meaning of Everything&#8221; (C&#8217;è un pesce nel tuo orecchio? La traduzione e il significato di tutto), nel quale si legge che in Giappone i &#8220;traduttori sono vere e proprie stelle&#8221; ed esiste persino un libro di gossip esclusivamente dedicato a loro, &#8220;Le vite dei traduttori, l&#8217;Abc&#8221;.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Lo strabiliante aumento dei lettori mondiali di narrativa è stato innescato dal complesso rapporto tra la rivoluzione informatica e le manifestazioni tradizionali della promozione letteraria come l&#8217;Orange Prize o il Man Booker Prize, rivitalizzati dai media sociali. Ma il boom non sarebbe mai stato possibile senza un altro fenomeno cruciale: secondo il British Council circa la metà della popolazione mondiale (ovvero 3,5 miliardi di individui) possiede quantomeno &#8220;nozioni basilari di inglese&#8221;. Per la prima volta nella storia dell&#8217;umanità, insomma, una lingua può essere trasmessa praticamente in tutto il mondo.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Questo fenomeno linguistico senza precedenti è alimentato dalla potenza dei mezzi d&#8217;informazione. Lindsey Hilsum, responsabile per l&#8217;estero dell&#8217;emittente Channel 4 News, racconta un aneddoto interessante: una volta, chiedendo il significato di alcuni graffiti in arabo su un muro di Tripoli, le è stata offerta una traduzione sorprendentemente inter-culturale: &#8220;Gheddafi, sei l&#8217;anello debole, sei fuori&#8221; (riferimento alla trasmissione televisiva L&#8217;anello debole, trasmessa originariamente dalla BBC e condotta da Anne Robinson).</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Con l&#8217;espandersi degli orizzonti linguistico-letterari non sorprende che Google abbia conquistato un ruolo di primo piano in quella che è ormai una rivoluzione nelle tecniche di traduzione. La soluzione offerta dall&#8217;azienda della Silicon Valley a un problema che da sempre affligge l&#8217;umanità è un computer in grado di avvicinarsi al sacro graal dell&#8217;intelligenza artificiale, che può tradurre &#8220;il linguaggio naturale&#8221;.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">I precedenti approcci alla traduzione automatica erano basati sul processo di scissione e ricostruzione di una lingua, con risultati spesso comici (&#8220;kindergarten&#8221; diventava &#8220;giardino dei bambini&#8221;, per esempio). Secondo Bellos si trattava di &#8220;una ricerca senza speranze del linguaggio puramente ipotetico utilizzato da tutti gli abitanti del mondo nel profondo della loro coscienza&#8221;.</p>
<p class="p3" style="text-align: justify;"><strong>L’enigma della salsiccia</strong></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Google Translator è in grado di fare qualcosa di molti diverso. In un certo senso segue un concetto d&#8217;ispirazione wittgensteiniana: &#8220;Non domandarti quale sia il significato, chiediti l&#8217;uso&#8221;. Il programma cerca nei suoi sconfinati archivi di materiale tradotto, e usa il calcolo delle probabilità per individuare il significato più verosimile basandosi sul contesto. Per riuscire nell&#8217;impresa Google Translator si serva di un database di milioni di parole estratte dal corpus di documenti delle Nazioni unite, dai romanzi di Harry Potter, dalle agenzie di stampa e dai memorandum aziendali.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">È probabile che il sogno di una lingua universale dipenda da una traduzione perfetta. Lasciando da parte la morale contenuta nell&#8217;episodio della Torre di Babele, la storia stessa della Bibbia e delle sue diverse versioni offre spunti molto interessanti, specialmente in un anno in cui si celebrano i 400 anni della sua più celebre traduzione in inglese, la Bibbia di Re Giacomo. È davvero possibile scrivere una traduzione ideale e definitiva di un&#8217;opera? Ogni versione non è forse irrimediabilmente segnata dal contesto sociale e culturale in cui si muove il traduttore?</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Il destino delle diverse traduzioni della Bibbia in inglese testimonia la difficoltà di tradurre un testo in una lingua in continua evoluzione. I sostenitori della Bibbia di Re Giacomo, scritta all&#8217;epoca di Donne e Shakespeare, inorridiscono quando &#8220;strips of cloth&#8221; si trasforma in &#8220;swaddling clothes&#8221;, o quando &#8221;noisy gongs&#8221; sostituisce &#8220;sounding brass&#8221;. A volte la traduzione moderna produce effetti involontariamente comici. La New English Bible, per esempio, sostituisce &#8220;sheep&#8217;s clothing&#8221; (&#8220;in vesti di pecora&#8221;) con una definizione che sembra uscita da un film dei Monthy Python: &#8220;men dressed up as sheep&#8221; (&#8220;uomini vestiti da pecore&#8221;).</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">In definitiva, nonostante l&#8217;annata particolarmente proficua per i traduttori e il proliferare delle innovazioni tecnologiche nel campo della comunicazione, non ci siamo ancora lasciati alle spalle gli eterni dilemmi linguistici di Wittgenstein. E per quante che siano le lingue comprese da Google translation, il programma non è ancora in grado di capire se con &#8220;hot dog&#8221; si parla di cani o di salsiccie.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><strong>fonte</strong>: <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5ndWFyZGlhbi5jby51ay9zY2llbmNlLzIwMTEvbm92LzI3L3RyYW5zbGF0aW9uLWNyZWF0aW5nLWdsb2JhbC1sYW5ndWFnZQ==" target=\"_blank\">The Observer</a>, &#8221; From the Bible to the latest Swedish thriller: 2011 is the year of the translator&#8221; &#8211; <strong>Trad.</strong>:Andrea Sparacino PressEurope</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">
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