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	<title>Minitrue &#187; Cultura &amp; Società</title>
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		<title>La cultura della paura</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 18:06:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jaques M. Hotteterre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Interni]]></category>
		<category><![CDATA[Stragi di Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scopo di un atto di terrorismo &#8211; indipendentemente da chi ne sia l&#8217;autore &#8211; è quello di incutere paura. Chiudere la gente nelle proprie case e modificarne le abitudini. Farle vivere nel timore di essere una potenziale futura vittima. Quello che è successo stamani a Brindisi rientra in questa logica criminale. E l&#8217;unica risposta <a href='http://minitrue.it/2012/05/la-cultura-della-paura/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL21pbml0cnVlLml0L3dwLWNvbnRlbnQvdXBsb2Fkcy8yMDEyLzA1L25vcm1hbF9wbC1rZWVwLWNhbG0td2FsbC1zdGlja2VyLWZsYXQuanBn"><img class="aligncenter  wp-image-17773" title="normal_pl-keep-calm-wall-sticker-flat" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/05/normal_pl-keep-calm-wall-sticker-flat.jpg" alt="" width="274" height="274" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Lo scopo di un atto di terrorismo &#8211; indipendentemente da chi ne sia l&#8217;autore &#8211; è quello di incutere paura. Chiudere la gente nelle proprie case e modificarne le abitudini. Farle vivere nel timore di essere una potenziale futura vittima.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che è successo stamani a Brindisi rientra in questa logica criminale. E l&#8217;unica risposta che può dare una collettività è quella del rifiuto di questa logica, pena la sua stessa sopravvivenza.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; quello che, per fortuna, sta succedendo in molte piazze italiane che si riempiono di gente comune. Perchè, come al solito, la gente è ben più avanti della classe politica che la rappresenta. Una classe politica, a partire dal sindaco di Roma che ha lanciato l&#8217;iniziativa poi ripresa a livello nazionale, che non ha saputo trovare di meglio che annullare la Notte dei Musei per lutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Sospendere la Notte dei Musei è controcultura, anzi è cultura della paura <em>tout court</em>. E&#8217; il segno di debolezza che il terrorismo si augura di vedere.</p>
<p style="text-align: justify;">Un dopocena museale alla riscoperta della nostra arte, della nostra storia, delle nostre radici è riscoprire o fortificare il nostro senso di cittadinanza. Proprio ciò che il terrorismo non vuole.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo continuano a svolgersi gli Internazionali d&#8217;Italia di tennis, la tappa del giro d&#8217;Italia di ciclismo, la Coppa America di vela e domani la finale di Coppa Italia di Calcio.</p>
<p style="text-align: justify;">Con il consueto, ipocrita minuto di silenzio.</p>
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		<title>Suicidi e audience</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 05:36:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ottavina Reale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Interni]]></category>
		<category><![CDATA[Clericalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Eutanasia]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; noto che alle testate giornalistiche piacciono le notizie a grappolo. Forse perchè è più facile cavalcarle. O forse perchè quando le metti tutte insieme fanno più spicco, e puoi infiocchettarle come &#8220;il grande scoop&#8221;. In questi giorni per esempio va di moda il titolone su suicidi e crisi economica. I media ne parlano diffusamente, <a href='http://minitrue.it/2012/05/suicidi-e-audience/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL21pbml0cnVlLml0L3dwLWNvbnRlbnQvdXBsb2Fkcy8yMDEyLzA1L1JlbGlnaW9uX0Jsb2ctMjguanBn"><img class="aligncenter  wp-image-17668" title="Religion_Blog-28" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/05/Religion_Blog-28.jpg" alt="" width="276" height="298" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; noto che alle testate giornalistiche piacciono le notizie a grappolo. Forse perchè è più facile cavalcarle. O forse perchè quando le metti tutte insieme fanno più spicco, e puoi infiocchettarle come &#8220;il grande scoop&#8221;.<br />
In questi giorni per esempio va di moda il titolone su suicidi e crisi economica. I media ne parlano diffusamente, quasi che il dramma fosse nuovo, inedito e inesplorato.</p>
<p style="text-align: justify;">E dai giornali le notizie rimbalzano poi sulla scena politica: lo stesso Mario Monti ha velatamente accusato (per poi ritrattare) il precedente governo di non aver adeguatamente affrontato la crisi economica provocando, in qualche misura, questa tragedia.</p>
<p style="text-align: justify;">In un infinito gioco di specchi i titoli si inseguono tutti uguali, e si perde di vista il pudore con cui si dovrebbe affrontare un argomento tanto delicato e complesso, quello della scelta di morire.</p>
<p style="text-align: justify;">Perchè l&#8217;orrore del suicidio non è soltanto quello che viene sbattuto in prima pagina per fare scena.  In termini numerici, ogni giorno in Italia sono quasi otto le persone che scelgono la morte. I dati ISTAT (<a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2dpdXN0aXppYWluY2lmcmUuaXN0YXQuaXQvanNwL2Rhd2luY2kuanNwP3E9cGwwMWEwMDEwMDEyMDAwJmFtcDthbj0yMDA4JmFtcDtpZz0xJmFtcDtjdD0zMzYmYW1wO2lkPTE3QQ==" target=\"_blank\">qua in dettaglio</a>) ci dicono che nel 2008 &#8211; ultimi dati disponibili &#8211; si sono uccise 2.828  persone, mentre i tentati suicidi sono stati 3.327.</p>
<p style="text-align: justify;">Le ragioni del suicidio esigono il massimo rispetto. Ma su una di queste ragioni l&#8217;opinione pubblica pare non avere la forza o la volontà di soffermarsi: fra queste seimila persone un terzo, <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5zdHVkaW9jYXRhbGRpLml0L25ld3NfZ2l1cmlkaWNoZV9hc3AvbmV3c19naXVyaWRpY2FfMTEyODUuYXNw" target=\"_blank\">circa duemila individui</a>, erano malati allo stato terminale. Il che significa che sei persone ogni giorno scelgono di morire per non continuare a soffrire.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma su di loro nessun rigo, nessuna prima pagina. Quasi che questi morti non avessero diritto ad una <em>pietas</em>. Quasi che la causa che li ha spinti ad un gesto così estremo non avesse la stessa importanza di una cambiale non onorata o di un lavoro perso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma soprattutto non  c&#8217;è nessuno che provi a dare conto della ipocrisia di una  classe politica clericale che pervicacemente continua a chiudere gli occhi sul problema dell&#8217;eutanasia e del suicidio assistito.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; tristemente assente dalle prime pagine dei giornali a grande diffusione una precisa disamina delle responsabilità di  coloro che vogliono gestire l&#8217;esistenza di ciascuno di noi &#8211; dalla nascita alla morte -  secondo il loro credo. Una complicità che perpetua e alimenta, sotto gli occhi di tutti, questa quotidiana, silenziosa tragedia.</p>
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=17627" width="1" height="1" style="display: none;" /><div class="SPOSTARBUST-Related-Posts"><H5>Leggi anche:</H5><ul class="entry-meta"><li class="SPOSTARBUST-Related-Post"><a title="Benedetti Atei" href="http://minitrue.it/2010/10/benedetti-atei/" rel="bookmark">Benedetti Atei</a></li>
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</ul></div>]]></content:encoded>
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		<title>Mamma</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 06:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laredazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Festa della Mamma]]></category>

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		<description><![CDATA[Mia madre mi disse quando ero piccolo: Vieni, siediti vicino a me, mio unico figlio E ascolta attentamente ciò che ti dico. E se lo farai, questo ti aiuterà In un giorno di sole Prenditi il tuo tempo Non vivere troppo di fretta, I problemi arriveranno e poi se ne andranno. Và, trova una donna <a href='http://minitrue.it/2012/05/mamma/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Mia madre mi disse quando ero piccolo:<br />
Vieni, siediti vicino a me, mio unico figlio<br />
E ascolta attentamente ciò che ti dico.<br />
E se lo farai, questo ti aiuterà<br />
In un giorno di sole<br />
Prenditi il tuo tempo<br />
Non vivere troppo di fretta,<br />
I problemi arriveranno e poi se ne andranno.<br />
Và, trova una donna e troverai l&#8217;amore,<br />
E non dimenticare, figlio,<br />
Lassù c&#8217;è qualcuno.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Simple Man</em>, Lynyrd Skynyrd</strong></p>
<p style="text-align: center;"><p><a href="http://minitrue.it/2012/05/mamma/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=17652" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded>
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		<title>Emigrazione interiore</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 05:44:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nelken</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggere  i titoli dei giornali questa mattina ha creato in me un profondo senso di disagio, ancora tagli alla scuola. La nostra scuola spolpata e decadente costruita sull’impegno di un corpo docente che tace, nonostante tutto. La Arendt propone un concetto, esplicativo del fenomeno di indifferenza che caratterizza il nostro tempo:“emigrazione interiore”. Significa essere e <a href='http://minitrue.it/2012/05/emigrazione-interiore/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-17436" title="Hannah Arendt" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/04/Arendt.jpg" alt="" width="351" height="301" /></p>
<p style="text-align: justify;">Leggere  i titoli dei giornali questa mattina ha creato in me un profondo senso di disagio, ancora tagli alla scuola. La nostra scuola spolpata e decadente costruita sull’impegno di un corpo docente che tace, nonostante tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">La Arendt propone un concetto, esplicativo del fenomeno di indifferenza che caratterizza il nostro tempo:“emigrazione interiore”. Significa essere e agire come se non si appartenesse più al Paese nel quale si vive. Significa un ritiro in uno spazio privato, interiore, “nell’invisibilità del pensare e del sentire”.  L’effetto della fuga dal mondo nel contesto della Germania nazista, riferimento storico del discorso arendtiano, si manifesterà poi  come una sorta di incapacità di affrontare la realtà storica e il tema della responsabilità e della colpa; questioni ancor oggi in discussione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora il contesto è diverso. Sebbene la crisi economica, non troppo dissimile a quella che favorì la deriva totalitaria, estremizzi il dissenso  facendo leva sulle sofferenze di chi, già abituato a soffrire, lotta per la sopravvivenza, siamo ancora un Paese democratico. Vorrei  citare alcune delle belle parole pronunciate da Pericle nel suo mirabile Discorso agli ateniesi nel 461 a.c. :</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla”.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">La  Arendt quando parlava di emigrazione interiore intendeva forse la difficoltà di dare vita ad un politica? Alla incapacità di giudicarla? Credo entrambe le cose, ma vorrei soffermarmi sul secondo punto. Cosa occorre oggigiorno per essere nelle condizioni di giudicare la politica o i politici? Innanzitutto tempo, costanza, impegno, istruzione, educazione civica e coscienza  civile. Tutti aspetti che concernono l’educazione e che non rappresentano caratteristiche innate degli uomini. Vorrei che ognuno volgesse lo  sguardo attorno a sé, con la dovuta attenzione e apertura all’ascolto.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono l’indifferenza o lo sconforto a prevalere, soprattutto tra le giovani generazioni che stipate in scuole sovraffollate e  ormai prive di risorse, resistono all’offesa spesso “emigrando interiormente”, ritirandosi nel loro spazio solipsistico ed indifferente. Pochi decidono di essere cittadini, anche se sentono fondamentale per la loro felicità la possibilità di partecipare alla costruzione di senso del mondo.  L’educazione delle giovani generazioni, lo sanno tutti, è fondamentale per costruire una società degna e consapevole, allora porrei una ingenua domanda: perché la nostra politica continua senza posa a distruggere le fondamenta  della sua esistenza?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>di </em><strong>Nelken</strong>. <em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Da oggi, con questo articolo, </em>Nelken<em> inizia la sua collaborazione con Minitrue</em>.</p>
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=17427" width="1" height="1" style="display: none;" /><div class="SPOSTARBUST-Related-Posts"><H5>Leggi anche:</H5><ul class="entry-meta"><li class="SPOSTARBUST-Related-Post"><a title="Cinecittà condannata a morte" href="http://minitrue.it/2011/03/cinecitta-condannata-a-morte/" rel="bookmark">Cinecittà condannata a morte</a></li>
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		<title>Crisi e satanismo</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 05:36:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laredazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Interni]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi Economica]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Sette]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia, paese considerato come uno dei più superstiziosi, si vive un autentico “boom” di sette, un fenomeno senza paragoni rispetto agli altri paesi occidentali. Molto spesso si tende però a «confondere fede e superstizione, e questo si trasforma in un punto debole per molte persone, ed è qui che se ne approfittano guru, maghi <a href='http://minitrue.it/2012/05/crisi-e-satanismo/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-17334" title="Spiritism" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/04/sedinta-spiritism.jpg" alt="" width="294" height="223" /></p>
<p style="text-align: justify;">In Italia, paese considerato come uno dei più superstiziosi, si vive un autentico “boom” di sette, un fenomeno senza paragoni rispetto agli altri paesi occidentali. Molto spesso si tende però a «confondere fede e superstizione, e questo si trasforma in un punto debole per molte persone, ed è qui che se ne approfittano guru, maghi e ciarlatani» spiega ad ABC il  professore Giovanni Panunzio, fondatore del Telefono Antiplagio contro ogni tipo di sette e santoni, che  in Italia stanno crescendo come funghi.</p>
<p style="text-align: justify;">Soltanto le sette sataniche ammontano a 8.000, con più di 600.000 adepti, cifre alle quali si devono aggiungere «migliaia di nuovi culti e forme religiose legate a figure carismatiche». La denuncia è stata fatta dalla rivista ufficiale della Polizia di Stato italiana <em>Polizia moderna</em>. «Il fenomeno è sempre più esteso», segnala Giovanni Panunzio. Lombardia e Piemonte, Lazio e Sicilia sono le regioni dove il satanismo è più esteso, anche se abbonda in tutta Italia. Negli ultimi tre mesi nella diocesi siciliana di Monreale sono state rubate ostie e oggetti sacri in quattro chiese, che poi vengono utilizzati durante cerimonie e messe nere.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è chi ha definito la Sicilia come il paradiso del diavolo e la terra degli esorcisti, considerando la straordinaria concentrazione di preti esorcisti. L’isola presenta infatti il numero più alto di sacerdoti ufficialmente accreditati dai vescovi per la lotta contro il demonio:  ci sono circa 100 esorcisti in tutta Italia, 20 dei quali solo in Sicilia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il professore Tullio Di Fiori, studioso del fenomeno in Sicilia, commenta che le sette sataniche sono in aumento e sono più difficili da controllare in quanto molto chiuse, e inoltre la tecnologia complica le cose: «I capi delle sette utilizzano internet per organizzare le cerimonie, creando blog dove parlano in codice con gli adepti, blog che poi disattivano. Le sette – aggiunge – non sono molto diverse da Cosa Nostra nel momento di fare proseliti. Prima del rito di iniziazione il capo si assicura che si tratti di una persona affidabile. La mafia non tollera i pentiti, e lo stesso discorso vale per i guru delle sette».<br />
Secondo il criminologo Alfonso Terrana «il giovane che entra a far parte di una setta vive spesso una situazione familiare problematica. Per molti adorare il diavolo è una forma di ribellione contro il sistema».</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre al fenomeno delle sette, ogni anno circa 13 milioni di italiani, vale a dire 35.000 persone al giorno, ricorrono a maghi, santoni e guaritori. Si tratta di un business che muove più di 6.000 milioni (sei miliardi) di euro. Secondo il professore Giovanni Panunzio, che studia da molto tempo il fenomeno dell’occulto, le ragioni che spingono i cittadini a ricorrere a questi operatori sono le seguenti: sentimentali (52%), economiche (24%), di salute (13%), giudiziarie (6%) e per chiedere protezione (5%). Questi operatori sono soliti compiere una serie di reati quali truffa, esercizio abusivo della professione medica, estorsione e violazione della privacy.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda le cause dell’aumento dei dipendenti delle sette verificatosi negli ultimi tempi, il professore Panunzio sottolinea: «C’è una crisi di valori e delle relazioni umane, con un aumento della solitudine. Ora che c’è la crisi economica, i santoni, guru, capi setta e tutti i tipi di ciarlatani promettono alle vittime di risolvere i loro problemi. Internet ha aiutato molto l’espansione del fenomeno». L’età media delle vittime, secondo il professore, è di 42 anni. Le donne rappresentano la maggioranza (51%), seguono uomini (38%) e adolescenti (11%).</p>
<p style="text-align: justify;">Il fondatore del Telefono Antiplagio ci spiega alcuni dei pericoli più comuni nei quali incorrono le vittime: «Il lavaggio del cervello da parte dei maghi e capi setta tende generalmente a conseguire due obiettivi: soggiogare la donna con la scusa di aiutarla per poi abusarne sessualmente, e sfruttare economicamente le vittime. Alcune finiscono con l’essere totalmente rovinate».</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: xx-small;"><strong>fonte</strong>: <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5hYmMuZXMvMjAxMjA0MTAvaW50ZXJuYWNpb25hbC9hYmNpLXNlY3Rhcy1zYXRhbmljYXMtcHJvbGlmZXJhbi1pdGFsaWEtMjAxMjA0MDkyMDA1Lmh0bWw=" target=\"_blank\">ABC</a></span></p>
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=17331" width="1" height="1" style="display: none;" /><div class="SPOSTARBUST-Related-Posts"><H5>Leggi anche:</H5><ul class="entry-meta"><li class="SPOSTARBUST-Related-Post"><a title="Un&#8217; Utopia reale" href="http://minitrue.it/2011/12/un-utopia-reale/" rel="bookmark">Un&#8217; Utopia reale</a></li>
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		<title>Legalizziamola, per pietà</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 05:23:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laredazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Interni]]></category>
		<category><![CDATA[Legalizzazione cannabinoidi]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Servizio Sanitario]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 23 aprile scorso è stata licenziata una proposta di legge regionale perché sia garantito, ai cittadini residenti in Toscana, l’accesso ai  cannabinoidi nella terapia del dolore, nelle cure palliative e in altri tipi di terapie. L’atto verà discusso in aula il 2 maggio per l’approvazione finale. La proposta della commissione Sanità della Regione Toscana, <a href='http://minitrue.it/2012/04/legalizziamola-per-pieta/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-17353" title="FDA" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/04/medical-marijuana-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il 23 aprile scorso è stata licenziata una proposta di legge regionale perché sia garantito, ai cittadini residenti in Toscana, l’accesso ai  cannabinoidi nella terapia del dolore, nelle cure palliative e in altri tipi di terapie. L’atto verà discusso in aula il 2 maggio per l’approvazione finale.</p>
<p style="text-align: justify;">La proposta della commissione Sanità della Regione Toscana, presieduta da Marco Remaschi (Pd) costituisce di certo un primo, importante segnale di civiltà nel nostro Paese che soffre ancora di un clima culturale nel quale le sostanze stupefacenti sono ammantate da un’aura negativa, stigmatizzate e rifiutate tout court anche in tutti quei casi in cui potrebbero essere utilizzate – alla stregua di farmaci – per sollevare i malati da sofferenze evitabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei settori in cui il dibatto a riguardo è più avanzato è naturalmente quello delle cure palliative. Per cure palliative si intendono quelle cure prestate a pazienti con prognosi infausta e che, non rispondendo più ai trattamenti tradizionali, devono essere aiutati a mantenere alta – oltre che per il periodo più lungo possibile – la propria qualità di vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti tra questi pazienti soffrono a causa di dolori incoercibili o per una varietà di altri sintomi difficili da trattare – quale ad esempio la nausea – e che possono rispondere positivamente all’uso di cannabinoidi. Su questi pazienti – tra l’altro – è già possibile, per legge,  utilizzare farmaci oppioidi, gli unici in grado di controllare stabilmente il dolore.</p>
<p style="text-align: justify;">Come sempre accade però, anche le leggi più lungimiranti, organiche e “moderne” impiegano molto tempo a penetrare nel tessuto sociale e organizzativo della sanità italiana e – una volta promulgate – sono destinate ad anni di elaborazione e traduzione in pratica.</p>
<p style="text-align: justify;">La proposta della commissione Sanità toscana può essere dunque letta come una delle avanguardie dell’ottima legge 39/99 voluta dall’allora ministro della Salute, Rosy Bindi che prevedeva, oltre allo sdoganamento ufficiale degli oppioidi, l’istituzione di 188 hospice (a tutt’oggi sono 151) e uno stanziamento di 208 milioni di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">La legge Bindi rappresenta un passo importante, al quale sono fortunatamente seguiti molti altri: integrazioni, altre leggi regionali, decreti ministeriali e ulteriori stanziamenti di fondi. Ma si tratta ancora di una strada in salita in cui il sospetto nei confronti del ricorso a oppioidi e cannabinoidi costituisce uno dei sintomi più gravi di arretratezza culturale. Questa arretratezza è tristemente connessa alla cultura cattolica e – cosa ancor peggiore – al fatto che la giovane tradizione delle cure palliative nel nostro paese è gestita da una maggioranza di organizzazioni religiose piuttosto che laiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza volere né potere semplificare la complessità di questo tema, ci poniamo una domande: una cultura religiosa che trova nel dolore, nella sofferenza e nella resurrezione il suo motore interno e il suo senso più profondo sarà più o meno sensibile e proattiva nell’alleviare il dolore rispetto a una cultura che non attribuisce a quel dolore alcuna dimensione moralizzante?</p>
<p style="text-align: justify;">fonte: <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5jcm9uYWNoZWxhaWNoZS5pdA==" target=\"_blank\">Cronache Laiche</a></p>
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=17350" width="1" height="1" style="display: none;" /><div class="SPOSTARBUST-Related-Posts"><H5>Leggi anche:</H5><ul class="entry-meta"><li class="SPOSTARBUST-Related-Post"><a title="Immigrazione e sanità: la Toscana batte il governo" href="http://minitrue.it/2010/07/immigrazione-e-sanita-la-toscana-batte-il-governo/" rel="bookmark">Immigrazione e sanità: la Toscana batte il governo</a></li>
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</ul></div>]]></content:encoded>
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		<title>RAI ovvero pere, mandolini e pelati</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 06:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laredazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
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		<category><![CDATA[Dignità della Donna]]></category>
		<category><![CDATA[Maschilismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Ha fatto il giro del mondo, se non del globo reale quantomeno di quello virtuale, la domanda di un noto telegioco di Rai Uno che chiedeva ai concorrenti di offrire una soluzione al seguente cruciale quesito: «Chi di loro può vantare un lato B a pera?» fornendo, come opzioni per la risposta, i nomi di <a href='http://minitrue.it/2012/04/pere-mandolini-e-pelati/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-17243" title="Baldly" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/04/8839308_orig.gif" alt="" width="309" height="248" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ha fatto il giro del mondo, se non del globo reale quantomeno di quello virtuale, la domanda di un noto telegioco di Rai Uno che chiedeva ai concorrenti di offrire una soluzione al seguente cruciale quesito: «<em>Chi di loro può vantare un lato B a pera?</em>» fornendo, come opzioni per la risposta, i nomi di Elisabetta Canalis, Jennifer Lopez, Laura Chiatti, Ilary Blasi, Beyoncé, Belen Rodriguez, Alessia Marcuzzi, Rihanna, Valeria Marini.</p>
<p>Piaccia o meno all’altra metà del cielo, la svolta è invero epocale.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo gli anni di onta nella quale il fondoschiena a pera, oggetto di immondo disprezzo da parte delle signore cui la sorte ne aveva sciaguratamente affibbiato uno, era ahinoi caduto, finalmente è giunto il momento della riscossa: le natiche formose e un po’ abbondanti che si meritano un tale appellativo non ottengono più la vergogna di chi le possiede, bensì diventano addirittura oggetto di vanto. Per di più pubblico: persino in Rai se ne parla. La tale o tal altra diva ha il fondoschiena a mandolino o a pera?</p>
<p style="text-align: justify;">Come se niente fosse le due forme sono equiparate, meritevoli entrambe di lode da parte del magico mondo mediatico fatto di lustrini, soubrettes, presentatori maschi che leggono il quesito come se niente fosse, soldi a palate per chi risponde giusto e, da ora, fatto persino di quel vituperato sederino a pera che non godeva di tanta popolarità dai remoti tempi delle abbondanti modelle rubensiane.</p>
<p>Bene: ora che il fondoschiena a pera è sdoganato non resta che restituire dignità alle pelate virili, fino a ieri oggetto di una vergogna, da parte degli sfortunati stempiati, almeno pari a quella che provavano le donne per il loro formoso lato B. E’ tempo che la cosiddetta piazza alta non rimanga appannaggio del grottesco e un po’ ammuffito Mastro Lindo, sex symbol per casalinghe italiane secondo solo al mitico Baffo d’Oro della Moretti, ma diventi anch’essa oggetto di una domanda al telequiz.</p>
<p>I maschietti non protestino: si sa, in fondo è la par condicio.</p>
<p><span style="font-size: xx-small;"><strong>fonte</strong>: <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5jcm9uYWNoZWxhaWNoZS5pdA==" target=\"_blank\">Cronache Laiche</a>, &#8220;<em>Alla Rai non far sapere quanto sono buoni i pelati con le pere</em>&#8220;.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=17239" width="1" height="1" style="display: none;" /><div class="SPOSTARBUST-Related-Posts"><H5>Leggi anche:</H5><ul class="entry-meta"><li class="SPOSTARBUST-Related-Post"><a title="Meno alberi, meno prostituzione" href="http://minitrue.it/2010/10/meno-alberi-meno-prostituzione/" rel="bookmark">Meno alberi, meno prostituzione</a></li>
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		<title>Mater semper certa est, pater numquam</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 05:47:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laredazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ “É veramente mio figlio?” Questo atavico dubbio continua a tormentare molti padri, un timore che già dall’antichità i latini sintetizzavano così: “Mater semper certa est, pater numquam” . É il caso di un professore di 51 anni di Padova, nel nord Italia, che con un test di paternità comprato su internet quasi per gioco ha <a href='http://minitrue.it/2012/04/mater-semper-certa-est-pater-numquam/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-17210" title="UK 1943" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/04/UK-1943.png" alt="" width="344" height="272" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"> “É veramente mio figlio?” Questo atavico dubbio continua a tormentare molti padri, un timore che già dall’antichità i latini sintetizzavano così: “Mater semper certa est, pater numquam” . É il caso di un professore di 51 anni di Padova, nel nord Italia, che con un test di paternità comprato su internet quasi per gioco ha scoperto che i suoi due figli non erano biologicamente suoi. E c’è di più: erano di due padri diversi. Quello del professore di Padova non è un caso isolato. Come il suo sono sempre di più i padri italiani che si rivolgono a un laboratorio genetico per eseguire il test del DNA, un fenomeno che in Italia sta avendo un boom. Solo nei centri autorizzati sono stati eseguiti, senza nessun ordine motivato dal giudice, 3600 test nel 2011, il 15% in più rispetto al 2010. Grazie al moltiplicarsi delle offerte in rete, si fanno centinaia di esami del DNA. In 1 caso su 5, il padre è un altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi quest’ analisi è diventata un’operazione estremamente semplice. Il prezzo oscilla tra i 300 e i 600 euro in centri riconosciuti, e meno di 150 euro su internet, con il rischio però di truffa tipico della rete. A casa arriva un kit con due tamponi per prelevare campioni di mucosa orale, o sangue, capelli, unghie, etc. Si inviano al laboratorio e in 4-5 giorni si riceve l’esito. Se le prove sono eseguite correttamente, l’affidabilità è del 99,9999% nel caso di conferma della paternità, e al 100% in caso contrario. In ogni caso il risultato del test dovrebbe essere chiarito da un genetista.<br />
Quando si scoprono le sorprese, in 2 casi su 10 il timore viene confermato : non c’è relazione biologica tra padre e figlio. La madre quindi nascondeva un segreto. Si tratta di una percentuale solo relativamente alta (il 20% dei test effettuati rivelano una falsa paternità) in quanto chi fa il test già aveva un sospetto molto forte.</p>
<p style="text-align: justify;">Le motivazioni che inducono a  fare il test  sono diverse: crisi della coppia, voler avere un certificato di paternità per allegarlo al testamento con il fine di evitare dispute ereditarie. Il 20% sono coppie di extracomunitari ai quali serve per il ricongiungimento familiare. Infine a volte sono gli stessi figli, intorno ai 30 anni, che decidono di fare il test.<br />
I padri italiani che non sanno che il figlio non è loro sono il 2%, una percentuale che si alza al 9% in Francia.<br />
Gli studiosi sostengono che questo boom di test del DNA è il riflesso del fatto che il virus del dubbio e della sfiducia si diffonde in questi momenti di crisi non solo nell’economia e nella politica, ma anche tra le coppie e in generale nelle relazioni umane.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: xx-small;"><strong>fonte</strong>: <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5hYmMuZXMvMjAxMjA0MDMvc29jaWVkYWQvYWJjaS1pdGFsaWEtYm9vbS10ZXN0LXBhdGVybmlkYWQtMjAxMjA0MDMxODA4Lmh0bWw=" target=\"_blank\">ABC.es</a> &#8220;Boom del test de paternitad en Italia&#8221;</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=17207" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded>
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		<title>Dimmi che taglia porti</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 05:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laredazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Corpo delle Donne]]></category>

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		<description><![CDATA[Il personale di bordo della compagnia aerea Meridiana Fly si è ribellato al cambiamento imposto alle divise di bandiera dall’ex-modella Cristina Ceolin stilista dei nuovi modelli oltre che moglie dell’attuale amministratore delegato della compagnia Giuseppe Gentile. Le uniformi al centro della polemica avrebbero misure eccessivamente ridotte rispetto alle taglie standard e sembrerebbe siano state presentate <a href='http://minitrue.it/2012/04/dimmi-che-taglia-porti/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-17203" title="24 gennaio 1953. Una segretaria della Pan Am aiuta un gruppo di ballerine dello show televisivo della BBC, Shop Window, a indossare le divise della Pan Am - foto: Ron Case/Keystone/Getty Images" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/04/Pan-Am-.jpg" alt="" width="267" height="365" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il personale di bordo della compagnia aerea Meridiana Fly si è ribellato al cambiamento imposto alle divise di bandiera dall’ex-modella Cristina Ceolin stilista dei nuovi modelli oltre che moglie dell’attuale amministratore delegato della compagnia Giuseppe Gentile.</p>
<p style="text-align: justify;">Le uniformi al centro della polemica avrebbero misure eccessivamente ridotte rispetto alle taglie standard e sembrerebbe siano state presentate alle dipendenti con la raccomandazione – espressa dalla stessa Ceolin – a controllare (o meglio, perdere) peso.<br />
La compagnia vorrebbe infatti «l’applicazione di normative sul controllo del peso per il personale navigante di cabina» che ha scatenato la protesta delle hostess. Una normativa, hanno dichiarato le dipendenti in una lettera di protesta inviata ai vertici aziendali «altamente lesiva della dignità femminile, marcatamente sessista e discriminatoria».<br />
Meridiana naturalmente ha smentito, dichiarando che le parole della Ceolin siano state abilmente manipolate per creare polemica. Al di là di ciò che è veramente accaduto e sperando che aver sollevato il caso serva comunque a tutelare le dipendenti da un’assurda costrizione, ciò che interessa approfondire è una riflessione sul tema delle taglie. Si tratta di un argomento che a prima vista potrebbe sembrare del tutto privo di interesse e che invece racchiude un insieme complesso di dimensioni – sociale, culturale, di costume – e che coinvolge naturalmente grandi interessi economici.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo proposito sono stati resi pubblici dall’Economist i risultati di uno studio che dimostra quanto negli ultimi trent’anni le taglie dei nostri vestiti si siano allargate per adattarsi, almeno nei paesi ricchi, al parallelo “allargamento” della popolazione. I dati parlano chiaro: un abito taglia 42 italiana, dagli anni 70 a oggi è cresciuto di ben 10 centimetri in vita e quasi 8 sui fianchi – pur restando “su carta” – una 42.<br />
Insomma le taglie possono crescere o rimpicciolire e queste manipolazioni possono essere introdotte per motivi molto differenti. Nel caso della compagnia Meridiana il tentativo di controllare la snellezza delle dipendenti incarna un modello abusato in cui la società tenta il controllo del corpo oggettificandolo ed esercitando su di esso un potere colpevole e indebito.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso delle taglie che, a parità di etichetta, corrispondono a vestiti più ampi si tratta invece di una strategia che, mentre adatta la moda ai mutamenti della popolazione, invoglia all’acquisto.  Già perché per tante donne dichiarare una 46-48 è una vera e propria onta e allora – come ha dichiarato lo stilista Ermanno Scervino, basta giocare con le etichette e regalare «un gesto d’amore»: dare a una 46 l’illusione di calzare a pennello una 44. Curisomente questa strategia “affettiva” aiuta molto gli stilisti anche ad aggiudicarsi clienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Scervino ha dichiarato che si tratta di un innocuo stratagemma per portare le donne all’accettazione felice di sé ma resta il dubbio che in fondo la strategia di controllo resa manifesta dalla vicenda Meridiana e i «gesti d’amore» delle case di moda portino entrambi allo stesso triste punto d’approdo: che ci sia qualcuno all’infuori di se stessi – sia esso un’azienda, un numero, uno sguardo – deputato a condizionare l’amore, quello vero, che si dovrebbe provare per se stessi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: xx-small;"><strong>fonte</strong>: <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5jcm9uYWNoZWxhaWNoZS5pdA==" target=\"_blank\">Cronache Laiche</a>, &#8220;Dimmi che taglia porti e ti dirò di cosa sei schiava&#8221;</span></p>
<p style="text-align: justify;">
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=17200" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded>
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		<title>RMS Titanic</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 20:40:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zucker and Zucker</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Anniversario]]></category>
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		<category><![CDATA[Titanic]]></category>

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		<description><![CDATA[[http://www.youtube.com/watch?v=FC9e5LTaKbI] video by BritishPathè.com &#8211; soundtrack: Frédéric Chopin,&#8221;Notturno Opera 9 n.2&#8243; Leggi anche:Dirigere la cultura non paga 21 marzo Giornata mondiale della Poesia Bene Un mondo senza padri e mariti Corrado Augias spiega l&#8217;Italia ai francesi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">[http://www.youtube.com/watch?v=FC9e5LTaKbI]</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: xx-small;"><strong>video</strong> by <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy55b3V0dWJlLmNvbS91c2VyL2JyaXRpc2hwYXRoZT9vYj0wJmFtcDtmZWF0dXJlPXJlc3VsdHNfbWFpbg==" target=\"_blank\">BritishPathè.com</a> &#8211; <strong>soundtrack</strong>: Frédéric Chopin,&#8221;Notturno Opera 9 n.2&#8243;</span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=16948" width="1" height="1" style="display: none;" /><div class="SPOSTARBUST-Related-Posts"><H5>Leggi anche:</H5><ul class="entry-meta"><li class="SPOSTARBUST-Related-Post"><a title="Incompetenti, per fortuna" href="http://minitrue.it/2011/08/incompetenti-per-fortuna/" rel="bookmark">Incompetenti, per fortuna</a></li>
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