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	<title>Minitrue &#187; Web &amp; Informatica</title>
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		<title>Lo studente che combatte Facebook</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 07:12:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laredazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-17361" title="Facebook_anni 50" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/04/Facebook_anni-50-300x298.jpg" alt="" width="300" height="298" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un giorno Max Schrems ha voluto vederci chiaro: ha chiesto a Facebook di dargli accesso a tutti i dati personali conservati che lo riguardano. La risposta che ha ricevuto dal social network è andata ben oltre i suoi peggiori timori: tutto ciò che egli aveva cancellato c’era ancora. I suoi cambiamenti di stato, le sue richieste di aggiungere amici, i suoi messaggi privati. Facebook ha conservato assolutamente tutto quello che riguarda il giovane austriaco, contro la sua volontà e andando contro ogni normativa prevista dal diritto europeo sulla privacy, che proibisce la conservazione a tempo indeterminato dei dati personali dell’utente.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò accadeva un anno fa. In fondo, il ventiquattrenne Schrems aveva chiesto semplicemente di far valere i propri diritti. Ogni europeo può  esigere di avere accesso ai propri dati personali, ed essendo uno studente di giurisprudenza il giovane lo sapeva.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non sapeva che con la sua indagine avrebbe scatenato la più grande campagna della storia di Facebook in materia di tutela della privacy, né che sarebbe entrato in uno scontro frontale con Facebook e con un ente  europeo. Oggi, infatti, a bloccare ogni nuova procedura che prende di mira Facebook è un ente irlandese di tutela della privacy.</p>
<p style="text-align: justify;">All’inizio Schrems voleva soltanto divertirsi. Ma a Facebook sono state necessarie sei settimane e 23 mail per comunicare allo studente austriaco tutte le informazioni che lo riguardavano, in tutto 1.222 pagine in formato Pdf piene di informazioni confidenziali su di lui, un utente qualsiasi del social network che ne conta 854 milioni</p>
<p style="text-align: justify;">In un primo tempo lo studente incredulo si è stropicciato gli occhi, poi ha trovato pane per i suoi denti per lanciarsi in una sfida giuridica e si è servito di quelle pagine come di prove da presentare in tribunale.</p>
<p style="text-align: justify;">All’epoca Facebook ha sicuramente sottovalutato lo studente austriaco, il quale ha presentato 22 ricorsi contro la conservazione delle informazioni personali cancellate, le fraudolente condizioni generali di utilizzo e il riconoscimento facciale automatico.</p>
<p style="text-align: justify;">Le critiche contro la politica della privacy del social network risalgono a molto più indietro, ma Schrems è stato il primo a bussare alla porta giusta: quella dell’ente irlandese che si occupa della tutela della privacy. È in Irlanda, infatti, che Facebook ha la propria sede sociale in Europa, e ciò lo assoggetta al diritto europeo. In seguito alle sue querele, l’ente ha immediatamente fissato due sedute con la filiale irlandese del social network.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall’oggi al domani lo studente austriaco è diventato l’eroe della tutela della privacy in Europa: i media ne hanno fatto un David che ha battuto il cattivo Golia a colpi di fionda. Con pochi mezzi è riuscito a sollevare molto interesse intorno al suo caso. Ha fatto tutto da solo, tra un impegno di studio e l’altro, e senza l’aiuto di legali.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando non studiava diritto costituzionale in biblioteca, rilasciava interviste rilanciate poi dal suo sito Europe versus Facebook, dal quale si tiene in contatto con l’ente irlandese di tutela della privacy. Il tutto spendendo 9,90 euro al mese, quanto gli costa il server che ospita il suo sito web. Facebook, invece, perde milioni di euro se viene privata del diritto di raccogliere indiscriminatamente le informazioni personali in Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il social network è preoccupato, anche perché si avvicina la sua quotazione in borsa. Schrems ha ricevuto una visita a Vienna: Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, gli ha mandato Richard Allan, il suo più importante lobbista per l’Europa, accompagnato da una collaboratrice del Global Policy Team del gruppo. Inoltre il social network ha costituito un team incaricato esclusivamente di rispondere alle richieste di comunicazione dei dati personali.</p>
<p style="text-align: justify;">Schrems, infatti, non è l’unico ad aver fatto una cosa del genere: circa 44mila persone hanno risposto al suo appello lanciato da Europe versus Facebook. Facebook, però, adesso si è fatta più prudente e restia a inviare l’elenco delle informazioni sensibili, scatenando le proteste degli utenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna sanzione<br />
Parrebbe che siano tutti dalla parte dello studente austriaco. Tutti, ma non la commissione irlandese per la tutela della privacy, che si è rifiutata di fare dichiarazioni ufficiali sulla legalità della conservazione delle informazioni personali degli utenti di Facebook. In seguito alle indagini sul social network, l’ente si è accontentato di emettere raccomandazioni. Ma Facebook non ha seguito neppure queste direttive.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli irlandesi non vogliono che il social network o altri gruppi come Google o Imb abbandonino il loro paese, spiega Schrems. Oltretutto in Irlanda c’è bisogno di lavoro e di soldi: dalla fine del 2010 il budget irlandese resiste soltanto grazie all’aiuto finanziario di altri paesi della zona euro.</p>
<p style="text-align: justify;">In assenza di una decisione ufficiale da parte della commissione, Schrems non può aprire altri procedimenti giudiziari contro Facebook, ed esige un verdetto. La legge irlandese glielo garantisce, dice, ma il commissario irlandese incaricato della tutela della privacy da quell’orecchio non ci sente</p>
<p style="text-align: justify;">Schrems dovrà così attendere la fine del mese per sapere se Facebook si rifiuta ancora di conformarsi alle direttive, gli hanno detto. Nel caso in cui questa scadenza non fosse rispettata, però, non è prevista alcuna sanzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: xx-small;"><strong>fonte</strong>: <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5zdWVkZGV1dHNjaGUuZGUvZGlnaXRhbC9kYXRlbnNjaHV0ei1ha3RpdmlzdC1zY2hyZW1zLWRlci1tYW5uLWRlci1mYWNlYm9vay1uZXJ2dC0xLjEzMzcyNTk=" target=\"_blank\">Süddeeutsche.de</a> &#8211; <strong>trad.</strong>: <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5wcmVzc2V1cm9wLmV1" target=\"_blank\">Presseurop</a></span></p>
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=17357" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded>
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		<title>The House of the Rising Sun</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 06:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zucker and Zucker</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Web & Informatica]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;The House of the Rising Sun&#8221;: da Woody Gutrhie a B.B.King, da Jimi Hendrix ai Beatles numerosi sono stati  coloro che hanno interpretato questo brano folk nato nella metà dell&#8217;800 in Louisiana. Ma l&#8217;esecuzione che forse più di tutte ha fatto conoscere al grande pubblico &#8220;La casa del sole nascente&#8221;, eufemismo per indicare una casa <a href='http://minitrue.it/2012/02/the-house-of-the-rising-sun/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;The House of the Rising Sun&#8221;: da Woody Gutrhie a B.B.King, da Jimi Hendrix ai Beatles numerosi sono stati  coloro che hanno interpretato questo brano folk nato nella metà dell&#8217;800 in Louisiana. Ma l&#8217;esecuzione che forse più di tutte ha fatto conoscere al grande pubblico &#8220;La casa del sole nascente&#8221;, eufemismo per indicare una casa di tolleranza di New Orleans, fu quella degli <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=dGhlJTIwaG91c2UlMjBvZiUyMHRoZSUyMHJpc2luZyUyMHN1biUyMGFuaW1hbA==" target=\"_blank\">Animals</a> nel 1964. Chi non la ricorda e chi, specie quelli della nostra generazione beatlesiana, non ha provato a riprodurre quell&#8217;indimenticabile giro di chitarra?</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso, all&#8217;inizio del terzo millennio e grazie a <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3ZpbWVvLmNvbS9wdXJldHVuZQ==" target=\"_blank\">Puretune</a> il brano viene riproposto in maniera del tutto particolare attraverso una strana <em>band</em> fatta di strumenti recuperati da una sorta di archeologia elettronica. Questi i componenti:  voce, uno scanner HP scanjet; organo, un Atari 800 con oscilloscopio; chitarra, un Texas Instrument T99-4A;  basso e batteria, un Hard Disk con microcontroller PiC 16F84A. Frontman del <em>gruppo</em> un sistema operativo linux, per la precisione Ubuntu 9.10.</p>
<p style="text-align: justify;">E adesso buona visione, con buona pace di <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2VyaWNidXJkb24ubmluZy5jb20v" target=\"_blank\">Eric Burdon</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><p><a href="http://minitrue.it/2012/02/the-house-of-the-rising-sun/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=16046" width="1" height="1" style="display: none;" /><div class="SPOSTARBUST-Related-Posts"><H5>Leggi anche:</H5><ul class="entry-meta"><li class="SPOSTARBUST-Related-Post"><a title="God Save the Linux" href="http://minitrue.it/2011/01/god-save-the-linux/" rel="bookmark">God Save the Linux</a></li>
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</ul></div>]]></content:encoded>
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		<title>Siate affamati</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 07:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zucker and Zucker</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
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		<description><![CDATA[Il mondo dei gadget sessuali è vasto, tanto da soddisfare ogni particolare e curiosa esigenza. E non è un caso che nei tempi della comunicazione globale e della tecnologia a portata di tasca (anche nel senso delle dimensioni) il mondo dell&#8217;erotismo-fai-da-te faccia il salto di qualità: dalla vagina portatile all&#8217;iPad. iPad come oggetto erotico? Si, <a href='http://minitrue.it/2012/01/siate-affamati/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il mondo dei gadget sessuali è vasto, tanto da soddisfare ogni particolare e curiosa esigenza. E non è un caso che nei tempi della comunicazione globale e della tecnologia a portata di tasca (anche nel senso delle dimensioni) il mondo dell&#8217;<em>erotismo-fai-da-te</em> faccia il salto di qualità: dalla vagina portatile all&#8217;iPad.</p>
<p style="text-align: justify;">iPad come oggetto erotico? Si, certo. Un&#8217;azienda ha infatti prodotto un accessorio erotico maschile &#8211; una sorta di custodia &#8211; che si aggancia sul retro dell&#8217;iPad e che permette al maschio, in maniera del tutto &#8220;interattiva&#8221;, di raggiungere la tanto voluta auto-gratificazione attraverso i vari contenuti pre-caricati (fotografie, video, animazioni).</p>
<p style="text-align: justify;">Beh, pensiamo che Steve Jobs non intendesse riferirsi a questo quando pronunciò &#8220;Stay hungry, stay foolish&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-15844" title="Erotic gadget for iPad" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/01/iPad-erotico.png" alt="" width="450" height="305" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=15838" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded>
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		<title>Wi-Fi per tutti. In Italia? Macchè&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 08:28:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jeremy A. Brady</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Web & Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Free Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Malaysia]]></category>
		<category><![CDATA[WiFi]]></category>

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		<description><![CDATA[A Kuala Lumpur, la più grande città della Malysia e capitale della Federazione, i ristoranti &#8211; ma anche i i pub, i lounge club, i bar &#8211; dovranno essere dotati obbligatoriamente di un servizio WI-FI per offrire ai loro clienti la connessione ad internet. Questo è quanto ha disposto il Consiglio Municipale. La nuova normativa <a href='http://minitrue.it/2012/01/wi-fi-per-tutti-in-italia-macche/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-15512" title="Emilio Salgari, &quot;Le Tigri di Mompracem&quot;" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2012/01/Le-Tigri-di-Mompracem.jpg" alt="" width="307" height="192" /></p>
<p style="text-align: justify;">A Kuala Lumpur, la più grande città della Malysia e capitale della Federazione, i ristoranti &#8211; ma anche i i pub, i lounge club, i bar &#8211; dovranno essere dotati obbligatoriamente di un servizio WI-FI per offrire ai loro clienti la connessione ad internet.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è quanto ha disposto il Consiglio Municipale. La nuova normativa entrerà in vigore fin dal prossimo aprile e obbligherà tutti i locali superiori ai 120 mq di dotarsi di copertura WI-FI. Per coloro che intendono aprire un nuovo esercizio la copertura WI-FI sarà uno dei requisiti necessari per ottenere la relativa licenza commerciale.</p>
<p style="text-align: justify;">Fin dal 2008 Kuala Lumpur dispone di circa 1.800 hot spot. Con questa iniziativa, in pratica, tutta la città sarà ininterrottamente coperta dalla rete WI-FI.</p>
<p style="text-align: justify;">fonte: <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5uc3QuY29tLm15Lw==" target=\"_blank\">New Straits Times</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p>&nbsp;</p>
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=15510" width="1" height="1" style="display: none;" /><div class="SPOSTARBUST-Related-Posts"><H5>Leggi anche:</H5><ul class="entry-meta"><li class="SPOSTARBUST-Related-Post"><a title="Blog e giornali non sono la stessa cosa" href="http://minitrue.it/2010/04/blog-e-giornali-non-sono-la-stessa-cosa/" rel="bookmark">Blog e giornali non sono la stessa cosa</a></li>
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</ul></div>]]></content:encoded>
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		<title>Dennis chi?</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 06:55:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ottavina Reale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Web & Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
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		<category><![CDATA[Steve Jobs]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sarebbe piaciuto iniziare dichiarando che &#8220;il mondo piange la scomparsa di un genio&#8221;.  Solo che &#8220;il mondo&#8221; non se ne è quasi nemmeno accorto. La totale mancanza di spazio-notizia dedicato alla sua morte, specie se paragonata alla risonanza causata dalla perdita di Steve Jobs fa riflettere su un mondo ormai prigioniero della scelta di <a href='http://minitrue.it/2011/10/dennis-chi/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-14652" title="Dennis Richtie (1941- 2011)" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2011/10/dennis.jpg" alt="" width="247" height="320" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ci sarebbe piaciuto iniziare dichiarando che &#8220;il mondo piange la scomparsa di un genio&#8221;.  Solo che &#8220;il mondo&#8221; non se ne è quasi nemmeno accorto.</p>
<p style="text-align: justify;">La totale mancanza di spazio-notizia dedicato alla sua morte, specie se paragonata alla risonanza causata dalla perdita di Steve Jobs fa riflettere su un mondo ormai prigioniero della scelta di acclamare solo l&#8217;eroe mediatico, dimenticando che si può assurgere a grandezze stellari solo perchè si poggia sulle spalle di altri giganti.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure, senza di lui, o <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2VuLndpa2lwZWRpYS5vcmcvd2lraS9LZW5fVGhvbXBzb24=" target=\"_blank\">Ken Thomson</a>, o <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2l0Lndpa2lwZWRpYS5vcmcvd2lraS9Ccmlhbl9LZXJuaWdoYW4=" target=\"_blank\">Brian Kernighan</a> non ci sarebbe stato UNIX, e senza UNIX non avremmo avuto sistemi operativi come GNU\ Linux, Mac OS X, BSD, solo per dirne alcuni. E non esisterebbe neanche il Linguaggio C, ancora oggi il linguaggio di programmazione più usato di tutti i tempi e con il quale viene scritto il software che anima i telefonini, gli ascensori, le auto, i bancomat.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; morto l&#8217;8 ottobre. Si chiamava <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2l0Lndpa2lwZWRpYS5vcmcvd2lraS9EZW5uaXNfUml0Y2hpZQ==" target=\"_blank\">Dennis Ritchie</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=14649" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded>
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		<title>Sweep different</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 06:49:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jeremy A. Brady</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
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		<description><![CDATA[Il primo folletto lo comprai nel ‘99. Ricordo che nel mio condominio mi guardarono tutti come se fossi pazza. «Ecco quella della scopa elettrica», dicevano quando arrivavo, ma a ma non importava, perché era vero. Ero un outsider, una ribelle, una che aveva lasciato la polverosa via vecchia per la nuova. Quella doppia W inserita <a href='http://minitrue.it/2011/10/sweep-different/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-14588" title="Vacuum Cleaner Adv 1952" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2011/10/vacuum-cleaner.jpg" alt="" width="316" height="400" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il primo folletto lo comprai nel ‘99. Ricordo che nel mio condominio mi guardarono tutti come se fossi pazza. «Ecco quella della scopa elettrica», dicevano quando arrivavo, ma a ma non importava, perché era vero. Ero un outsider, una ribelle, una che aveva lasciato la polverosa via vecchia per la nuova. Quella doppia W inserita in un vortice mi aveva cambiato la vita, e presto l’avrebbe cambiata a tutto il mondo, divenendo il simbolo di chi non si arrende, di chi lotta per le proprie idee, ed è affamato di esperienza e di novità.</p>
<p style="text-align: justify;">Egelbert Gorissen non c’è più. Lui, genio visionario, che per primo nella azienda che aveva fondato e da cui si era distaccato a 31 anni per l’acre conflitto che lo contrapponeva all&#8217;anacronistica proprietà, se n’è andato, lasciandoci tutti un po’ più soli. È inutile, ora, cadere nel sentimentalismo, lasciarsi andare ai ricordi di quanto la sua personalità abbia rivoluzionato gli stili di vita e di pensiero di milioni di persone. Basti ricordare le sue imprese, che basate su un’idea semplice come semplici sono le idee geniali, hanno fatto della sua figura l’icona e il modello di una generazione. L’oggetto che tutti oggi abbiamo in casa non è solo utile: è poetico. Non serve “solo” per pulire, ma racchiude nel suo cuore la magia delle arti: Egelbert Gorissen, chiuso nel suo garage insieme al compagno di università Adolf Vorwerk, ha avuto, unico al mondo, l’idea di piazzare delle minuscole manovelle nel motore di un grammofono per farne il cuore di una scopa elettrica.</p>
<p style="text-align: justify;">Vedendola in azione, maneggevole, agile, veloce, portatile, la sua segretaria esclamò entusiasta: «ma è un piccolo Kobold!» (in tedesco appunto “folletto”). Da allora quel miracoloso portento è entrato nelle vite di tutti noi, a tutte le ore della giornata, ovunque. Egelbert, è vero, è diventato miliardario, e ha fatto arricchite quelli che hanno avuto la fortuna di collaborare con lui di condividerne la sorte umana e professionale. Ma lui non badava ai soldi: negli ultimi anni della malattia ha rinunciato allo stipendio e si accontentava di un simbolico pfenning all’anno, conscio che il vero guadagno era la destinazione della sua creatura. Grazie a lui milioni di individui e di masse povere hanno trovato lavoro, come ingegneri o come semplici domestici; grazie a lui e al suo genio visionario il mondo si è riscattato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo motto, siate aspiranti, siate elettrici, è la guida che vogliamo per i nostri giovani, che infatti lo hanno fatto proprio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, siamo sicuri, questo piccolo grande mago del folletto, è al cospetto di Dio, a cui si sia presentato col suo geniale candore e insieme con la certezza di avere reso il suo mondo, il mondo della Bibbia, più nuovo e pulito. Ora è lui a spicciare la casa più grande, il Paradiso.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie Egelbert, non ti dimenticheremo mai.</p>
<p style="text-align: justify;">di <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2RhbmllbGFyYW5pZXJpLnR1bWJsci5jb20vcG9zdC8xMTE1NDE2MjcwOS9pbC1wcmltby1mb2xsZXR0by1sby1jb21wcmFpLW5lbC05OS1yaWNvcmRvLWNoZQ==" target=\"_blank\">Daniela Ranieri</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=14585" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded>
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		<title>Post a Rete Unificata: no al comma ammazza-blog</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 20:06:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laredazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interni]]></category>
		<category><![CDATA[Web & Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà della Rete]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo blog aderisce all’iniziativa del post #areteunificata lanciata da ValigiaBlu contro il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni (l’ammazzablog). Il post scelto è stato quello realizzato da Bruno Saetta. Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog? Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla <a href='http://minitrue.it/2011/09/post-a-rete-unificata-no-al-comma-ammazza-blog/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-14496" title="NO-LEGGE-BAVAGLIO-ALLA-RETE " src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2011/09/NO-LEGGE-BAVAGLIO-ALLA-RETE_2vers.jpg" alt="" width="260" height="184" /></p>
<p>Questo blog aderisce all’iniziativa del post <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3R3aXR0ZXIuY29tLyMhL3NlYXJjaC8lMjNhcmV0ZXVuaWZpY2F0YT9xPSUyM2FyZXRldW5pZmljYXRh" target=\"_blank\">#areteunificata</a> lanciata da <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy52YWxpZ2lhYmx1Lml0Lw==" target=\"_blank\">ValigiaBlu</a> contro il <strong>comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni </strong>(l’<em>ammazzablog</em>). Il post scelto è stato quello realizzato da <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy52YWxpZ2lhYmx1Lml0L2RvYy81MzgvY29tbWEtYW1tYXp6YWJsb2ctcG9zdC1kZWRpY2F0by1hLWdhc3BhcnJpLWMuaHRt" target=\"_blank\">Bruno Saetta</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?</strong></p>
<div style="text-align: justify;">Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Cosa è la rettifica? </strong></div>
<div style="text-align: justify;">La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione? </strong></div>
<div style="text-align: justify;">La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto? </strong></div>
<div style="text-align: justify;">La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false? </strong></div>
<div style="text-align: justify;">E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong> Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?</strong></div>
<div style="text-align: justify;">La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Sono soggetti a rettifica anche i commenti?</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.</div>
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		<title>20 anni di Linux: qualche curiosità per voi</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 08:29:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laredazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Web & Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[GNU\Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[Stallman]]></category>
		<category><![CDATA[Torvalds]]></category>

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		<description><![CDATA[Linux doveva chiamarsi Freax, secondo le intenzioni del suo creatore Linus Torvalds. Un misto delle parole inglesi free, freak (mostro) e x (in riferimento al sistema operativo Unix dal quale nasceva). Quando però si trattò di caricare il file del primo kernel sul server ftp dell’università di Helsinki un collega lo salvò come Linux (Linus <a href='http://minitrue.it/2011/09/20-anni-di-linux-qualche-curiosita-per-voi/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-14438" title="1991 - 2011 - 20 Years of Linux" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2011/09/lf_linux20_webbadge.png" alt="" width="300" height="250" /></p>
<p style="text-align: justify;">Linux doveva chiamarsi Freax, secondo le intenzioni del suo creatore Linus Torvalds. Un misto delle parole inglesi free, freak (mostro) e x (in riferimento al sistema operativo Unix dal quale nasceva). Quando però si trattò di caricare il file del primo kernel sul server ftp dell’università di Helsinki un collega lo salvò come Linux (Linus più la x di Unix), nome inizialmente scartato da Torvalds perché gli sembrava egocentrico.</p>
<p style="text-align: justify;">Il più noto e diffuso sistema operativo con a bordo Linux è oggi Android, che utilizza una versione modificata del kernel. Android <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5vc3NibG9nLml0L3Bvc3QvNzkzMi9saW51cy10b3J2YWxkcy1wYXJsYS1kYW5kcm9pZC1jb21lLWR1bi1mb3JrLXBlci1pbC1rZXJuZWwtZGktbGludXg=" target=\"_blank\">è stato definito</a> da Torvalds un fork, ossia un progetto che modifica l’originale per creare qualcosa di nuovo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora più diffuso è l’uso di Linux che facciamo tutti i giorni quando cerchiamo qualcosa su Google o Amazon, sui cui server gira appunto il pinguino.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi state chiedendo come il pinguino sia diventato la mascotte di Linux? È presto detto: Torvalds aveva una fissazione per i pinguini. La cosa buffa è che Tux (Torvalds’ UniX), il pinguino, non ha mai vinto nessuno dei tre contest organizzati per creare il logo di Linux. E infatti non è il logo, ma la mascotte del progetto.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2RhaWx5LndpcmVkLml0L25ld3MvdGVjaC8yMDExLzA4LzI1L25hc2NpdGEtbGludXgtMTQxMzQuaHRtbA==" target=\"_blank\">In venti anni di carriera</a>, Linux ha ampiamente conquistato anche Hollywood. La Dreamworks, a partire dal film Shrek, ha iniziato a usare computer con il pinguino per gestire la grafica 3D e alcuni effetti speciali. La LucasFilm ha fatto lo stesso con Star Wars &#8211; L’attacco dei cloni e per rimanere in tema citiamo Titanic, Il Gladiatore, Il Signore degli Anelli &#8211; Il ritorno del re, e Avatar. Anche Matrix, ovviamente, è stato fatto con Linux.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo Hoolywood, l’eco di Linux è arrivata fino a Wall Street: i server del Nasdaq infatti utilizzano Linux, così come quelli delle borse di Milano e Londra.</p>
<p style="text-align: justify;">Diversi stati usano Linux sui propri server. Per la sua stabilità e sicurezza Linux è usato dalle agenzie governative di Usa, Cina, Germania, Norvegia. La Gendarmerie francese ha scelto <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy51YnVudHUtaXQub3JnLw==" target=\"_blank\">Ubuntu</a>, una delle versioni più note di Linux, per i propri computer. La Provincia di Bolzano ha addirittura creato una propria versione da distribuire nelle scuole <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2RhaWx5LndpcmVkLml0L25ld3MvaW50ZXJuZXQvZGFsbC1vcGVuLXNvdXJjZS11bmEtbWFuby1wZXItdXNjaXJlLWRhbGxhLWNyaXNpLmh0bWw=" target=\"_blank\">per tagliare i costi</a> e oggi sono diverse le istituzioni locali che usano Linux, presente pure nelle infrastrutture informatiche di Camera e Senato.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli utenti di Linux hanno una propria comunità che si sviluppa su base locale. I Linux User Group, che in Italia hanno la loro <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2x1Z21hcC5saW51eC5pdC8=" target=\"_blank\">LugMap</a>, raccolgono gli appassionati e sono impegnati nella diffusione dell’open source. Ogni anno i Lug organizzano il <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5saW51eGRheS5pdC8=" target=\"_blank\">Linux Day</a>, quest’anno in calendario per il 22 ottobre.</p>
<p style="text-align: justify;">A usare il pinguino sul proprio computer sono poi milioni di persone in tutto il mondo. Recentemente Wired.it ha dedicato un articolo a <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2dhZGdldC53aXJlZC5pdC9uZXdzL21vbmRvX2NvbXB1dGVyLzIwMTEvMDQvMjEvcHJvdmFyZS1saW51eC5odG1s" target=\"_blank\">come provare Linux</a> sul proprio pc senza installare nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia di Linux è anche quella di una rivoluzione concettuale, raccontata da <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3ZpZGVvLmdvb2dsZS5jb20vdmlkZW9wbGF5P2RvY2lkPS01NDQyMTUwNTQ3MDc4MzYyMDcmYW1wO2hsPWl0" target=\"_blank\">questo video</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">È grazie a Linux infatti che il progetto Gnu di R<a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2RhaWx5LndpcmVkLml0L25ld3MvdGVjaC8yMDExLzA2LzI4L3dpcmVsZXNzLXN0YWxsbWFuLmh0bWw=" target=\"_blank\">ichard Stallman</a> si diffonde in tutto il mondo. Una delle più grandi battaglie di Stallman è riuscire ad affermare il concetto che quando si parla di Linux riferendosi a un sistema operativo bisognerebbe dire Gnu / Linux, in quanto il kernel scritto da Torvalds rappresenta solo una minima parte del sistema. In una metafora, il motore. Senza quale la macchina però non va.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><strong>fonte:</strong> <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2dhZGdldC53aXJlZC5pdC9uZXdzL21vbmRvX2NvbXB1dGVyLzIwMTEvMDgvMjUvdmVudGktYW5uaS1saW51eC1jdXJpb3NpdGEtMTQxMzMuaHRtbD9wYWdlPTEjY29udGVudA==" target=\"_blank\">Wired.it</a></span></p>
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=14434" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded>
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		<title>I primi vent&#8217;anni del World Wide Web</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Aug 2011 17:09:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jaques M. Hotteterre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Web & Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Tim Berners Lee]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Vent’anni fa, il 6 agosto 1991, andò ufficialmente online il primo sito web della storia. Ad annunciarlo in un newsgroup fu lo scienziato britannico Tim Berners-Lee, colui che è considerato unanimamente l&#8217;inventore del World Wide Web. Barners Lee e i suoi colleghi  del Cern di Ginevra, avevano cominciato a mettere mano al progetto fin dal <a href='http://minitrue.it/2011/08/i-primi-ventanni-del-world-wide-web/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong></strong>Vent’anni fa, il 6 agosto 1991, andò ufficialmente online il primo sito web della storia. Ad annunciarlo in un newsgroup fu lo scienziato britannico <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2l0Lndpa2lwZWRpYS5vcmcvd2lraS9UaW1fQmVybmVycy1MZWU=" target=\"_blank\">Tim Berners-Lee</a>, colui che è considerato unanimamente l&#8217;inventore del World Wide Web.</p>
<p style="text-align: justify;">Barners Lee e i suoi colleghi  del Cern di Ginevra, avevano cominciato a mettere mano al progetto fin dal 1989. Il loro scopo era quello di realizzare una struttura in rete tale da  consentire ai ricercatori di condividere le informazioni in maniera agevole. Per far questo usarono  per la prima volta lo strumento degli hyperlink.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sito in questione non è più online da lungo tempo (il suo indirizzo era http://info.cern.ch/hypertext/WWW/TheProject.html). L&#8217;immagine che riportiamo riproduce comunque in maniera fedele quello che è stato il primo sito web della storia: un semplicissimo indice linkato degli argomenti del progetto.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: x-small; color: #888888;">clicca sull&#8217;immagine</span></p>
<p style="text-align: center;"><a class=\"lightbox\" title=\"Auguts 6, 1991- The First Website of the History\" href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL21pbml0cnVlLml0L3dwLWNvbnRlbnQvdXBsb2Fkcy8yMDExLzA4L3ByaW1vX3dlYi5wbmc="><img class="aligncenter size-full wp-image-13854" title="Auguts 6, 1991- The First Website of the History" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2011/08/primo_web.png" alt="" width="475" height="226" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=13836" width="1" height="1" style="display: none;" /><div class="SPOSTARBUST-Related-Posts"><H5>Leggi anche:</H5><ul class="entry-meta"><li class="SPOSTARBUST-Related-Post"><a title="Se con una mano ti do&#8230;" href="http://minitrue.it/2010/01/se-con-una-mano-ti-do/" rel="bookmark">Se con una mano ti do&#8230;</a></li>
<li class="SPOSTARBUST-Related-Post"><a title="Savvy?" href="http://minitrue.it/2009/06/savvy/" rel="bookmark">Savvy?</a></li>
</ul></div>]]></content:encoded>
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		<title>I numeri di WordPress</title>
		<link>http://minitrue.it/2011/07/i-numeri-di-wordpress/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=i-numeri-di-wordpress</link>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 05:48:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jeremy A. Brady</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web & Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[Wordpress]]></category>

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		<description><![CDATA[WordPress è il famoso CMS - acronimo di Content Management System - ideale per la creazione e la gestione di blog. Non è l&#8217;unico ( Joomla!, Drupal, PHP Nuke sono altri e altrettanto validi CMS) ma sicuramente è uno dei più popolari e utilizzati dagli web blogger di tutto il mondo proprio per la sua semplicità d&#8217;uso. Una <a href='http://minitrue.it/2011/07/i-numeri-di-wordpress/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-13409" title="Wordpress" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2011/07/wordpress-logo-300x300.jpg" alt="" width="194" height="194" /></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2l0LndvcmRwcmVzcy5jb20v" target=\"_blank\">WordPress</a> è il famoso CMS - acronimo di Content Management System - ideale per la creazione e la gestione di blog. Non è l&#8217;unico ( Joomla!, Drupal, PHP Nuke sono altri e altrettanto validi CMS) ma sicuramente è uno dei più popolari e utilizzati dagli web blogger di tutto il mondo proprio per la sua semplicità d&#8217;uso. Una semplicità che comunque si accompagna ad un grande potenziale creativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla sua nascita &#8211; era il 2003 quando il suo sviluppatore, il diciannovenne <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL21hLnR0Lw==" target=\"_blank\">Matt Mullenweg</a>, decise di rilasciare pubblicamente il codice sorgente &#8211; WordPress ha raggiunto una diffusione incredibile. WordPress è, in sostanza, un rivoluzionario software <a href="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2l0Lndpa2lwZWRpYS5vcmcvd2lraS9PcGVuX3NvdXJjZQ==" target=\"_blank\">open source</a>. Gli aggiornamenti sono molto frequenti e chiunque &#8211; è lo filosofia opensource - può contribuire al suo sviluppo con le proprie conoscenze. Un esempio è dato dallo sviluppo e dal rilascio dei plugin, ovvero di quelle specifiche funzioni aggiuntive che rendono WordPress uno strumento duttile e plasmabile alla specifica esigenza dell&#8217;utente.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono numeri importanti quelli di WordPress. E&#8217; di questi giorni la notizia dei 50 milioni di blog in tutto il mondo operanti su piattaforma WP. Basti pensare che ogni giorno, usando questo CMS, vengono pubblicati  circa 400.000 nuovi post che ricevono, a loro volta, quasi 340.000 commenti. Il che sta a significare circa 280 post e 240 commenti ogni minuto minuto, per totale di 112 milioni di parole scritte.</p>
<p style="text-align: justify;">E anche noi di Minitrue contribuiamo a questi numeri.</p>
<p style="text-align: justify;">
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